La Storia di Russia e Ucraina: Dalle Origini all’attuale conflitto

A cura di Lorenzo Piccolo

È la notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022 quando, pochi minuti prima delle 5, il presidente russo Vladimir Putin annuncia l’inizio di “un’operazione militare speciale” per “demilitarizzare e denazificare” l’Ucraina. È l’inizio della guerra, di quel conflitto che ha indotto molti a gridare allo scoppio della terza Guerra Mondiale. L’azione di Putin potrebbe sembrare un’azione ex abrupto, ma dietro vi è una storia lunghissima, di complesse relazioni tra Russia e Ucraina, che affondano le radici nella storia antica, passando per periodi di unità e conflitto, fino ad arrivare all’attuale guerra. Comprendere questo passato è essenziale per cogliere le dinamiche che hanno portato alla situazione odierna.
Le Origini: La Rus’ di Kiev
La storia delle terre ucraine e russe inizia con la Rus’ di Kiev, uno stato fondato nel IX secolo che si estendeva su gran parte dell’attuale Ucraina, Bielorussia e Russia europea occidentale. La città di Kiev, secondo le cronache medievali, fu fondata dai fratelli Kij, Šček e Choriv, che navigarono lungo il fiume Dnipro. Durante il regno del Gran Principe Vladimir I, la Rus’ di Kiev adottò il cristianesimo ortodosso nel 988, segnando l’inizio di un legame duraturo tra chiesa e stato, e stabilendo le basi culturali e religiose comuni per i popoli slavi orientali.
Dalla Dominazione Mongola alla Confederazione Polacco-Lituana
Con il declino della Rus’ di Kiev a seguito delle invasioni mongole nel XIII secolo, il territorio fu frammentato e divenne teatro di numerose contese e conquiste. Nel XIV secolo, gran parte delle terre ucraine cadde sotto il controllo della Confederazione Polacco-Lituana, mentre il nord-est divenne parte del Granducato di Mosca, predecessore dello stato russo.

La Formazione dell’Impero Russo e l’Ucraina Cosacca
Nel XVII secolo, la situazione cambiò nuovamente con la Rivolta di Chmel’nyc’kyj (1648-1657), quando i cosacchi ucraini sotto la guida di Bohdan Chmel’nyc’kyj si ribellarono contro la dominazione polacco-lituana e cercarono l’aiuto del Zar russo. Questo culminò nel Trattato di Perejaslav del 1654, che pose l’Ucraina orientale sotto la protezione russa, un atto che segnò l’inizio di una lunga dominazione russa sulle terre ucraine.
L’Ucraina nell’Impero Russo
Durante il XVIII e il XIX secolo, l’Impero Russo consolidò il controllo su tutta l’Ucraina. Il periodo fu caratterizzato da un’ampia russificazione, con la soppressione della lingua e delle tradizioni ucraine. Tuttavia, il XIX secolo vide anche l’emergere di un movimento nazionale ucraino, con intellettuali e attivisti che cercavano di promuovere la cultura e l’autonomia ucraina.
La Rivoluzione Russa e la Guerra Civile
La Rivoluzione Russa del 1917 e la successiva Guerra Civile offrirono all’Ucraina un’opportunità di indipendenza. Nel 1917 fu proclamata la Repubblica Popolare Ucraina, ma la sua esistenza fu breve. Dopo vari conflitti e tentativi di autodeterminazione, nel 1922 l’Ucraina fu incorporata come una delle repubbliche fondatrici dell’Unione Sovietica.
L’Ucraina Sovietica
Durante il periodo sovietico, l’Ucraina subì eventi devastanti, tra cui la carestia artificiale del Holodomor (1932-1933), che causò milioni di morti e fu il risultato delle politiche staliniane di collettivizzazione. Nonostante la dura repressione, l’Ucraina mantenne una forte identità nazionale, che riemerse con vigore durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
La Dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’Indipendenza
Con il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991, l’Ucraina dichiarò la sua indipendenza. Tuttavia, la transizione non fu facile. Le tensioni interne, i problemi

economici e la politica ambivalente tra Occidente e Russia segnarono i primi decenni di indipendenza. La Rivoluzione Arancione del 2004, un movimento di protesta contro le elezioni presidenziali fraudolente, sottolineò il desiderio di molti ucraini di una maggiore integrazione con l’Europa e di riforme democratiche.
La Crisi del 2014 e l’Annessione della Crimea
Nel 2014, la situazione precipitò nuovamente con l’Euromaidan, una serie di proteste di massa che portarono alla cacciata del presidente filo-russo Viktor Janukovyč. Questo evento scatenò una reazione a catena: la Russia annesse la Crimea, una mossa che fu condannata dalla comunità internazionale, ma che segnò l’inizio di un conflitto armato tra le forze ucraine e i separatisti filorussi nell’est dell’Ucraina, sostenuti da Mosca.
La Guerra del Donbass
La guerra nel Donbass, una regione dell’Ucraina orientale, è stata uno dei diversi risultati di un più ampio tentativo russo di prendere sotto controllo le zone orientali e meridionali dell’Ucraina, in gran parte russofone. Le ragioni che hanno spinto la Russia a volere il controllo di questa regione non sono solo geopolitiche ma soprattutto economiche. Le terre del Donbass, infatti, sono ricche di risorse molto richieste dal mercato attuale: dal petrolio al gas naturale, dal carbone all’uranio, senza considerare manganese, titanio, ferro, terre rare e tanti altri. Inizialmente, il Cremlino intendeva occupare questa area, riducendo al minimo i combattimenti militari. L’evento più noto di questa operazione militare è stato l’annessione della Crimea da parte della Russia tra il 20 febbraio e il 18 marzo 2014. Inizialmente, l’operazione è stata portata avanti in modo segreto: gli scontri su larga scala, infatti, sono iniziati solo nella seconda settimana di aprile, inaugurando una nuova fase del confronto, che ha visto l’utilizzo di armi da fuoco e la partecipazione dei cittadini russi. Questa escalation ha costituito l’inizio della guerra del Donbass, come sottoconflitto armato (mai concluso) della più ampia guerra della Russia contro l’Ucraina, diventando quindi un conflitto congelato, con attacchi occasionali. Questo conflitto ha causato migliaia di morti e sfollati, aggravando ulteriormente le tensioni tra Russia e Ucraina.

L’Invasione Russa del 24 febbraio 2022
La cosiddetta “goccia che ha fatto traboccare il vaso” (espressione molto utilizzata per indicare il casus belli di un conflitto) è stata l’invasione su larga scala lanciata dalla Russia all’Ucraina il 24 febbraio 2022, un’azione che portò a un’immediata condanna internazionale e a severe sanzioni economiche contro Mosca da parte della NATO. L’invasione fu caratterizzata nella sua prima fase da bombardamenti intensivi e combattimenti su più fronti, con i russi che avanzavano verso Kiev e altre città come Kharkiv, Luhansk, Sumy, Chernihiv e Zhytomyr. Tuttavia, la resistenza ucraina, sostenuta da aiuti militari e umanitari occidentali, riuscì a rallentare e in alcuni casi respingere le forze russe, che inizialmente pensavano di dover combattere una guerra lampo, diventata poi una guerra di logoramento (questo particolare ricorda l’invasione tedesca della Francia durante la prima guerra mondiale), che tuttora, dopo più di due anni dal suo inizio, continua incessantemente sul territorio ucraino, causando sempre più morti, feriti, danni materiali ed ambientali.
Le Conseguenze Economiche e Politiche
La conseguenza più importante della guerra in Ucraina risiede nella perdita di vite umane e nella crisi umanitaria associata al gran numero di persone in stato di assedio e sfollate. Tuttavia, il conflitto ha comportato soprattutto una serie di pesanti conseguenze per l’economia. Prima dello scoppio della guerra, si stimava che la maggior parte delle principali variabili macroeconomiche globali sarebbe tornata alla normalità a seguito della pandemia da COVID-19. Ma non è stato così. Sebbene la Russia e l’Ucraina abbiano un peso relativamente modesto in termini di produzione, sono i principali produttori ed esportatori di beni alimentari essenziali, di minerali e di energia. La guerra ha causato shock economici e finanziari di notevole entità, soprattutto nei mercati delle materie prime, in cui si è registrata un’impennata dei prezzi del petrolio, del gas e del grano. Inoltre, le variazioni dei prezzi delle materie prime e le oscillazioni dei mercati finanziari osservate dallo scoppio della guerra, se prolungate nel tempo, potrebbero tradursi in un decremento della crescita del PIL mondiale di oltre 1 punto percentuale per ogni anno, accompagnata da una profonda recessione in Russia e da un aumento dell’inflazione globali.

L’invasione ha avuto, quindi, enormi ripercussioni economiche e politiche. Le sanzioni occidentali hanno colpito duramente l’economia russa, ma hanno anche evidenziato le interdipendenze energetiche e commerciali globali. L’Europa ha cercato di ridurre la sua dipendenza dal gas russo, mentre la Russia ha cercato nuovi mercati in Asia, in particolare in Cina.
Il Ruolo della Comunità Internazionale
La comunità internazionale ha giocato un ruolo complesso. L’Unione Europea (adottando una decisione senza precedenti) e gli Stati Uniti hanno fornito supporto economico e militare all’Ucraina, mentre hanno cercato di evitare un’escalation che potrebbe portare a un conflitto diretto con la Russia, ma l’UE in particolare ha messo in atto un piano immediato per l’accoglienza ai profughi, un’altra immane conseguenza di questo conflitto, dal momento che si sono riversate al di fuori delle frontiere ucraine milioni di persone. Sul piano politico ha intensificato le sanzioni (in molti casi già in vigore) contro la Russia adottate a partire dal 2014 a seguito dell’invasione e annessione della Crimea e del conflitto nel Donbass, di cui l’attuale conflitto armato costituisce una evoluzione, per quanto su scala e con intensità non comparabili. La Cina, invece, ha mantenuto una posizione ambigua, cercando di bilanciare i suoi interessi economici con la Russia e le pressioni internazionali per una soluzione diplomatica.
Il Futuro Incerto
Mentre il conflitto entra nel suo terzo anno, le prospettive di una soluzione pacifica rimangono incerte. Entrambe le parti sembrano determinate a continuare la lotta, con l’Ucraina che insiste sulla riconquista dei territori occupati e la Russia che mira a mantenere il controllo sui territori strategici. L’inverno, con le sue difficili condizioni, potrebbe influenzare le dinamiche del conflitto, ma una soluzione duratura sembra ancora lontana.
La storia di Russia e Ucraina è un intreccio complesso di identità, ambizioni e tragedie. La guerra attuale non è, quindi, solo il risultato di eventi recenti, ma affonda le sue radici in secoli di storia condivisa e contesa.