Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Coordinamento Acqua bene comune (Caserta e Provincia).
“Il Comitato esecutivo dell’Ente idrico campano (Eic) lo scorso 27 agosto ha approvato all’unanimità (un solo voto contrario) la proposta di modifica, da società pubblica 100% a mista con ingresso del privato, della forma di gestione del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito Distrettuale Caserta e un aumento tariffario vertiginoso e retrodatato (46%) entro i prossimi tre anni.
Il presidente della Provincia e coordinatore del Distretto Caserta Anacleto Colombiano, con l’inerzia dei 104 sindaci ignari o distratti della Provincia, ha sancito una privatizzazione del servizio e contemporaneamente un piano tariffario che farà pagare ai cittadini un’amministrazione spericolata del gestore unico affidatario ITL (società pubblica al 100%) condotta in questi anni da cacicchi e capibastone vocati all’autoconservazione del potere. Non è il “pubblico” ad avere i connotati di corruzione e concussione, ma un governo da parte di pochi delle società partecipate che sfugge scientificamente al controllo non solo dei cittadini ma degli stessi comuni che ne sono soci per accaparrarsi le risorse pubbliche.
Il Coordinamento casertano Acqua bene Comune ha proposto svariate assemblee e iniziative di mobilitazione in questi mesi. Nella giornata di sabato 24 gennaio è in programma un banchetto informativo e raccolta di adesioni in via Aldo Moro a Marcianise alle 10 e il prossimo 8 febbraio si replica nella città di Mondragone in luogo da definire. Il Coordinamento lancia un appello a tutti i cittadini della Provincia e rafforza la campagna di informazione e opposizione alle delibere: nessun privato in ITL SpA, società che va bonificata da una politica rapace, ma una gestione sana, trasparente e sotto il controllo vero dei comuni soci e dei cittadini.
Mettere al centro l’acqua significa farlo avendo presente investimenti reali in resilienza e infrastrutture idriche, senza dimenticare il chiarissimo mandato ricevuto dalla popolazione italiana col referendum del 2011 su acqua e servizi pubblici, con scelte amministrative capaci di tutelare davvero i cittadini e il territorio. La nuova amministrazione regionale e’ nella possibilità di scegliere un modello pubblico di governo della risorsa nel rispetto del referendum votato da 26 milioni d’italiani e di cui il nuovo presidente è stato uno dei maggiori sostenitori. Roberto Fico ha adesso l’opportunità di concretizzare quanto promesso durante la campagna elettorale, lavorando alla costituzione di una società regionale totalmente pubblica per la gestione della grande distribuzione e bloccando le società miste nei distretti di Caserta, Napoli Nord e Sannita. Noi continueremo a sostenere questo processo, offrendo come sempre collaborazione e supporto a tutti gli amministratori che vorranno percorrere con coerenza questa strada”.
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