Assistenza scolastica ai bambini disabili erogata dal Comune: a volte meglio tacere e lasciare il dubbio di un disservizio incolpevole piuttosto che parlare e fugare ogni dubbio

Il comunicato pubblicato dall’Amministrazione comunale di Caserta, comune capofila dell’Ambito C01, al riguardo dell’imminente servizio di assistenza scolastica agli alunni disabili, obbligo precipuo ed esclusivo degli enti locali, atteso e richiesto da mesi con un’ampia e travagliata protesta dei familiari dei bambini bisognosi di questo supporto, ha senza equivoci espresso una dichiarazione di negligenza palpabile nella gestione di un ambito amministrativo così delicato e imprescindibile nel garantire le risorse necessarie a favorire i processi di integrazione sociale e di autonomia individuale delle categorie fragili. Potremmo dire che la comunicazione istituzionale e’ stata un esercizio inconsapevole di autolesionismo sul piano dell’immagine pubblica dell’Ente che, dopo aver fatto un copia e incolla dal capitolato d’appalto ( leggi quel fumoso e indecifrabile “verranno realizzate iniziative volte al contenimento di comportamenti aggressivi, violenti o costituenti motivi di rischio per l’incolumità degli alunni o di terzi”), maldestramente va ad attribuire a “ragioni tecniche e burocratiche” i ritardi accumulati (entro il mese di luglio e’ già noto il fabbisogno degli assistenti scolastici che compare proprio nei profili di funzionamento preliminari alla prima bozza del PEI per ciascun alunno disabile). Il giorno dopo il primo comunicato stampa, l’amministrazione dettaglia in una nota ancora piú maldestramente le ragioni tecniche addotte per i ritardi nell’attivazione del servizio, riferendosi al “cataclisma” che ha nome nuovo Codice degli appalti, andato in vigore il primo luglio 2023. E se e’ vero che sono state da subito critiche le condizioni d’uso del MEPA, il portale usato abitualmente per gli acquisti in rete, e di acquisizione dei Codici Identificativi di Gara (CIG), ci chiediamo quali sovrumane incombenze o distrazioni hanno fatto trascurare per tanti mesi il servizio da garantire e, come riconosciuto nello stesso comunicato, fondamentale per assicurare il diritto allo studio del disabile. Citiamo, a titolo di esempio di amministrazioni piú attive, il Comune di Brindisi che a giugno 2023, avendo preso atto dei problemi tecnici dovuti al mancato funzionamento della piattaforma MePA (Mercati elettronici della Pubblica Amministrazione) gestita dalla Consip e dietro alcune segnalazioni dei sindacati,ha pensato di orientarsi altrove, impiegando altri strumenti digitali per l’affidamento di alcuni servizi sociali comunali. Ci rincuora, a fronte di tanta impensata trascuratezza in programmazione amministrativa, l’insperato annuncio, in finale di comunicato,delle imminenti procedure di evidenza pubblica per il servizio di assistenza scolastica per alunni disabili relative al prossimo anno scolastico 2024/2025. Ricordiamo allo stesso tempo il prevalente orientamento della giurisprudenza che identifica la “colpa grave” in una “sprezzante trascuratezza dei propri doveri, resa estensiva attraverso un comportamento improntato a massima negligenza o imprudenza ovvero ad una particolare noncuranza degli interessi pubblici”. E quale gigantesca negligenza, assessore Antonio De Lucia, e’ stata quella che ha rubato 5 mesi di assistenza specialistica ai bambini disabili dell’ambito C01?