ASSOLTO IL FIGLIO DEL “GIAGUARO”

Verdetto nel caso di usura e tentata estorsione

Il tribunale della città di Casagiove ha emesso un verdetto controverso riguardante un caso di usura e tentata estorsione. Paolo Pagnozzi, figlio del noto Gennaro, soprannominato il Giaguaro, è stato assolto dalle accuse mosse contro di lui. Tuttavia, il complice Gerardo Marino, residente a Casagiove, è stato condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione. Un terzo individuo coinvolto, Clemente Caliendo, sarà processato in seguito.

 

Il giudice ha emesso questa decisione dopo un processo celebrato con rito abbreviato. Mentre per Marino è stata esclusa l’aggravante mafiosa, il che ha portato a una pena inferiore rispetto alla richiesta della Procura, per il 71enne di Casagiove la sentenza ha significato una condanna significativa. La sua difesa ha annunciato l’intenzione di ricorrere in appello contro la decisione del tribunale.

 

Paolo Pagnozzi, difeso dagli avvocati Giuseppe Milazzo, Giovanni Adamo e Immacolata Romano, era stato inizialmente arrestato lo scorso settembre, ma successivamente rilasciato per mancanza di prove concrete. Secondo l’accusa, Pagnozzi avrebbe commissionato a Marino e Caliendo di prestare denaro a un imprenditore, minacciandolo in seguito per il mancato pagamento di alcuni debiti.

 

I difensori di Pagnozzi hanno sottolineato la fragilità delle prove presentate dall’accusa, contestando anche l’ammissibilità di alcune conversazioni intercettate. Hanno insistito sul fatto che non vi fossero elementi sufficienti per condannare Pagnozzi al di là di ogni ragionevole dubbio.

 

Il verdetto ha suscitato diverse reazioni nella comunità locale, con alcuni che lo accolgono come un’assoluzione meritata, mentre altri lo vedono come un’indicazione delle sfide nel perseguire la giustizia in casi di questo genere. Il dibattimento su questo caso continuerà sicuramente a tenere banco nelle conversazioni della città di Casagiove e oltre.