Compagnia teatrale “Ridiamo Insieme” al teatro Izzo con la commedia “Scarpe doppie e cerevelle fine”

Weekend di risate per tutti.

CASERTA – Doppio appuntamento a Caserta nel corso del weekend con la compagnia teatrale di Casagiove “Ridiamo insieme” di Salvatore Vitale, presidente dell’associazione culturale/teatrale “Ridiamo Insieme”, che porterà in scena un nuovo lavoro dal titolo “Scarpe doppie e cerevelle fine” di Gaetano Di Maio. Il primo appuntamento, che si terrà al Teatro Izzo in Via Kennedy nr. 42 a Caserta, è in programma per sabato 12 ottobre 2019, sipario alle ore 20:45, mentre il secondo appuntamento è previsto per le ore 18:45 del giorno successivo, domenica 13 ottobre 2019.

La commedia “Scarpe doppie e cerevelle fine” è tratta da “Scarpe doppie cervello fine” scritta da Gaetano Di Maio per la grande Luisa Conte. “Scarpe doppie e cerevelle fine”! Dal titolo già viene messo in risalto l’aspetto di un mondo semplice, quello contadino, dove non esistono intermedie grandezze, un mondo e un modo di fare ad oggi per lo più scomparso, che lo si può trovare ormai soltanto in quelle piccole realtà di paesi periferici. La scena rappresenta una classica aia di accesso ad un fabbricato rurale dove dallo sfondo agricolo di una lussureggiante campagna, si accede tramite un muretto caratteristico a delineare un area di cortile interno.

TRAMA: La commedia si svolge interamente in quest’area di accesso, dove Vincenzo, il protagonista, vedovo di una baronessa, dai modi alquanto rigidi ed appartenente ad un mondo fatto di cose di cui bisogna tacere, tenta di esibire la nobiltà di suo figlio Gabriele, nonché di coprire tutti gli errori da questi commessi. Al centro della scena è la cameriera Angelarosa, dai comportamenti grotteschi, coi suoi modi invadenti, un personaggio non affatto superficiale come i suoi modi lasciano intendere, ma capace di sentimenti profondi, chiusi in un mondo arroccato, prigioniero e soffocante, ove ha sostenuto anni di duro lavoro domestico, e sopraffatta da un sentimento nobile che diviene sempre più difficile celare, fino a che esplode per manifestarlo. La trama muove comunque da Gabriele, il figlio del padrone Vincenzo, che pur essendo fidanzato con una ragazza straniera di città, Iolanda, una giovane donna che ostenta raffinatezza, ma che in realtà è solo in cerca di una sistemazione adeguata, non resistendo al fascino di grande seduttore, incappa ingenuamente in un errore, e mette incinta una contadina del paese, Graziella.

Vincenzo per farlo sposare con la fidanzata di città, combina per la contadina incinta un matrimonio riparatore con Delfino Carusiello, a cui la gente del paese attribuisce l’appellativo di “O Puorco”, personaggio che fa di tutto per guadagnarsi da vivere, ingenuo e molto comico. Di tanto in tanto entra in scena una tipa davvero strana, è malata di mente, anche se innocua, Raimonda, la “vammana” del paese, e testimone quindi di molte nascite, tra cui quella di Gabriele. “Vammana” che per i suoi trascorsi di vita poco felice, soprattutto dopo la prematura perdita prima del marito e poi del figlio, si è rifugiata nell’alcool, per cui alternerà momenti di lucidità ad imbarazzanti momenti di smarrimento mentale.

Angelarosa e il suo soffrire in silenzio, è il personaggio principale e dominante; ma non unico egocentrico della vicenda; così altri ne entrano a complicare le circostanze. È il caso di Clodoveo, archeologo e zio di Iolanda; di Ciccone, un mediatore e gran confidente di Vincenzo;diMarianeve, altra domestica di casa; di Menecantonia, esuberante contadina e madre di Graziella, che tenterà a tutti i costi di avere un risarcimento all’offesa subita dalla figlia; ed infine di Totonno altro domestico soprannominato “‘a scign”, che è innamorato follemente di Marianeve, tentando in vari modi di attrarre la sua attenzione.