TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, CLP SPA ex ACMS. CONTINUA IL TIRA E MOLLA DELL’ESAME CONGIUNTO PER I 63 LICENZIAMENTI. LA LETTERA DI PROTESTA DEI LAVORATORI CONTRO IL PRESIDENTE DE LUCA E CONTRO LE ISTITUZIONI

di GIOVANNA PAOLINO

NAPOLI/ CASERTA. E’ ancora tensione all’interno della Clp Sviluppo Industriale Spa – ex Acms – , azienda concessionaria del Trasporto Pubblico Locale in provincia di Caserta.

L’azienda chiede di trasformare i contratti full time dei 63 lavoratori sottoposti a licenziamenti in contratti part time. Le organizzazioni sindacali contestano questa proposta laddove rilevano la presenza di residui  residui destinati al CDS ,  eventualmente riconvertibili , da destinare, cioe’ all’esodo o alla formazione.

Tali residui  sarebbero derivati dal precedente Fondo destinato al Tpl.

Ne’ le organizzazioni sindacali  comprendono per quale ragione sia stata avviata la procedura di licenziamento delle 63 unita’ – tutte ex Acms – dal momento che l’azienda ha provveduto all’assunzione di  circa 40 unita’ di lavoro effettuata con sgravi fiscali.

Ma procediamo con ordine.

Il giorno 27 settembre 2017 ,  si e’ svolto a Napoli, al Centro Direzionale Isola A6 , presso gli Uffici della Giunta Regionale della Campania – Direzione Generale Istruzione, Formazione , Lavoro e Politiche Giovanili, l’esame congiunto tra le parti per per la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla Clp Sviluppo Industriale Spa.

Alla presenza dei Rappresentanti della Regione Campania,  Dott.ssa Silvana Miele e Sig. Mario Maffettone,  i delegati dell’azienda e i delegati sindacali hanno affrontato la questione dei 63 licenziamenti proposti dalla Clp spa.

Questi i presenti: per la Clp Sviluppo Industriale spa il Dott. Gaetano Mirabella, l’ Avv. Giovanna Tussino e l’Avv. e l’Avv. Orsola Petrillo – per la FILT CGIL i Sindacalisti Angelo Lustro  e Giuseppe Schioppa – per la FIT CISL i Sindacalisti Pasquale Federico e Raffaele Medici – per la UIL TRASPORTI i Sindacalisti Pierino Ferraiuolo , Vincenzo Sperlongano , Salvatore Nocerino- per la UGL TRASPORTI i Sindacalisti Eduardo Leongito, Giorgio Donato e Giuseppe Di Sarno – per la FAISA CISAL i Sindacalisti Francesco Falco , Carlo Nugnes e Pierluigi Lucignano- per la FAISA CONFAIL i Sindacalisti Franco Vuolo, Antonio Amoroso e Salvatore Azzurro.

All’esame congiunto delle parti la procedura di licenziamento collettivo per riduzione di personale avviata dalla Clp Sviluppo Industriale spa ex Acms con lettera del 08.06.2017 ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 223/91 . Con nota del  09/08/2017,  e’ stato comunicato l’esito negativo della consultazione sindacale esperita conclusasi il  27/07/2017 ,  ai fini dell’attivazione della fase amministrativa .

Le parti si erano  incontrate gia’ presso gli Uffici della Regione Campania il 15 settembre 2017 , ma l’esame congiunto della questione era stato aggiornato al 27 settembre 2017.

In tale occasione i rappresentanti della societa’ avevano  confermato integralmente le motivazioni che hanno determinato la necessita’ di avviare la riduzione del personale , precisando che anche le iniziative ,attivate a seguito della precedente procedura, non hanno raggiunto i risultati sperati.

La Clp Sviluppo Industriale spa aveva  , altresi’, confermato un esubero strutturale che riguarda prevalentemente le unita’ ” indirette” per le quali , al momento, non esisterebbe possibilita’ di riconversione. L’azienda, inoltre,  aveva precisato che , in sede di confronto sindacale gia’ avviato, e’ stato rappresentato che circa 16 unita’ risultano in possesso dei requisiti per l’accesso al pensionamento nei prossimi 24 mesi.

Le suindicate organizzazioni sindacali, avevano ,  invece, confermato che allo stato non esistono elementi sufficienti per una corretta valutazione della complessiva situazione dell’azienda , considerato che, nonostante le insistenti richieste di dati , la societa’ fino ad oggi non ha fornito tutte le informazioni richieste ed indispensabili per l’adozione delle proprie decisioni in merito alla procedura in esame.

La procedura di licenziamento collettivo riguarda n.63 lavoratori addetti ai depositi di Calvi Risorta, Marcianise, Piedimonte Matese – per la provincia di Caserta – e di unita’ operativa nella sede di Pomigliano d’Arco – per la provincia di Napoli – su 395 dipendenti costituenti il complesso organico di cui 34 assunti con contratto a tempo determinato.

Una situazione economica, sindacale e sociale difficile e tesa che ha le sue radici nel fallimento della ex Acms , azienda concessionaria del tpl in provincia di Caserta – anno 2012- con il conseguente affidamento del servizio pubblico , da parte della Regione Campania , alla Clp spa, soggetto privato , colpito dal provvedimento di interdittiva antimafia emesso dalla Prefettura di Napoli.

La Clp Sviluppo Industriale spa e’ titolare di autorizzazioni e concessioni per collegamenti nazionale ed internazionali di trasporto su gomma nonche’ affidataria del servizio di trasporto pubblico locale anche in provincia di Caserta in base a contratti di servizio di autolinee di interesse regionale, interregionale, provinciale e comunale .

Come dicevamo , la situazione  ha aperto nuovi scenari all’esame congiunto del 27 settembre 2017 nella quale il Dott. Bisceglie, presente al tavolo, ha  rilevato come , relativamente alla richiesta sindacale di  acquisire notizie in merito ad eventuali residui del  precedente Fondo destinato al TPL  , allo stato risultano  residui destinati al CDS ,  eventualmente riconvertibili , da destinare, cioe’ all’esodo o alla formazione.

Le osservazioni sollevate dal Dott. Bisceglie sono state respinte dai rappresentanti della societa’ i quali hanno messo sul tavolo una controproposta : trasformare  per le 63 unita’ i rapporti di lavoro da full time a  part time .

Ma non e’ tutto.

Il rappresentante della FIlt Cgil ha fatto notare come risultasse assente alla trattativa l’Amministratore Prefettizio  o un suo rappresentante. La societa’ , invece, ha eccepito che la procedura dell’esame congiunto non rientra nel ramo gestito dall’Amministratore Prefettizio.

Dopo un ampio confronto tra le parti, l’esame congiunto e’ stato aggiornato al giorno 11 ottobre 2017.

La vicenda sindacale , all’interno della Clp Spa, pone numerosi quesiti a cui i lavoratori cercano una risposta.

Innanzi tutto , e’ opportuno ripartire da quel fatidico fallimento ai danni della ex Acms , dichiarato nel 2012, in modo incomprensibile : la ex Acms , azienda  titolare del TPL in provincia di Caserta, avrebbe potuto semplicemente ” salvarsi ” con l’applicazione della cassa integrazione di alcuni suoi dipendenti.

Il fallimento della Acms- azienda pubblica-  determino’ l’assorbimento della stessa all’interno della Clp spa , azienda privata titolare della concessione del TPL da parte della Regione Campania, concessione che rimane nonostante due provvedimenti di interdittiva antimafia.

Qui di seguito il testo della lettera aperta che i Lavoratori della Clp spa hanno rivolto alle Istituzioni , pervenuta alla nostra redazione e che noi pubblichiamo per dovere di cronaca.

LETTERA APERTA DEI LAVORATORI CLP
La bilancia della giustizia pende da un lato solo

Siamo costretti, a questo punto, a rendere pubblico “ una fetenzia” che si sta consumando ai danni dei lavoratori della CLP.

Dopo il fallimento della ex ACMS siamo stati “regalati” alla CLP azienda dhi trasporto pubblico che ha ottenuto in modo del tuttoanomalo la gestione temporanea dei servizi di TPL a Caserta e provincia per circa 18.milioni di euro annui…in modo anomalo….

poiché già all’atto dell’aggiudicazione dei servizi pendeva sulla sua testa una interdittiva antimafia, ma si è andati avanti lo stesso coprendosi gli occhi e tappandosi le orecchie.

Fatta questa premessa e doveroso informare tutti, popolo e istituzioni della situazione in cui versano i lavoratori della CLP.

Facciamo un attimo il punto partendo dal principio: nel 25/02/2015 con proprio decreto la prefettura di Napoli ha disposto “la  straordinaria e temporanea gestione della CLP sviluppo industriale spa, per essere destinataria di interdittiva antimafia, con   contestuale sospensione dell’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari dell’impresa stessa ai sensi del comma 3,    ultima parte dell’articolo 32, comma 10, della L. 114/2014”, e nomina di due Amministratori straordinari e temporanei ai quali sono   stati attribuiti ex lege tutti i poteri e le funzioni degli organi di amministrazione dell’impresa.

Tutto ciò nelle more di una successiva individuazione da parte della Regione Campania di un nuovo gestore…

Quindi secondo la normativa che regola questo episodio, i proprietari della CLP non dovevano più accedere agli atti e alla gestione della propria   azienda fino a che si giungesse ad una soluzione del contenzioso in atto…ma non è stato affatto così…infatti la società interdetta  la CLP si è costituita in sede di esame congiunto presso la giunta regionale della Campania al settore già ORMEL in data 30/11/2015 e 14/12/2015 in occasione di una prima procedura di licenziamento collettivo avviata dalla CLP in data 24/09/2015 e  subito dopo nell’ambito della stessa procedura la Proprietà interdetta si è costituita in sede di esame congiunto presso ORMEL  precisamente il 22/12/2015. ….

E non finisce qui!!!!..L’ 8 giugno 2017 il legale rappresentante della CLP dott Mirabella, nominato
dalla proprietà interdetta, ha avviato unilateralmente e senza autorizzazione della dottoressa Paola Maddalena (commissario   prefettizio) la procedura di licenziamento per 63 unità in base alla L. 223/91….che dire!!…un vero e proprio regime…nonostante si è  provveduto a nominare due commissari prefettizii i vertici della CLP continuano, imperterriti a dettare legge e a dirigere l’azienda
interdetta firmando atti aziendali tra cui anche una comunicazioni a tutte le Segreterie Regionali e Provinciali di categoria come  da.protocollo informatico CLP 2017/1817 e 12/06/2017 a firma del procuratore Viale Francesco.

Ad oggi , settembre 2017 e la Regione Campania non ha prodotto assolutamente nulla consentendo a una proprietà interdetta reiteratamente di continuare a gestire l’azienda contravvenendo ai vari decreti emanati dal prefetto di Napoli.

Anche se allo stato attuale in azienda sempre con decreto prefettizio risulta nominato amministratore straordinario e temporanei la dottoressa Paola Maddalena che raramente e’  presente, di fatto la CLP è amministrata e gestita a tutti gli effetti dai proprietari interdetti rendendo in tal modo inapplicati i decreti emanati dal prefetto di Napoli.

In  tutto questo, è del tutto evidente che la CLP sta tutelando alla grande i propri interessi, con l’avallo palese delle inadempienze della Regione Campania.

Vogliamo ricordare, inoltre, al Governatore De Luca che noi siamo semplici operai ma certamente non meno intelligenti di chi ci governa.

In base alle seconde linee guida dell’ANAC riguardante le misure da applicare in questi casi la pagina 8 disciplina quanto segue: “ in presenza di una interdittiva antimafia, la regola generale, cui le stazioni appaltanti devono attenersi, è la regola della  aggiudicazione o la risoluzione del contratto (art.94 comma 1 e 2 del Dlgs 159/2011….

Il resto sono pinzillacchere,.cofecchie!!!
Ai politici e alle istituzioni diciamo:
Prendetevi le responsabilità di quello che fate ……

Firmato i lavoratori della CLP.