Fisco, il Governo rivede sanzioni e scadenze.

Il Consiglio dei Ministri oggi pomeriggio alle 15.30, discuterà di riforma fiscale, sul tavolo c’è infatti l’avanzamento della delega Fiscale.
Stando alle bozze, si tratterebbe di un dlgs di 26 articoli, nel caso di specie “la revisione dello statuto dei contribuente e la revisione degli adempimenti e dei versamenti” così il viceministro dell’economia e finanze, Maurizio Leo, nel corso del congresso nazionale dei commercialisti al Lingotto di Torino.

“Calendario certo con tempi certi”, facendo coincidere il periodo delle ferie d’agosto e quello natalizio con delle pause per tutti, amministrazione e cittadini.
Nella bozza si parla di anticipare dal 30 novembre al 30 settembre il termine per la presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di Irap, mentre per i soggetti Ires il termine è anticipato dall’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta all’ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.

Affinché possano realizzarsi questi propositi i modelli dell’Agenzia dell’entrate dovrebbero esser resi disponibili dal 1° aprile già nel prossimo anno.

In questo modo arriveranno prima eventuali rimborsi e, “salvo casi di indifferibilità e urgenza”, la sospensione dal 1° al 31 agosto e dal 1° al 31 dicembre de l’invio da parte dell’Agenzia delle entrate di comunicazioni relative ai controlli automatizzati, controlli formali e liquidazioni delle imposte sui redditi assoggettati a tassazione separata e delle lettere di compliance.

Dalle indiscrezioni è emerso anche che sarà previsto un nuovo calendario dei versamenti rateali delle imposte, con una maggiore dilazione per effetto dell’aggiunta di una ulteriore scadenza al 16 dicembre.

Non ci sarà più l’obbligo di indicare la volontà di voler usufruire della rateazione dei versamenti entro il 16 novembre e si specifica che “i versamenti rateali sono effettuati entro il giorno sedici di ciascun mese per i soggetti titolari di partita IVA ed entro la fine di ciascun mese per gli altri contribuenti”.

Importante anche il tema delle sanzioni, il viceministro Leo ha fatto presente quanto la situazione italiana non sia in linea con la politica economica europea “Mentre in Unione europea si sostiene che non si può andare al di là di due sanzioni sulla stessa violazione, noi abbiamo 5 tipi di sanzione: quella penale, amministrativa, l’accessoria, quelle previste dalla legge 231 (la responsabilità amministrativa/penale a carico delle imprese per gli amministratori ) e la confisca per sproporzione”.

Nel mirino della riforma governativa anche lo statuto del contribuente: all’agenzia dell’entrate si chiederà di motivare sempre gli atti che invia al cittadino, che pertanto dovranno essere fondati su dati ed elementi certi, indicando le prove dell’accertamento.