Nella giornata del 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo nel nostro Paese, l’Azione cattolica italiana si stringe attorno al Papa in Piazza San Pietro per l’evento “A Braccia Aperte”. Molte le azioni cattoliche della diocesi Teano-Calvi che, partite in piena notte, hanno passato l’intera mattinata in un clima di fratellanza e condivisione. Le parole del Santo Padre hanno toccato i cuori di tutti, portando avanti la dirompente teoria dell’abbraccio. Nel suo intervento, il Pontefice, ha distinto tre tipi di abbracci: l’abbraccio che manca, quello che salva e quello che cambia. L’abbraccio che cambia è quello che segna guerre, incomprensioni, pregiudizi, una zavorra, che indurisce il cuore e irrigidisce le braccia, diniego del messaggio evangelico e dell’amore di Dio. L’abbraccio che salva è quello di Dio che è amore, gioia, gratuità; il primo che ci ama a prescindere e senza chiedere nulla in cambio. L’abbraccio che cambia è il più importante, quello che può stravolgere la vita; sono molti i santi che sono stati cambiati da un abbraccio, San Francesco, ad esempio, che fu cambiato dal contatto col lebbroso, questa è la vera essenza della cristianità. Nell’ultima parte dell’intervento sono state spese parole per l’imminente Assemblea generale di Azione Cattolica, che, in un’alta espressione di democraticità, si darà un nuovo assetto per i prossimi tre anni. In ultimo, ma non meno importante, sono state ricordate le tappe del Sinodo, arrivato ora alla fase profetica, con un invito a viverlo nelle proprie comunità, in associazione e non, dando fondo a tutte le possibilità dei laici cristiani. A presenziare all’evento, oltre al presidente di Azione Cattolica Giuseppe Notarstefano, ci sono stati il cantante Giovanni Caccamo e l’attore Neri Marcorè, intervenuti poco dopo Papa Francesco.
La giornata di oggi, in concomitanza con la celebrazione del 25 Aprile, ha dissigillato i cuori e le coscienze di tutti gli astanti: le parole pronunciate, anche se non estemporanee, hanno dato un esempio autentico di messaggio cristiano, quello della gratuità, della vicinanza ai più poveri, come un moderno Dante che scende a contatto coi dannati per ritrovare la Beatitudine. Da questi messaggi, per uscire dalla logica del mondo, ci indirizziamo a un tipo di felicità non mondana, ma cristiana, non “ex summo malo”, ma apprensiva della gratuità divina.
