Intensificati i controlli della polizia nei luoghi della “movida” napoletana.

Nell’ambito dei servizi predisposti dalla Questura di Napoli, volti ad intensificare il controllo del territorio nelle aree della “movida”, sono stati attuati nella serata di ieri, da parte del personale della Polizia di Stato, controlli nel quartiere Vomero ed in particolare nelle vie Bernini, Scarlatti, Fiore, Kerbaker, Cimarosa, in viale Raffaello e nelle piazze Vanvitelli e Fanzago.

Nel corso degli accertamenti sono state identificate 259 persone, di cui 42 con precedenti di polizia. Hanno subito controlli quindici persone sottoposte a varie misure di prevenzione.

Un individuo è stato sanzionato amministrativamente per detenzione illecita di sostanze stupefacenti per uso personale.

Infine, una persona è stata denunciata per furto aggravato.

Sono stati, altresì:

  • esaminati 85 veicoli,
  • contestate 43 violazioni del Codice della Strada,
  • ispezionate 32 attività commerciali, di cui 2 sospese.

Nella attività commerciali non in regola sono stati sequestrati circa 500 kg di generi alimentari in cattivo stato di conservazione elevando, complessivamente, sanzioni amministrative per un totale di circa 10mila euro.


Curiosità

(fonte Treccani )

La parola movida, registrata dai principali dizionari della lingua italiana dell’uso, è attestata per la prima volta nell’italiano scritto nel 1990. È un prestito dallo spagnolo. Si tratta propriamente della forma femminile sostantivata dell’aggettivo movido ‘movimentato’. In italiano mantiene il significato originario che la parola aveva in spagnolo, quando nacque per designare la speciale atmosfera di vitalità in campo culturale e artistico e il particolare dinamismo intellettuale che presero a caratterizzare la Spagna a partire dall’inizio degli anni Ottanta, dopo gli anni in parte cupi, in parte torpidi vissuti dalla nazione sotto il regime di Francisco Franco (morto nel 1975).

Come ben documenta il vocabolario di neologismi Le parole degli anni Novanta di Andrea Bencini ed Eugenia Citernesi (Le Monnier, 1992), s.v. movida, l’ispanismo, appena accolto in italiano, fu usato, oltre che nel significato proprio, in una serie di accezioni estensive che lo portarono tra l’altro a designare, specialmente nella lingua a effetto dei giornali, una qualsiasi persona che per vivacità ed estroversione sembrasse in sintonia con la stessa movida spagnola; poi la squadra di calcio rinnovata e vincente del Real Madrid; infine, scherzosamente, ‘mossa’ (diamoci una movida).

Nel linguaggio giovanile degli anni Novanta, movida ha assunto il significato generico di animazione, situazione, ambiente piacevolmente movimentati. Nella lingua comune, col tempo, si è depositata stabilmente una sola accezione estensiva, tra le tante fiorite al primo apparire del vocabolo nella nostra lingua: quella di ‘intensa e vivace vita artistica e culturale notturna’, propria in particolare di tutti i grandi centri urbani, spagnoli e di altre nazioni.