Il partito di estrema destra Alternative für Deutschland Afd si appresta a vincere le elezioni nel Land (le omologhe Regioni tedesche) della Sassonia, confermando gli exit poll che fino a ieri li davano ad almeno il 41%. Oggi l’affluenza è stata elevata: alle 15 il numero di votanti aveva superato il 54% e anche rispetto alle elezioni del 2021 la percentuale è raddoppiata.
A urne chiuse, quindi nel giro di poche ore, ci sarà da capire se si tratta di una vittoria schiacciante, che permetterà ad Afd di avere una maggioranza assoluta e quindi poter dare vita ad un governo monocolore, o una vittoria di misura per cui Afd necessiterà di trovare degli alleati di governo, ma in quest’ultimo caso non si esclude uno stallo politico poiché scarse sono le forze politiche decise ad appoggiare un partito del genere.
Ciò che preoccupa è la realizzazione del programma politico che vede tra i vari punti oltre alla deportazione (termine sostituito con remigrazione) degli immigrati la creazione di una scuola molto meno inclusiva, in cui i disabili sono messi in classi diverse, una riforma della giustizia di modo che vengano perseguitati i gruppi di estrema sinistra ed infine un ridimensionamento del periodo storico nazista. Alcuni di questi punti sono, tra l’altro, le stesse idee esposte più volte dal “nostro” Vannacci.
Non sono mancate però le proteste, come riportato dalla corrispondente de La Repubblica Tonia Mastrobuono, infatti sin da ieri si sono radunati a Magdeburgo almeno 300 persone, tra associazioni, sindacati e comuni cittadini, per protestare contro Afd e la sua possibile vittoria, che sarebbe una preoccupazione anche per lo stesso governo Merz. Quindi una vittoria di un partito di ispirazione nazista sarebbe un punto di svolta per la Germania e l’Europa.
Ricordiamo che la Sassonia, nonostante siano trascorsi decenni dalla riunificazione, resta un territorio caratterizzato da un elevato tasso di rischio di povertà: ad oggi il tasso nazionale è in media il 16% mentre in Sassonia si attesta al 21% e di certo per interpretare i tempi che stiamo vivendo (mala tempora currunt) non serve scomodare i vari Sociologi o Bonaccini, anzi di quest’ultimo si può provare a parafrasare il pensiero: non votano a destra coloro che hanno un basso livello di scolarizzazione/istruzione, o almeno non solo loro, si vota l’estrema destra laddove vi sono sacche di povertà alte.
E’ quindi molto facile in queste condizioni per il politico parlare “alla pancia” delle persone ed estremizzare l’elettorato fornendo apparentemente soluzioni semplici a problemi complessi.
Repetita iuvant: mala tempora currunt