Aversa– In questi tempi in cui tutte le nostre abitudini sono state sconvolte di colpo e davvero “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, il mondo della scuola ha cercato di reagire al clima di incertezza e precarietà attraverso la didattica a distanza. Boccaccio, Manzoni, Platone, Aristotele, Joyce viaggiano da un’aula virtuale a un’altra, trasportati da una video connessione internet, mentre il mondo si ferma. Quando i nostri ancoraggi sembrano vacillare, proprio il pensiero, la cultura e la ricerca ci offrono la possibilità di sperare e ci inducono a rialzarci dal torpore in cui siamo precipitati. Siamo fragilissimi, esposti a ogni tipo di pericolo,“l’uomo non è che una canna, la più debole della natura, ma è una canna che pensa. Non serve che l’universo intero si armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe comunque più nobile di ciò che l’uccide perché sa di morire e conosce il potere che l’universo ha su di lui, mentre l’universo non ne sa nulla. Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. È da qui che bisogna partire, non dallo spazio e dalla durata, che noi non sapremmo riempire.Impegniamoci quindi a pensare bene ecco il principio della morale”. Ecco, le parole di Pascal, emblematicamente, sottolineano il paradosso dell’uomo sospeso tra il tutto e il nulla, ma anche la sua superiorità morale, a partire dalla quale cominciare a dar vita sempre a qualcosa di nuovo, perché il cielo stellato sopra di noi può spaventarci, meravigliarci, stupirci, impaurirci, limitarci,ma è la legge morale dentro di noi che dice chi siamo, che rappresenta la nostra forza, perché, a differenza degli altri esseri viventi, ci rende coscienti e consapevoli. In questa difficile situazione che sta mettendo a dura prova la nostra bellissima penisola, i docenti non possono smettere di far ciò che è a loro più congeniale: insegnare, cioè lasciare quel segno che possa indurre le giovani generazioni a trarre fuori da se stessi il meglio di cui sono capaci, affinché siano come “torre ferma, che non crolla, già mai la cima per soffiar di venti”.
Per documentare alcune esperienze di didattica a distanza, abbiamo intervistato alcuni docenti del liceo artistico di Aversa “Leonardo da Vinci”, (Ds, Carlo Guarino)
“Solo un suono squarcia, ogni mattina, il muro di silenzio surreale che, da qualche giorno, avvolge i muri della casa: quello delle voci, allegre e scomposte, dei miei alunni…quelle voci irrompono dal mio computer, quando comincia la lezione a distanza. Si parla, si spiega, si chiede, si risponde e ci si guarda. Siamo in abiti casalinghi, dietro le nostre spalle si intravedono pezzi delle nostre vite personali. Siamo lontani e vicini allo stesso tempo. Surrogato di scuola che ci sta insegnando a gestire il tempo in modo differente e, ai miei ragazzi, un nuovo modello di autonomia, un nuovo modo di essere responsabili, per se stessi, prima ancora che per gli altri. Dicono che la Scuola manca loro, è il loro mondo e non sapevano quanto fosse essenziale fino a quando questa assurda situazione glielo ha sottratto.Ho appena concluso una video lezione con i miei alunni. Bello, strano…ma bello. Abbiamo parlato, letto e commentato il Trionfo di Bacco ed Arianna di Lorenzo il Magnifico: “Chi vuol esser lieto sia: del domani non c’è certezza.” Siamo stati lieti e speranzosi, anche del domani”. Prof. Elisabetta Pieretti, Italiano e Storia, liceo artistico “Leonardo da Vinci”, Aversa
“Un vecchio adagio recita: “Non si piange amore se non si perde.” Non è riferito certo ad una persona, bensì alla scuola. La tanto vituperata e maltrattata scuola, oggi è tanto agognata.Chiuse le scuole per prevenire il contagio da coronavirus, io, come tutti i docenti, sono stata sommersa da messaggi che proponevano e propongono ancora materiale per creare aule virtuali e didattica a distanza. Tutti si sono adoperati, in qualsiasi modo per rimanere in contatto con i propri alunni.In questi giorni abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini, fare sacrifici.Dopo i primi giorni di costrizione a casa, di noia, lamentele è subentrata la paura.La paura di un’epidemia che ci avvicina costringendoci alla distanza; che non fa differenze di religione, etnia, cultura; che ci obbliga alla responsabilità: tutti, tutti possono fare qualcosa.Solo così sarà possibile rispondere alla richiesta fatta un po’ da tutti: “ma quando torniamo a scuola? Mi manca!”. Si, perché a loro come a me, manca il contatto umano, i sorrisi, le paure, i rimproveri, il loro mettersi in gioco, le risposte ironiche, le risate.Ripeto ogni giorno ai ragazzi che stiamo vivendo un momento storico, che non dobbiamo farci prendere dallo sconforto perché: “tutto andrà bene”. Prof.ssa Daniela Comella, Italiano e storia, liceo artistico “Leonardo da Vinci”, Aversa
“Pur lamentando la mancanza di un rapporto de visu (la frase più ricorrente di molti alunni è “non mi è mai mancata la scuola come adesso!”), e nonostante l’oggettivo disorientamento condiviso da docenti e ragazzi, questi ultimi si stanno rivelando sempre più attenti ai mezzi che la didattica a distanza ci sta offrendo, talvolta proponendo loro stessi strumenti e applicazioni di più facile e intuitivo impiego. Questo dimostra come i nostri alunni siano capaci di mettere in campo, anche in frangenti delicati come quello presente, un grande senso di responsabilità. A riprova del fatto che abbiamo molto da imparare da loro!” Prof. Ferreri Pio, docente di Italiano e storia, liceo artistico di Aversa, “Leonardo da Vinci”, Aversa
“Ho riscontrato enormi difficoltà a impostare lezioni in diretta. Iragazzi non hanno tutti connessioni veloci o semplicemente molti di loro non hanno un computer personale, per cui potendo usare solo il cellulare risulta tutto più complicato. Per questo motivo,ho deciso di fornire ai ragazzi, su googleclassroom, dispense degli argomenti trattati e file audio delle spiegazioni. Come ritorno i ragazzi devono sottopormi i passaggi non chiari e quindi eventuali domande.Con una classe ho proposto di “vederci” su skype per leggere insieme un libro, con l’intento di proporre una riscoperta o un avvicinamento alla lettura non necessariamente legata ai programmi scolastici” Prof. ssa Maria Lucia, Cioffi, Storia e filosofia, liceo artistico “Leonardo Da Vinci”, Aversa
“Nonostante le difficoltà legate allo svolgimento di una didattica a distanza, ho constatato negli alunni il desiderio e la voglia di continuare ad apprendere, di avere una continuità non solo nello studio ma,anche e soprattutto, nella relazione umana con il docente. Questo a riprova della consapevolezza che i ragazzi hanno acquisito rispetto all’importanza del momento storico che stiamo vivendo e della dimensione scolastica come luogo di condivisione della conoscenza e dell’anima”, Prof. Felice Parente, storia e filosofia, liceo artistico “Leonardo da Vinci”, Aversa
“Se c’è una certezza che ho in questi giorni, è che non sono mai stata più “connessa” e paradossalmente più che 2.0, sono diventata prof h 24. È incredibile come i ragazzi si siano da subito adattati ad un cambiamento, seppur temporaneo, così repentino. E, a poche ore dal mio invio di audiolezioni, materiali, mi ritrovo la casella postale invasa di “consegne”, messaggistiche invase di domande e soprattutto preoccupazioni sulla mia ricezione delle stesse . Da lunedì comincerò con videolezioni in streaming ed è tutto così strano ma la meraviglia più grande di questi ragazzi sta nei tantissimi messaggi di ringraziamento per qualcosa che, a mio parere, dovrebbe essere “normalità”:non sentirsi “abbandonati” da noi docenti”, Prof.ssa Irene Paribuono, lingua e letteratura inglese, liceo artistico “Leonardo da Vinci”, Aversa
In questa situazione di estrema emergenza e di spaesamento, la didattica online risulta essere un momento di creatività e di interazione tra docenti e studenti e perciò consente una continuità nello studio e nei rapporti umani. Ho chiesto ai ragazzi cosa ne pensassero e mi hanno risposto così: “penso sia un’ottima iniziativa dato che quando si è a casa, purtroppo, come per la maggior parte dei ragazzi, lo studio non è uno dei nostri primi pensieri, invece la didattica online ci tiene, in qualche modo, concentrati.” Prof. Filomena Santorelli, storia e filosofia, liceo artistico “Leonardo da Vinci”, Aversa