Gravissimo episodio di violenza, efferata e gratuita è avvenuta ieri ai danni di un capotreno nella stazione di Bologna. Alessandro ambrosio di 34 anni è stato accoltellato da Jelenic Marin un croato forse per un tentativo di rapina.
L’omicidio è avvenuto nel percorso che dalla stazione conduce al parcheggio scoperto del piazzale Ovest della stazione di Bologna, lungo viale Pietramellara. Dalle prime notizie, sembra che l’assassino abbia colpito Alessandro alle spalle, non lasciandogli scampo, è deceduto nonostante l’intervento del 118. A trovarlo riverso a terra in una pozza di sangue un collega di Italo, che alle 18,30, stava percorrendo lo stesso sentiero e ha prontamente dato l’allarme, anche se oramai per il povero Alessandro non c’è stato nulla da fare per salvargli la vita.
Il giovane capotreno figlio di un ferroviere in pensione lavorava a bordo degli intercity come capotreno, era laureato in statistica, ma la passione per i treni lo aveva condotto ad entrare in Trenitalia come personale di bordo, era residente ad Anzola dell’Emilia (Bologna). Immediate le levate di disappunto e di dolore da parte di tutto il mondo ferroviario che piange la morte del giovane collega. Anche la politica si è “indignata”, con le parole del ministro Salvini, del Ministro Piantedosi e del Sindaco di bologna Lepore, resta però un dato incontrovertibile, i ferrovieri dell’esercizio sono troppo spesso abbandonati a se stessi. Capitreno e macchinisti, sono costretti a percorrere aree e a prestare servizio in zone abitualmente frequentate da sbandati, rapinatori e drogati. Ogni giorno a fronte di un esercito di addetti alla security di stazione, i ferrovieri dell’esercizio sono costretti a muoversi nelle aree limitrofe alle stazioni e negli scali nell’assoluta solitudine, qualche volta come nel caso di Alessandro, assistiti solo da una fredda telecamera, che potrà inutilmente coadiuvare le forze dell’ordine a rintracciare un assassino quando oramai non c’è più nulla da fare. I ferrovieri piangono la morte di Alessandro nella consapevolezza che tutti i giorni si presta servizio con il pericolo di essere vittima di qualche balordo, sia a bordo treno che nelle operazioni di preparazione dei treni, che avvengono di solito in scali deserti e distanti dal fragore dei viaggiatori delle stazioni. I controlli che RFI e Trenitalia operano nelle stazioni, non tengono alla larga i malintenzionati da quelle aree funzionali alla circolazione dei treni, quali ad esempio il parcheggio che Alessandro stava raggiungendo.
Resta intanto la sciagura capitata ad un giovane dipendente di Trenitalia, raggiunto da una coltellata al ventre forse solo per un tentativo, di rapina. Addosso ad Alessandro sono state comunque rinvenuti telefono e portafogli. Il ricercato per l’assassinio è un croato di 36 anni Jelenic Marin, identificato dai video delle telecamere di “sicurezza”. Tramite i circuiti di video sorveglianza è stato possibile seguirne il percorso ed ora è ricercato. Il croato è persona già nota alle forze dell’ordine per violenza e problemi creati nelle stazioni e a bordo dei treni. Oramai era un volto familiare anche tra la Polfer di Bologna. Nella tarda serata sembrava essere stato identificato a bordo di un treno regionale nei pressi di Piacenza, ma non è stato trovato, mentre si ritiene più probabile che l’assassino si sia diretto a bordo di un treno nella stazione di stazione di Fiorenzuola (Piacenza).