Articolo di Susy Cepollaro
Il parlamentino campano si è riunito questa mattina per la seconda seduta della nuova legislatura e, per la prima volta, sono presenti gli assessori al completo. La seduta è iniziata con il ricordo di Luigi Nicolais, ex ministro, deputato, assessore regionale e presidente del Cnr, scomparso lo scorso 12 gennaio. “Oggi il Consiglio regionale della Campania rende il suo deferente e riconoscente omaggio alla memoria del professor Luigi Nicolais, scienziato di fama internazionale, uomo delle istituzioni, protagonista autorevole della vita pubblica del nostro Paese. La sua scomparsa rappresenta una perdita profonda per la comunità scientifica, per le istituzioni repubblicane e per tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e professionale”, ha detto il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi. “Luigi Nicolais – ha aggiunto – ha legato una parte significativa del suo impegno pubblico alla Regione Campania. Dal 2000 al 2005 ha ricoperto l’incarico di assessore regionale, con deleghe strategiche che hanno riguardato l’Università, la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e la nuova economia, i sistemi informativi e la statistica, i musei e le biblioteche. In quel ruolo ha promosso una visione moderna dello sviluppo regionale, fondata sull’idea che la conoscenza, la cultura e la ricerca costituiscano leve essenziali per la crescita economica e sociale”.
Nel ripercorrere altre tappe del suo impegno istituzionale, alla guida del Ministero per la Funzione pubblica dal 2006 al 2008, del Cnr dal 2012 al 2016 e come deputato della Repubblica dal 2008 al 2012, il presidente del Consiglio regionale della Campania ha sottolineato che “Nicolais, in tutti i ruoli ricoperti, ha saputo coniugare visione riformatrice, rispetto delle istituzioni, attenzione alle persone e centralità della ricerca pubblica come investimento strategico per il futuro dell’Italia. Accanto ai numerosi incarichi istituzionali, ha rappresentato un esempio alto di servizio allo Stato, distinguendosi per rigore intellettuale e profonda umanità. Per chi ha avuto l’onore di collaborare con lui, è stato un punto di riferimento autorevole e generoso, capace di ascolto e di fiducia. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma anche un’eredità solida e duratura, fatta di valori, competenze e impegno civile, che continueranno a ispirare l’azione pubblica e il lavoro di quanti credono nella centralità della conoscenza per il progresso del Paese”.