Andromaca: La donna che varca il confine” conquista il pubblico al Festival Antica Capua Il Liceo Giannone di Caserta in scena con una potente rilettura del mito euripideo

Di Francesco Carissimo

Santa Maria Capua Vetere, 15 giugno 2025 – Emozione e applausi calorosi hanno accompagnato ieri sera, alle 19:30, la rappresentazione di “Andromaca. La donna che varca il confine” all’Anfiteatro Campano, durante la seconda giornata del Festival di Teatro Classico Antica Capua.

Lo spettacolo, messo in scena dal laboratorio teatrale del Liceo Pietro Giannone di Caserta, è una riscrittura originale liberamente tratta dall’Andromaca di Euripide, arricchita dai testi poetici Datura di Patrizia Cavalli e Astianatte di Mariastella Eisenberg. A firmare la regia Daniela Borrelli e Grazia Fortunata Falco, con l’aiuto regia di Elisabetta Daniele. Le coreografie di Nicoletta Munno e le musiche originali di Francesco Carissimo e Dario Pizzorno – in collaborazione con Michele Casella – hanno contribuito a creare un’atmosfera intensa e contemporanea.

Attraverso un linguaggio scenico essenziale ma ricco di suggestioni, studenti e studentesse hanno dato vita a una narrazione forte e commovente, capace di connettere il mito antico con temi universali e attualissimi. Il pubblico ha risposto con grande partecipazione ed entusiasmo. Presente anche la dirigente scolastica Marina Campanile, che ha espresso vivo apprezzamento per l’impegno e la qualità del lavoro teatrale proposto.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione di molti attori e attrici del laboratorio, che stanno affrontando in questi giorni l’esame di maturità: un segno concreto del valore formativo ed emotivo che questo progetto ha rappresentato per loro. Portare in scena un testo classico, riattraversandolo con sensibilità contemporanea, è stato per tutti un modo per congedarsi simbolicamente dal percorso liceale con consapevolezza, passione e responsabilità.

Il progetto ha visto la collaborazione del laboratorio di drammaturgia del liceo, che ha saputo trasformare l’esperienza scolastica in un’occasione di vera crescita culturale, personale e artistica. Una prova matura e coinvolgente che ha lasciato il segno nella prima edizione del Festival e nei cuori di chi ha assistito.