Arte, inclusione e speranza: al Teatro Cilea prende vita un “Godot” che unisce

Il progetto di Vania Fereshetian e Lina Marino con la Stella Nuova trasforma il Teatro dell’Assurdo in un messaggio concreto di rinascita sociale

Un incontro artistico che diventa impegno sociale. È quello tra Vania Fereshetian e Lina Marino, (foto) protagoniste di un percorso condiviso che culminerà il 27 aprile al Teatro Cilea in uno spettacolo capace di unire arte e inclusione. Insieme all’Associazione Preludio e alla casa alloggio La Stella Nuova, le due artiste portano in scena un progetto che mette al centro l’umanità, trasformando fragilità e differenze in forza creativa. La scelta di Aspettando Godot di Samuel Beckett non è casuale. Riletto in chiave contemporanea dalla regista Fereshetian, il classico del Teatro dell’Assurdo diventa simbolo di una “attesa attiva”, dove la speranza prende il posto della rassegnazione. La messinscena si muove tra convenzioni e desiderio di cambiamento, parlando direttamente al presente. Fondamentale il contributo musicale di Lina Marino, che costruisce un tessuto sonoro intenso e coinvolgente, capace di accompagnare lo spettatore in un viaggio emotivo tra silenzi e vibrazioni profonde. La musica diventa così linguaggio universale di inclusione e ascolto. A rendere ancora più significativo il progetto è il lavoro del maestro Sal Esposito, che ha guidato i ragazzi della Stella Nuova in un laboratorio creativo: due brani dello spettacolo portano infatti la loro firma, testimonianza concreta di partecipazione e crescita. La Stella Nuova si conferma così non solo luogo di accoglienza, ma laboratorio di vita, dove l’arte diventa strumento di cura e rinascita. Uno spettacolo che promette di lasciare il segno, ricordando che, quando ci si tiene per mano, nessuno è davvero diverso.