CASERTA – CLP garantisce il Disservizio anche grazie agli Enti locali

I pendolari pagano mezzi fatiscenti e datati

di Alessandro Fedele

CASERTA – Nonostante il servizio offerto dalla CLP presenti diverse carenza nella viabilità, nei mezzi inadeguati e forse addirittura al limite della sicurezza, nessuno ha provveduto mai a constatare le suddette condizioni dei mezzi e soprattutto dei lavoratori della ditta, che già tempo sono dovuti ricorrere ai sindacati per far fronte alle ingiustizie subite.

Secondo fonti accreditate la linea che passa sulle località montane sarebbe costituita da pochi autobus di nuovo acquisto e molti di seconda mano, del tutto fuori norma per dimensioni rispetto a quelle stabilite dal codice della strada.

Si tratterebbe di mezzi fatiscenti, come Mercedes Integro, Citaro e Tourino, Fiat Iveco Turbo Daily, Thesi e altri trenta mezzi tutti datati. Sarebbero però tante le tipologie di bus adattate dall’azienda solo per limitare il numero di corse per l’accompagnamento e il rientro degli studenti, buona parte, infatti, sembrerebbero essere fuori norma secondo i limiti imposti dai comuni, per tonnellate e per lunghezza.

Il percorso non è manutenuto

Le località montane del casertano, è noto a tutti, indispensabilmente necessitano di vie di comunicazione sempre più aggiornate, perciò le strade che gli autobus della CLP devono percorrere hanno bisogno di manutenzione e quant’altro. A quanto pare, invece, nessuno sembra essere a conoscenza del fatto che le molte carreggiate, già di per sé strette per il normale transito delle auto, diventino per i bus da 12mt, utilizzati proprio per permettere ai pendolari di raggiungere il centro città, sono ulteriormente ridotte a causa di una mancata manutenzione e aggiornamento da parte della Provincia e dei Comuni.

Dunque sembra chiaro il perché delle quotidiane lamentele dei passeggeri e dei conducenti, tutti costretti ad usufruire di mezzi che supererebbero il limite di lunghezza stabilito. Queste condizioni causerebbero come conseguenza alle proteste dei viaggiatori le situazioni per permettere alla ditta di scaricare le colpe sugli autisti, i quali, invece, sarebbero costretti a compiere sistematicamente manovre complicate e spesso rischiose per l’incolumità dei passeggeri di cui, al tempo stesso, sono responsabili.

In questo modo verrebbe messa a forte rischio la circolazione veicolare, espondendo i mezzi della CLP a continui incidenti e danni ai mezzi. Indiscrezioni ci informano, poi, che costantemente viene richiesto il rimborso dalla Clp per i danni subiti, senza mai accettare il concordato con le OO.SS. per il riconoscimento annuale del “mancato sinistro”.

A rischio la salute mentale dei conducenti

Le condizioni in cui sarebbero costretti a lavorare gli autisti di Clp, ovvero la giornaliera esposizione a possibili violazioni del Codice della Strada generate da strategiche manovre e sforamento dei limiti di lunghezza, potrebbero mettere a dura prova le condizioni psico-fisiche degli stessi autisti, sottoposti a stress e ad orari di servizio molto probabilmente gravosi.

La morale di questa terribile storia chiarisce il motivo dei disservizi sul trasporto in Terra di Lavoro, perché, come abbiamo già detto, i mezzi fuori norma e/o non idonei per lo stato di sicurezza, fanno si che i pendolari paghino soltanto il mancato servizio bus.