Caserta. Caos nel Pd e nel Psi

Nel frattempo, il movimento di Diego Fusaro e Giuseppe Del Giudice sta per fare il suo esordio in provincia di Caserta

di Tacco di Ghino

Caserta. Quale sara’ il futuro della sinistra casertana alla vigilia delle Regionali 2020  e in vista delle amministrative 2021?

Nelle ultime settimane, la situazione sembra essere un po’ confusa. Ma proviamo a mettere in fila gli avvenimenti.

Erano in tanti a pensare che  Maddalena Corvino, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Caserta, rassegnasse le dimissioni dalla giunta Marino dopo la bocciatura del suo piano di dimensionamento scolastico.  In citta’ gira voce che sia stato il Pd a volere l’aggiustamento del piano con l‘avallo del Sindaco di Caserta  avv. Carlo Marino e delle sue truppe cammellate, che ogni tanto gli chiedono qualche cortesia per i rispettivi elettori.

Forse, la professoressa Maddalena Corvino sarebbe dovuta andare via quando le hanno tolto la carica di vice sindaco, ma lei, caparbiamente,  e’ voluta rimanere fino alla fine,  forse chiedendosi:” Voglio proprio vedere dove i miei colleghi intendono arrivare” .

I Consiglieri Comunali, prima di Natale, approveranno sicuramente il tanto discusso bilancio: nessuno di loro vuole andare a casa e in tanti  sanno bene che , alle prossime elezioni comunali, potrebbero non essere  più candidabili.

Per il momento, in tutto questo marasma,  il Partito Democratico e il  Partito Socialista Italiano con Gianluca Iannucci stanno   a guardare.

Per fortuna che nel PD qualche autorevole esponente come  Camilla Sgambato dimostra di avere le idee chiare  sul futuro del  partito in provincia di Caserta.

Nel PSI,  dopo le dimissioni di Brancaccio, il direttorio dei cinque compagni nominati da Michele Tarantino con l’avallo del segretario nazionale Enzo Maraio, stanno avviando un processo interlocutorio con il territorio. Sta di fatto che, nonostante l’impegno di tutti, e’ ancora molto intenso il lavoro da svolgere per arrivare alla  Conferenza Programmatica di dicembre 2019.

La situazione all’interno del Psi casertano merita un approfondimento: la direzione, come dicevamo, e’ affidata a livello provinciale al direttorio composto dai cinque compagni che si stanno impegnando per traghettare il partito fuori dalle secche.

In molti fanno notare pero’ che all‘interno del  direttorio e’ necessaria una maggiore sinergia fra i suoi componenti: se , da un lato, Freda di Cellole e Corvino di Santa Maria Capua Vetere sono  spesso  assenti, all’avv. Raffaele Piazza si contesta l’eccessiva pazienza nei confronti di tutte le componenti,  potendo puntare,  pero’ , egli su due giovani emergenti e intraprendenti come  Carmen Cipollone ed Espedito Ziello.

In tutto questo, secondo rumors piu’ o meno fondati, sembra che i vertici regionali del Psi , dai quali si e’ allontanato il rissoso Marco Riccio, vogliano imporre il primato dei Napoletani in Terra di Lavoro.

 E’ opportuno ricordare, a tale proposito,  che la provincia di Caserta ha contribuito in modo eccellente alla crescita del Psi con segretari provinciali del calibro di Pippotto Francese, Mauro Cerrone ed in ultimo il grande Mimmo Dell’Aquila, eletti democraticamente dai Congressi provinciali . Negli anni 70 e 80, abbiamo avuto come  guida del socialismo in Campania il casertano Pierino Lagnese che con il dottor Nicola Di Monaco costituivano l’asse portante della politica socialista in Terra di Lavoro, senza togliere meriti a Francesco Martusciello, Raffaele Raucci, al professore Vincenzo Tavoletta di Villa Literno, al professore Agostino Stellato, ad una intera generazione di Casapulla, nonno, papà e il figlio Michele Sarogni di Casapulla, e a tanti altri sindaci.

A Maraio e a Tarantino, dunque, in questo delicato momento politico, il compito di integrare i giovani e i vecchi compagni del Psi di Terra di Lavoro con quelli provenienti da Napoli o da Salerno.

La verita’ e’ che gli elettori hanno smesso di dare consensi al PSI in Terra di Lavoro dopo la fuga opportunistica di qualche consigliere regionale, prima militante nel PSI ed anche eletto, tal Oliviero, oggi in difficoltà per il prossimo appuntamento nel 2020, e dopo il commissariamento di Nencini, nel 2016 della Federazione di Caserta .

Allora, o si cambiano alcuni  pastori per il presepe di Natale oppure si lasciano lavorare in modo sereno, senza tatticismi,  i componenti del Direttorio, almeno quelli effettivamente operativi al suo interno: diversamente   alle Regionali del 2020 non si riuscira’  a compilare in provincia di caserta, la lista di 9 tra compagni e compagne.

All’interno del  Partito Democratico, dopo Cimmino, gli ex comunisti sono allo sbando per le bizze di Oliviero e Graziano, mentre anzitempo Caputo è approdato in Italia Viva per sostenere De Luca e salvare la sua poltrona di prossimo assessore regionale. 

A Marcianise un autorevole compagno socialista, scomparso alcuni anni fa, di costoro diceva:” Chist non so buon pecchè continua a fa a pall cort”, in italiano significa costoro alle prossime elezioni regionali guarderanno la targa VOX ITALIA.

Mentre i polli di Renzo  litigano, il movimento di Diego Fusaro e Giuseppe Del Giudice sta per fare il suo esordio in provincia di Caserta , con una struttura organizzativa perfetta, in vista delle regionali 2020 in Campania.