La domanda è solo una: chi è il vero beneficiario del passaggio di cantiere dei dipendenti dell’appalto pulizie Asl Ce? Perchè tanta ostinazione delle Istituzioni nei confronti di lavoratori disperati? “Anche stamattina dopo 9 giorni i lavoratori dell’ appalto pulizie Asl Caserta sono stati lasciati fuori dai cancelli dei Presidi Asl senza la possibilità di entrare e lavorare. A sostegno del suo comportamento la Asl Ce ha dichiarato che quei lavoratori non sono inquadtrati tra i collaboratori ausiliari dell’azienda e, pertanto, non sono assicurati”. Queste le parole della Sindacalista Antonella Acanfora Cub , la Pasionaria dei lavoratori appalto pulizia Asl, ai quali il Commissario Danzi ha vietato l’accesso nei distretti sanitari in attesa del passaggio di cantiere a favore della ditta piemontese che si è aggiudicata l’appalto. Al posto dei lavoratori sono stati ammessi 4 pulitori della nuova azienda in tenuta sportiva da calcetto . ” Ci chiediamo se queste quattro persone erano in regola- afferma Antonella Acanfora-. Si continua ancora a ledere la dignità delle persone con gli attacchi delle istituzioni e con il silenzio dei cittadini”. Intanto, è previsto per domani alle ore 10.00 presso la Provincia di Caserta – via Santa Chiara 42 Complesso Regency. il previsto tavolo per il passaggio di cantiere dei 388 lavoratori dell’appalto pulizie Asl Caserta che da oltre un mese stanno duramente combattendo per conservare il loro posto di lavoro. Come si ricorderà, questa guerra ha mietuto una vittima , Antonella Fatone, di Piedimonte Matese, venuta a mancare per un improvviso arresto cardiaco provocato dall’ansia e dallo stress di questi giorni disperati. L’appalto delle pulizie Asl Caserta, dunque, dovrebbe passare alla azienda piemontese considerata vincitrice della gara bandita dal Commissario Gaetano Danzi. Il Tar , inoltre, ha respinto il ricorso presentato dai lavoratori. Domani, dunque, le ditte Diemme, Snam Lazio Sud, CoopService, delle pulizie della Asl di Caserta e Provincia, si dovrebbero incontrare in Provincia . Presenti altresi’ i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. ” Alla luce di quanto è accaduto nei giorni scorsi, non ci meraviglieremmo- dice la Sindacalista Antonella Acanfora Cub- che domani troveremo l’esercito ad attenderci con i cecchini sistemati sui palazzi contro di noi. Anzi, penso proprio che a questo punto il primo di noi che si rifiuterà di firmare il passaggio di cantiere verrà ucciso”. Parole, queste, che dimostrano la disperazione di questi giorni caratterizzati da un crescente tensione fra le parti sociali di questa drammatica vicenda che le Istituzioni non possono e non devono dimenticare. Interi squadroni delle Forze dell’Ordine, in tenuta antisommossa, sono stati dislocati nei pressi dei distretti sanitari da cui i dipendenti dell’appalto sono stati cacciati e dai dirigenti sanitari con conseguenti manifestazioni e sit in di protesta. Addirittura ad Aversa , lunedì scorso, nei pressi dell’ex Opg,le Forze dell’Ordine hanno attaccato i lavoratori con manganelli alla presenza anche di donne in stato di gravidanza. ” Tutta questa vicenda- spiega Antonella Acanfora- dimostra che alla Asl di Caserta sono prevalenti interessi economici e politici finalizzati a determinare l’accesso della illegalità negli appalti di pulizia e il tutto in modo ovvio e naturale”. E’ indubbio che questo cambio stia avvenendo alla vigilia delle elezioni amministrative in molti Comuni della provincia di Caserta e che lo stesso Gaetano Danzi , Commissario Asl Caserta , pur in malattia fino al 4 gennaio 2016, si stia peraltro attivando per candidarsi alla carica di Sindaco della città di Aversa. Ma esamiamo cosa si nasconde dietro i presidi sanitari ai quali è stato impedito l’accesso per i dipendenti dll’appalto pulizie.Il Pm della Dda di Napoli Luigi Landolfi ha depositato al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere il verbale dell’interrogatorio reso il 29 aprile scorso dall’imprenditore Angelo Grillo, detenuto, ritenuto vicino al clan Belforte di Marcianise, il quale ha iniziato un percorso di collaborazione con la giustizia. Il verbale è stato depositato nel processo che vede imputati gli ex vertici dell’Asl di Caserta, tra cui l’ex manager Francesco Bottino, e l’ex consigliere regionale del Pdl Angelo Polverino, per gli appalti delle pulizie negli uffici dell’azienda concessi alle ditte di Grillo, in particolare nel 2006 e nel 2012. “Per la gara che mi sono aggiudicato all’Asl nel 2006 racconta Grillo durante l’interrogatorio io ho consegnato a Bottino la somma di 50mila euro. Questa somma è stata da me consegnata subito dopo l’aggiudicazione dell’appalto alla mia ditta nel servizio delle pulizie, che mi pare fosse la New Splash, direttamente nelle mani di Bottino all’interno del suo ufficio della Direzione Generale dell’Asl sito al secondo piano”. Bottino, racconta Grillo, avrebbe poi ricevuto altre 200mila euro dopo la proroga del servizio per altri tre anni. “Ogni qualvolta mi veniva liquidata la fattura, dopo la proroga, io ho consegnato a Bottino tranche di circa 20mila euro alla volta fino alla somma complessiva di 200mila euro, che era l’importo pattuito della tangente”. “Angelo Polverino era venuto in compagnia di Vincenzo Ferraro ex vicesindaco a Caserta a casa mia a Santa Maria Capua Vetere, casa che era conosciuta da Enzo Ferraro per propormi di fare aderire mio figlio Roberto, che all’epoca era consigliere comunale a Marcianise, al movimento politico che loro stavano costituendo con il nome ‘Marcianise Più’. Per cercare di convincermi Polverino mi disse che di lì a poco sarebbe uscito il bando di gara per l’appalto per il servizio di pulizie dell’Asl di Caserta e lui si sarebbe impegnato a darmi una mano per farlo aggiudicare ad una mia ditta”. In un successivo incontro avuto all’ufficio di Polverino a Caserta, racconta Grillo, “Io chiesi a Polverino se mi confermava il suoi appoggio per l’aggiudicazione dell’appalto per le pulizie e lui, facendomi uscire sul balcone, mi disse che poteva interessarsi ed io in cambio, qualora avessi avuto l’appalto, gli avrei dovuto consegnare la somma di 500mila euro”. Grillo coinvolge anche l’ex direttore amministrativo dell’Asl ed ex sindaco di Caserta Giuseppe Gasparin (imputato attualmente in carcere) che gli avrebbe chiesto “una tangente di 400mila euro”. Alla fine la gara se l’è aggiudicata la Dericesboourg di Lazzaro Luce (ex presidente del Savoia Calcio imputato nel processo, ndr), che secondo Grillo, era riconducibile a Nicola Ferraro, imprenditore ed ex consigliere regionale dell’Udeur ritenuto vicino al clan dei Casalesi e già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa”. Va detto che fino a questo momento non è in atto alcuno scontro tra dipendenti appalto e forze dell’ordine.Ma è poca cosa rispetto al fatto incomprensibile, se non alla luce di piu’ grandi strategie, che dinanzi alla corruzione dilagante nella Asl Ce le Istituzioni abbiano mandato l’esercito a fronteggiare dei disoccupati disperati.