Caserta. Nel Duomo di Casertavecchia Giulio Festa inaugura il 4 settembre la mostra fotografica “L’istante unico e immutabile”

L’appuntamento è per mercoledì 4 settembre nel Duomo di Casertavecchia.

Alle ore 19.00 il maestro Giulio Festa inaugurerà la sua mostra fotografica dal titolo “L’ istante unico e immutabile”. La mostra è inserita nel cartellone degli eventi di questa edizione di “Settembre al Borgo” e sarà possibile visitarla tutti i giorni dal 4 all’8 settembre. Giulio Festa torna a Casertavecchia per la terza volta con una sua personale, la seconda in occasione di “Settembre al Borgo”.

La mostra è stata organizzata in collaborazione con 2 associazioni molto attive a Caserta ,  “CasertAzione” e “La cultura racconta” di cui è presidente il giovane  Francesco Guida; hanno collaborato inoltre il noto editore casertano Giuseppe Vozza, socio di “La cultura racconta” e Lucia Grimaldi, insegnante e giornalista.

L’istante unico e immutabile” attraverso 25 ritratti racconta come in un semplice, minuscolo attimo  c’è tutta la storia, la cultura, la memoria. L’attimo come incontro, in quanto abbiamo due occhi che si incontrano con altri due occhi, due occhi che hanno di fronte altri due occhi. La reciprocità di un dono che esiste, in quanto c’è identità e questa a sua volta esiste in quanto c’è diversità.
Abbiamo incontrato Giulio Festa per farci raccontare in anteprima qualcosa di questa mostra, partendo proprio dal titolo che in sé racchiude il senso completo della scelta delle foto che comporranno la mostra.
L’ istante unico ed immutabile è semplicemente l’occhio che fotografa e che guarda attraverso il suo retaggio, andando oltre quello che l’immagine fermata presenta in superficie. L’ occhio del fotografo mette a fuoco  altri occhi, contenitori d’altro retaggio. Il volto umano, mi ha sempre emozionato, nelle sue diversità, nelle sue espressioni, nella forza del comunicare la bellezza della propria diversità.”
Ogni  foto  nel suo spazio chiuso incontra altri spazi chiusi interiori: nell’ istante in cui uno si apre all’altro,  lo contiene e ne diventa contenuto. Festa racconta attraverso i suoi magnifici ritratti di sguardi che ha incontrato nei suoi viaggi e che ha fermato per sempre. Uomini e donne di varie parti del mondo, ripresi nell’ istante stesso che sta per finire quell’attimo di disponibilità ad incontrarsi che è unico ed irripetibile. “Essere fotografo di viaggio, racchiude questo. La macchina fotografica come taccuino dei pensieri: non molto diverso dal moleskine dei viaggiatori di un tempo.” ci racconta Giulio Festa che da circa dieci anni  ritrae persone in varie parti del mondo. Questa, è la terza mostra dedicata a questi volti: “Arancio, i colori dell’Indocina” e “Attimi”.

La mostra ben si inserisce nella narrazione che ha voluto costruire il direttore artistico Avitabile per la kermesse, che ha, come sottotitolo “Insieme”, per evidenziare un percorso di inclusione ed integrazione tanto sentiti nel momento storico che stiamo vivendo. Calvino diceva: se alzi un muro, pensa a ciò che lasci fuori. Il festival e la mostra vanno in questa direzione, curando e rimarcando valori che oggi più che mai, visti gli stravolgimenti politici economici  ci stanno riconducendo l’uno contro l’altro, indietro in un tempo in cui la diversità veniva percepita non come valore ma come pericolo.  Le conquiste sociali stanno perdendo terreno, ma queste iniziative accendono una luce di speranza  di cambiamento e di apertura culturale e sociale.