Aversa – Un’operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, ha portato alla luce un vasto sistema di frode e bancarotta fraudolenta nel settore del commercio di ricambi per autoveicoli. Le indagini, condotte dal personale della sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Guardia di Finanza e dal Gruppo di Aversa, hanno permesso di individuare un giro d’affari illecito che ha coinvolto imprenditori locali.
Società in fallimento e denaro sottratto
Gli indagati sono accusati di bancarotta fraudolenta distrattiva, avendo sottratto ingenti somme di denaro, veicoli e beni aziendali dalla società fallita. A questi reati si aggiunge la bancarotta per operazioni dolose e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte sui redditi e sull’IVA.
Un’azienda clone per nascondere i profitti
Le indagini hanno inoltre rivelato un’ipotesi di autoriciclaggio: gli imprenditori avrebbero creato una nuova società, identica alla precedente, per continuare ad operare nel settore senza destare sospetti. Questa società “clone” ha beneficiato direttamente delle operazioni illecite, configurandosi come responsabile amministrativa ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Sequestri per oltre un milione di euro
A seguito delle accuse, le autorità hanno disposto il sequestro preventivo del complesso dei beni aziendali trasferiti illegalmente, oltre a somme di denaro per un totale di 190.047 euro. Inoltre, è stato eseguito un sequestro finalizzato alla confisca dell’ingiusto profitto derivante dalle operazioni fraudolente, per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro.
Lotta alle economie illegali
Questa operazione rientra in un più ampio piano investigativo della Procura di Napoli Nord, volto a contrastare i fenomeni di bancarotta fraudolenta e riciclaggio nel territorio. La Guardia di Finanza continua a rafforzare il proprio impegno nella lotta alle economie illegali, che minano la concorrenza leale e danneggiano il tessuto economico locale.