Alle parole seguono i fatti: basta roghi tossici, basta campi Rom ai limiti della dignità umana. Interventi a Caivano e Giugliano in Campania

Un passo è stato fatto: molto c’è ancora da fare. Bene così.
IL COMUNICATO DELL’ONOREVOLE DEL MONACO
Dopo il tavolo tecnico in Prefettura a Napoli, alla presenza del commissario delle Terra dei Fuochi, il vice prefetto Romano, ambientalisti e attivisti del territorio.
A seguito della mia visita a Caivano giorni fa presso la zona del campo Rom, circondato di immondizia destinata, puntualmente, al rogo, siamo riusciti in brevissimo tempo a organizzare l’incontro con i vertici interessati per poter risolvere la questione, certamente non semplice.

Non solo Caivano, però.
I sopralluoghi si sono spinti, fino al campo Rom di Giugliano e nelle zone della cosiddetta Taverna del Re e Masseria del Pozzo, spesso interessate da incendi: i miei occhi hanno visto scene da terzo mondo.
Sporcizia, abbandono, pericolo, aria malsana, strutture e baracche fatiscenti…alloggi di fortuna messi su da gente che vive lì da anni, in condizioni pietose. Bambini che giocano nudi, sporchi; fili e cavi della corrente che attraversano la strada immersi in acqua stagnante; donne giovanissime incinte con altri pargoli a seguito, anziani senza alcuna assistenza, molti di loro malati o con problematiche fisiche.
L’immondizia ha disegnato un vero e proprio scenario da discarica, fatto di collinette di varie dimensioni in cui trovare di tutto e di più. Sono rifiuti che giacciono lì da anni e anni, e non fanno che crescere…fino al prossimo rogo, ovviamente tossico.
L’intervento sporadico delle pattuglie di militari o dei vigili urbani non è più sufficiente.
È Campania, è Italia anche questa, eppure sembrano scene tratte da documentari e reportage da paesi poveri, lontani.

Certamente la visita a Caivano di venerdì e quella a Giugliano di ieri hanno smosso le acque e innescato un’accelerazione che speriamo porti a risultati più sostanziosi e duraturi.
Così stamattina, seppure a distanza, seguirò gli sviluppi dell’operazione sinergica in atto in queste ore da parte dei militari, dei Carabinieri, della polizia statale, dei vigili urbani e del sindaco con i funzioni del comune, arrivati sul posto con l’obiettivo di censire tutti gli ospiti del campo Rom, per capire effettivamente chi vive all’interno.
È un primo e indispensabile passo per poter dare una collocazione più dignitosa a questi esseri umani, a prescindere dalla devianza sociale o dall’aspetto delinquenziale.
Prima di giudicare e fare di tutta l’erba un fascio è necessario capire e dare il giusto nome alle cose e alle circostanze, soprattutto per evitare spiacevoli conseguenze future.

Le chiacchiere non bastano più: andremo avanti su questa strada per ridare dignità umana, sociale e ambientale a luoghi e persone.

Ieri si è conclusa l’operazione presso il campo Rom di Caivano, mentre continuano presso il campo Rom di Giugliano con la rimozione di montagne di immondizia.
Grazie alle forze sinergiche delle istituzioni, è stata anzitutto avviata la pratica di censimento, considerando la quantità di persone che vive all’interno del campo.
La zona è stata finalmente sgomberata dalla maggior parte dei rifiuti ingombranti, dalle carcasse di auto, dai rifiuti che avevano invaso praticamente ogni sentiero, spazio, viottolo.
Ovviamente c’è ancora molto da fare, ma quanto avvenuto nella giornata di oggi è un passo decisivo che innesca una serie di azioni e sollecitazioni importanti.
Fondamentale andare avanti, non abbassare la guardia e, soprattutto, attivare controlli più serrati affinché questo scempio ambientale e sociale non si ripeta.
Sono fiducioso, dobbiamo esserlo tutti: quando c’è la volontà, quando ci sono obiettivi forti, tutto può riuscire.
E nel migliore dei modi.