Angelus di Papa Francesco: “Difendere la dignità del matrimonio”

di Marco Natale 

Oggi il Papa, in un clima molto cordiale, nelle parole che precedono la recita dell’Angelus ci racconta di come, ancora una volta, i farisei cercano di far apparire Gesù come colui che vuole rivoluzionare la legge antica di Mosè. Nel testo che la liturgia ci propone, nel giorno in cui ricorda la “Beata e sempre Vergine Maria” essi vogliono che esprima il proprio punto di vista sul matrimonio. “Maestro, è lecito a un marito ripudiare la propria moglie, cosi come prevedeva la legge di Mosè”? Gesù, dice il Papa, risponde a questa domanda con “la sapienza e l’autorità che gli vengono dal Padre”, ridimensionando la prescrizione mosaica: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma». Il pensiero di Gesù, che è sempre molto chiaro, ha lo scopo di dare nuovamente vigore e valore a ciò che Dio compie nell’atto della creazione: «Dall’inizio della creazione (Dio) li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola». E conclude: «Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Nel progetto originario del Creatore, continua il Papa, l’uomo e la donna sono chiamati a riconoscersi, a completarsi, ad aiutarsi a vicenda nel matrimonio. Con le sue parole Gesù difende la dignità del matrimonio come “unione di amore che implica la fedeltà”. Egli non ammette, dice ancora il Papa, tutto ciò che può portare al naufragio della relazione. Lo fa per confermare il disegno di Dio, in cui spiccano la forza e la bellezza della relazione umana. Il matrimonio è un sacramento che unisce l’uomo alla donna, ed entrambi a Dio. Oggi tocca alla Chiesa continuare a portare avanti il pensiero di Gesù, facendosi garante che “la bellezza della famiglia” continui ad essere la cellula indispensabile della nostra società. Un compito sicuramente non facile, quello di “far sentire concretamente la sua vicinanza materna a quanti vivono l’esperienza di relazioni infrante o portate avanti in maniera sofferta e faticosa”. Attenzione però “non è chiesta subito e solo la condanna, al contrario è fondamentale che il fedele di oggi avverta nella Chiesa “una presenza di amore, di carità e di misericordia”, conclude il Papa, “per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti”.