“Qui si beve per 1 asse, se ne paghi due berrai un vino migliore, con 4 avrai vino Falerno”: questo invito avrà lasciato quanto meno incuriositi gli avventori delle Tabernae vinarie ai tempi di Tito Livio. Ma già a quel tempo, III° secolo avanti Cristo, della denominazione “Falerno” poteva fregiarsi solo un vino di grande qualità e prestigio, vino che non poteva mancare nei banchetti imperiali e per questo designato come “vino degli imperatori”. Il disciplinare di questo nettare della terra, approvato con DPR del 03.01.1989 e modificato in ultima scrittura con il DM del 30.11.2011, identifica i comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola. Cinque comuni alle pendici del Monte Massico, un’area a nord del vulcano spento di Roccamonfina, ad ovest dal litorale domizio che collega Gaeta e Sinuessa (oggi Mondragone), a sud dalla storica Terra di Lavoro. Sempre da disciplinare sono ammesse cinque tipologie: bianco (con percentuale minima di Falanghina dell’85%), rosso, rosso riserva, Primitivo e Primitivo Riserva. Nelle tipologie rosso e rosso riserva la quota minima di Aglianico è pari al 60%, mentre per il Piedirosso è stabilita una variabile massima del 40%. La tipologia Primitivo è riservata ai vini provenienti da vigneti composti dal vitigno Primitivo per almeno l’85%, ma possono concorrere altri vitigni a bacca nera ammessi nella provincia di Caserta, come l’Aglianico il Piedirosso, e Barbera. Nella serata di ieri 10 novembre presso l’Enoteca provinciale di Caserta e’ stata offerta una coinvolgente presentazione con relativa degustazione di un “giovane” Falerno che promette un lungo cammino di riconoscimenti e soddisfazioni. Si chiama “Rosso Vanvitelliano”, un Falerno del Massico DOP che celebra il grande architetto in occasione dell’anniversario dei 250 anni dalla sua morte. Un’importante contaminazione multidisciplinare tra Aziende partendo da un marchio registrato che da anni porta in giro cultura.
Il marchio Rosso Vanvitelliano, ispirato alla visionarietà del grande architetto Luigi Vanvitelli, nasce con la volontà di valorizzare culturalmente le produzioni di eccellenza in campo enogastronomico e manifatturiero che puntano sull’innovazione della tradizione, sul valore dell’origine e sulla sua validità nel presente. Un marchio che ha l’obiettivo di unire in rete i produttori illuminati del territorio che vedono nella promozione del proprio lavoro attraverso contenuti artistici come quelli del progetto Rosso Vanvitelliano, un modo per promuovere la crescita cittadina e creare un modello produttivo culturale da esportare in Italia e all’Estero.
Motore propulsore dell’iniziativa un gruppo di soggetti che hanno scommesso con entusiasmo su questa proposta di celebrazione permanente del grande architetto: Ali.della.Mente , ideatrice dell’iniziativa con scopi culturali e promozionali del territorio di appartenenza, nella funzione di detentrice dei diritti del marchio registrato “Rosso Vanvitelliano” garantendo l’autorizzazione in esclusiva all’apposizione del Marchio; Falernia s.r.l., nella funzione di produttore, garantendo al partenariato l’imbottigliamento e l’etichettatura di un prodotto di qualità; Il Torchio, nella funzione di distributore esclusivo per tutto il territorio italiano, garantendo la diffusione su ogni circuito di riferimento; Alma Campania contratto di Rete con la funzione di valorizzare l’immagine complessiva della Campania, dei prodotti e di promuovere lo sviluppo di progetti e marketing coerenti con il posizionamento turistico della regione stessa. Con il coordinamento del giornalista Dante Del Vecchio, si sono avvicendati nella narrazione degli obiettivi e della passione del progetto che anima la produzione del Rosso Vanvitelliano Tommaso De Simone Presidente Camera di Commercio Caserta, Ali della mente Compagnia teatrale, Maurizio De Simone Enologo, Carlo Iacone Vice Presidente Fisar Nazionale, Mariano Pensa Sommelier Delegato Fisar Caserta. Nel corso dell’evento grande affluenza di appassionati, curiosi e wine lovers ha riempito la sala dell’Enoteca provinciale, degustando con interesse e gradimento il Falerno protagonista dell’iniziativa, un’annata 2021 e dunque, come ci aspettiamo dai suoi nobili
connotati ampelografici, un Rosso Vanvitelliano desideroso di regalare esperienze ancora più interessanti e memorabili nei futuri suoi degustatori degli anni a venire. Rubino luminoso con riflessi granati, all’olfatto intenso e persistente con netti sentori di confettura di frutta rossa matura, il retro nasale fa emergere la marasca, marcatore riconosciuto per questo vino. Estremamente caldo e con una sottile traccia minerale accompagnata da una buona consistenza acida che, in presenza di tannino in continua evoluzione, lo rende piacevole alla beva e molto longevo nel tempo. Un vino vibrante di promesse che sarà celebrato in un nuovo prossimo appuntamento sul territorio a conclusione del fitto calendario programmato di presentazione.