A Stio si celebra la Festa della Castagna.

Con il Sindaco Giancarlo Trotta per il convegno "La castagna, radice di futuro: agricoltura, impresa e turismo per lo sviluppo delle aree interne".

Il 30 ottobre alle ore 17.00 presso il comune di Stio ci sarà l’evento “La castagna, radice di futuro: agricoltura, impresa e turismo per lo sviluppo delle aree interne per celebrare Festa della Castagna. L’incontro scientifico e politico dà il via a una tre giorni focalizzata sul rilancio economico, sociale e ambientale dei territori montani e rurali del Cilento e, più in generale, del Mezzogiorno. La castanicoltura non rappresenta solo una tradizione del passato, ma un vero e proprio asset strategico multidisciplinare per contrastare lo spopolamento e generare nuova economia attraverso tre pilastri interconnessi:

Agricoltura e Innovazione Sostenibile

Mantenere vivi i castagneti storici significa proteggere il suolo dal dissesto idrogeologico e mitigare il rischio incendi. Il settore si sta evolvendo con l’introduzione di strumenti digitali, sensoristica avanzata e sistemi di supporto decisionale (DSS) per ottimizzare l’uso dell’acqua e ridurre i fitofarmaci. Valorizzare le varietà autoctone (come la pregiata Marrone di Roccadaspide o la Castagna del Partenio in via di riconoscimento IGP) permette di difendere la ricchezza biologica dei territori.

Impresa e Rete Commerciale

Per evitare la perdita di competitività, il focus aziendale punta sulla creazione di modelli cooperativi solidi tra coltivatori e trasformatori. Le aziende agricole non vendono più solo il frutto fresco, ma si aprono alla trasformazione agroalimentare d’eccellenza (farine, dolci, miele di castagno).
Sviluppare imprese locali collegate alla castagna offre concrete opportunità occupazionali a giovani e famiglie, incentivandoli a restare nelle aree interne.

Turismo Esperienziale e Sostenibile

Sagre storiche e manifestazioni diventano porte d’accesso per un turismo destagionalizzato, destinate a viaggiatori in cerca di autenticità. Progetti regionali e transfrontalieri mirano a unire la sentieristica e i musei della castagna all’offerta ricettiva (come i circuiti promossi in Toscana o i percorsi del Parco Regionale dei Monti Picentini). Il turismo della castagna si evolve in “esperienziale”, dove il visitatore non è solo spettatore ma partecipa alla raccolta, scopre le ricette tradizionali e vive la cultura locale.