Caserta.Alla cortese attenzione del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca : Consorzio Unico delle Province di Napoli e Caserta – , 1000 famiglie disperate e il muro di gomma delle Istituzioni

di GIOVANNA PAOLINO

Da tempo non se ne parla , eppure  costituisce un’altra dolorosa spina nel fianco del nostro territorio, che va ad aggiungersi ai 300 licenziati della Provincia di Caserta.

Ci riferiamo alla situazione dei dipendenti del Cub – Consorzio Unico di Bacino di Caserta e Napoli  – ente preposto alla gestione del ciclo integrato di rifiuti – i  quali   non ricevono lo stipendio dal 2014 .

Stiamo parlando di 1000 lavoratori  e, dunque, di 1000 famiglie del nostro territorio ridotte sul lastrico e , fino ad ora, senza alcuna possibilita’ di appello.

Negli anni scorsi  siamo stati abituati ad azioni eclatanti dei lavoratori Cub , che per difendere  la loro dignita’ e il loro diritto al lavoro hanno sfidato con disperazione leggi e uomini pur di fare sentire la loro voce .

Ma  non e’ servito a niente. E , alla fine, i mezzi di comunicazione si sono assuefatti al dolore di questi padri di famiglia, al punto da considerare ” inutile ” ogni notizia che  li riguardasse.

La Politica , poi, ha continuato a fare quello che e’ solito fare in queste , ormai frequenti, situazioni della nostra provincia , ovvero dire tante e tante parole senza nessun risultato concreto.

Fino ad oggi i dipendenti Cub ricevono piccoli acconti sugli stipendi che , si ripete , non vengono corrisposti sin dal 2014. L’ultimo acconto di 500 euro e’ stato corrisposto a Natale  2016 : da questo momento niente .

Anche in occasione delle  recenti festivita’ di Pasqua i  dipendenti Cub non hanno ricevuto ne’ stipendio ne’ acconto.

Attualmente il Commissario Liquidatore del Consorzio e’ il Dott. Francesco Paolo  Ventriglia, subentrato al Dott. Gaetano Farina Briamonte : due gestioni amministrative con i risultati, o meglio con i non risultati, che sono sotto gli occhi di tutti.

Stiamo parlando di due nomine  conferite dalla Provincia di Caserta, ai tempi della Presidenza dell’Onorevole Domenico Zinzi.

Al momento resta il fatto scandaloso che  i lavoratori dell’ente non percepiscono alcun stipendio e che la loro situazione giuridica e’ alquanto ibrida.

Il tutto , pero’, nonostante le continue denunce da parte dei lavoratori, si va ad infrangere contro un muro di gomma eretto dai poteri forti  di una terra  economicamente, politicamente e socialmente in ginocchio.

Ma non e’ tutto.

Autorevoli esponenti politici ci hanno anche  informato che i  fondi per attivare gli Ato e reimpiegare i dipendenti Cub  nella riqualificazione della Terra dei Fuochi sarebbero gia’ pervenuti alla Regione Campania, ma non si comprende per quale assurda ragione essi non vengano utilizzati.

Proprio un anno fa, 29 aprile 2016, il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la legge sul riordino del ciclo dei rifiuti che prevede i seguenti punti .

1) Il personale dei Consorzi rimarrà dipendente dei Bacini sino alla costituzione degli ATO, mantenendo lo status del rapporto di lavoro pubblico.

2) Per quanto detto nel punto 1, i lavoratori dei Consorzi restano dipendenti degli stessi è non sono soggetti o tenuti ad alcun passaggio di cantiere verso altri soggetti.
Alla costituzione degli ATO, il passaggio verso il nuovo soggetto gestore avviene applicando l’art. 2112 del cc. Vale a dire mantenendo in essere tutti i diritti acquisiti all’atto dell’assunzione e maturati negli anni.

3) Blocco di tutte le assunzioni da parte dei Comuni sino alla ricollocazione dell’intero del proprio organico del personale dei Consorzi.

 

Fin qui tutto bene , se non fosse che i famosi Ato  – Ambiti Territoriali Ottimali – sono rimasti una mera utopia anche se il Presidente De  Luca  non perde occasione per ricordare che essi rappresentano la svolta  essenziale nella gestione dei rifiuti.

Ne’ bisogna dimenticare che nel marzo 2017  Antonello Velardi, Sindaco di Marcianise, e’ stato eletto  Presidente dell’Ato Rifiuti, che , praticamente, non decolla.

In questo periodo  i dipendenti Cub stanno seguendo Corsi di Formazione , finanziati dalla Regione Campania, i quali, tuttavia, non sopperiscono alla assoluta mancanza di uno stipendio .

I vertici dell’ente dichiarano che in cassa non vi sono  i fondi necessari per corrispondere gli emolumenti dovuti ai lavoratori. Sul punto , invece, questi ultimi e le organizzazioni sindacali replicano che il Cub avrebbe i mezzi necessari per fare fronte  ai propri impegni nei confronti dei dipendenti. Si tratterebbe dei crediti che l’ente vanta e periodicamente riscuote dai Comuni e dagli altri enti pubblici

Solo che questi mezzi finanziari sarebbero utilizzati a proprio piacimento dai vertici senza alcuna destinazione per gli stipendi, che stabilmente continuano a  non  essere versati.

Altra questione non ancora risolta e’  la  natura giuridica dei Consorzi di Bacino per la raccolta dei rifiuti in Regione Campania: ancora adesso non si capisce se essi vengono considerati enti pubblici economici oppure enti pubblici non economici.

E su questo dubbio amletico  e’ lanciata alla roulette russa la vita di 100o  famiglie.

A questo punto diviene inevitabile porre  una domanda al Presidente De Luca  che mercoledi’ arrivera’ a Caserta .

Caro e tenace Presidente, Lei e’ al corrente della  situazione disperata dei  dipendenti del Cub di Napoli e Caserta ?

Caro e tenace Presidente , Lei lo sa che questa terra sta morendo di fame e di disperazione ?