CASERTA – Al Duel multisala di via Borsellino ad assistere al proprio film Malerba dell’anno 2018, l’attore con origini casertane Antonio De Matteo, ha sia presentato il film che alimentato la critica finale con il pubblico in sala che ha rivolto parecchie domande all’attore molto conosciuto che attualmente vive a Roma ed è impegnato anche in altri spettacoli anche teatrali che andranno in scena nei prossimi mesi.
Ma veniamo al film Malerba, di Simone Corallini, è un lungometraggio asciutto crudo ed efficace incentrato sul rapporto malato, difficile e conflittuale tra due fratelli nel quale si inserisce una donna che porterà alla luce verità scomode e pericolose. Nel cast al fianco di Antonio anche Luca Guastini e Manuela Parodi.
Noto al grande pubblico per i ruoli ricoperti in film di successo come Ocean’s Twelve, La bella addormentata, Notte di Marco Bellocchio, Assolo, Ossidiana, The Pyramid e nella serie tv Don Matteo, Antonio De Matteo, originario di Caserta, recita in questo film drammatico molto intenso e coraggioso dove lui fa la parte del fratello ‘dominante’ cattivo.
Malerba è infatti un dramma con tinte thriller, un film sulle malattie invisibili e sull’approccio alla diversità, metafora di ogni discriminazione sociale un dramma sulla solitudine sull’affronto di una brutta malattia che hanno due fratelli che si isolano sena avere più legami con l’esterno, tranne il più piccolo che con l’aiuto di una collega impiegata, fidanzata con un’altro uomo ma con cui si crea un legame di amicizia importante riuscirà ad attraversare momenti di spensieratezza, non senza contrasti e sentirsi ‘acettato’ nonostante la sua condizione.
Ecco la trama del lungometraggio: in una cittadina marchigiana, Orazio è un macellaio molto dedito al suo lavoro. Lo aiuta ogni tanto il fratello minore Gabriele, che, per conto suo, lavora in un ufficio. Entrambi, sono affetti da una rara malattia cutanea deturpante i cui effetti sono ben visibili sul viso. Gabriele fa amicizia con una nuova collega, Arianna, che si è trasferita lì da Roma assieme al fidanzato. Quando Gabriele ne parla a cena con Orazio, questi gli dice che di sicuro lei lo prende in giro: non può essere vero che provi interesse per lui. I rapporti tra i due sono un po’ tesi. Orazio sembra essersi adattato a una vita solitaria e dedita al lavoro, mentre Gabriele soffre per il suo isolamento e si capisce che è attratto da Arianna. Accetta perciò di uscire con lei e i suoi amici una sera, ma le cose non vanno bene. Perciò se ne va dopo un breve litigio. Arianna lo segue per spiegarsi: il rapporto tra loro sembra in qualche modo approfondirsi.
I due vanno anche insieme a teatro, dopo che Tommaso, il fidanzato di Arianna, le ha dato buca. Mentre Orazio è scettico, Arianna sembra interessarsi sempre più a Gabriele, ma le cose in realtà sono ancora più complicate di quanto sembrano.
Interessante e promettente esordio nel lungometraggio per Simone Corallini, che si addentra con sensibilità in una vicenda dal forte sapore esistenziale. Al centro, il rapporto tra due fratelli segnati da un destino avverso con le conseguenze che si verificano in dipendenza dell’ingresso, tra loro, di una terza persona, estranea. La tensione nel rapporto tra i fratelli è continua, sottile e ben sostenuta.

L’atteggiamento dei due fratelli verso le conseguenze della malattia cutanea è una chiave di lettura del diverso approccio alla vita: mentre Orazio vive la situazione con un’indifferenza venata da una rassegnata consapevolezza, Gabriele sembra rifiutarla come se fosse una colpa e non riesce a venirne a capo. Ma a causa di pregressi familiari e della comune deformità il rapporto tra i due è forte, solido, quasi esclusivo, con segreti inconfessabili. La relazione tra Gabriele e Arianna è altrettanto complicata ed è minata dalle difficoltà di Gabriele che non riesce a credere di poter essere accettato nonostante il suo viso deturpato e dalle conseguenti difficoltà incontrate da Arianna nel suo tentativo di inserirsi nella corazza psicologica difensiva sviluppata da Gabriele.
Molte le domande poste all’attore A. De Matteo che si è detto onorato di presentare un film del genere lui che non ha più un ‘buon rapporto’ con Caserta, ritenuta un po’ troppo ferma su se’ stessa. Ecco qualche domanda rivolta all’attore.
Ma la malattia dei due fratelli è mortale, inoltre è trasmissibile ?
No la malattia è dovuta ad un problema genetico del sistema nervoso, non è assolutamente trasmissible nei casi più gravi può essere mortale.
Come è stato calarsi nella parte del ‘fratello cattivo’?
Devo dire che spesso mi vengono proposti questo tipo di ruoli non so sarà il fascino dello ‘stronzo’ del ‘cattivo’ che ho ma nella vita reale non sono assolutamente così, quello del film è solo un personaggio all’interno del quale mi sono dovuto calare.
Cosa pensi di questa rassegna indipendente cinematrografica?
E’ Positiva, il bello di questo cinema indipendente è che la produzione non ti mette paletti, la novità, la visione di un film che cerca di filtrare il ‘vecchio’ per farlo diventare nuovo, facendolo divenire un punto di riferimento, c’è bisogno del nuovo -prosegue l’attore- a volte ci si adagia su cose banali.
Dove è stato girato il film?
In un paesino vicino ad Ancona dove i ritmi di vita ‘reale’ sono molto compassati.
Postilla finale il film Malerba è risultato il più visto della serata, la presenza dell’attore oltre a ‘portare bene’ ha certamente suscitato l’interesse del pubblico.
Questi i riconoscimenti ottenuti dal film: vincitore al WAG festival dove è stato selezionato da una giuria di giovani under 30, selezionato alla 34°Alexandria Mediterranean Countries Film Festival in Egitto, è stato anche vincitore al Not Film Fest come miglior film per il maggior potenziale di distribuzione all’estero, assegnato da Alessandro Masi, distributore internazionale della Flexymovies di Los Angeles. Simone Corallini aveva già diretto alcuni cortometraggi tra cui Nkiruka – il meglio deve ancora venire, vincitore del Premio MigrArti 2017 – MiBACT, proiettato nella sezione “MigrArti” alla 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
