L’editoriale di AL
Sul bollo auto e sulla sua parziale eliminazione per l’anno 2027 riportiamo l’analisi puntuale e pertinente di Angelo Lustro, sindacalista di lungo corso nel settore trasporti.
Lustro (FILT CGIL): «Le risorse pubbliche servono a ridurre strutturalmente il costo della vita, non a distribuire piccoli vantaggi senza affrontare le emergenze»
«Non contestiamo il principio di alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie. Contestiamo, invece, la scelta delle priorità.
Perché mentre si annuncia l’esenzione dal bollo per milioni di automobilisti, continuiamo ad avere un Paese nel quale lavoratori e cittadini pagano ogni giorno il prezzo di un sistema di mobilità insufficiente, costoso e spesso inadeguato».
È quanto dichiara Angelo Lustro, Segretario Generale della FILT CGIL Campania e Napoli, intervenendo sulla misura approvata dal Governo che prevede dal 2027 l’esenzione dal bollo per un primo veicolo fino a 80 kW. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la platea potenzialmente interessata supera i 24,6 milioni di persone.
«La domanda che poniamo – continua Lustro – è molto semplice: se lo Stato ha la possibilità di mettere in campo risorse per ridurre il peso del bollo, perché non utilizzarne una parte per interventi strutturali che consentano agli italiani di spendere meno ogni giorno?»
«Parliamo di trasporto pubblico, di autobus e treni nuovi, di infrastrutture, di manutenzione, di sicurezza, di personale, di collegamenti più efficienti. Parliamo di tutto ciò che può consentire a un lavoratore di non essere costretto a utilizzare l’automobile per andare a lavorare, affrontando carburante, assicurazione, manutenzione, parcheggi e pedaggi».
«Il paradosso è evidente: da una parte si interviene sul costo del possesso dell’automobile, dall’altra non si affronta fino in fondo il problema del costo e della qualità della mobilità. E quando il trasporto pubblico non funziona, il cittadino non ha una vera alternativa: deve prendere l’auto e pagare tutto il resto».
«IL VERO RISPARMIO È QUELLO CHE RESTA NELLE TASCHE OGNI MESE»
«Da sindacato – prosegue Lustro – non siamo interessati a misure che producano soltanto un effetto immediato e facilmente comunicabile. Siamo interessati a politiche che cambino concretamente le condizioni materiali di vita delle persone».
«Se vogliamo davvero sostenere lavoratori e famiglie, dobbiamo intervenire sui costi strutturali: trasporto pubblico, energia, carburanti, servizi, casa e salari. E dobbiamo farlo con una programmazione pluriennale, non con provvedimenti episodici».
«Per questo riteniamo che una parte consistente delle risorse pubbliche debba essere orientata al potenziamento del TPL. Il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale già rappresenta uno strumento essenziale di finanziamento del settore: nel 2025, ad esempio, l’anticipazione dell’80% del Fondo per le Regioni a statuto ordinario ammontava complessivamente a oltre 4,27 miliardi di euro. Ma è evidente che occorre una politica di investimenti più ambiziosa e stabile».
«Non possiamo continuare a parlare di mobilità sostenibile mentre mancano autobus, treni, personale e manutenzione. Non possiamo chiedere ai cittadini di lasciare l’auto a casa se non garantiamo loro un servizio pubblico capillare, efficiente e sicuro».
«NON È UNA QUESTIONE DI AUTO CONTRO TRASPORTO PUBBLICO»
«Sia chiaro: non mettiamo automobilisti contro lavoratori del trasporto pubblico. Sono milioni le persone che utilizzano l’auto perché non hanno alternative. Ed è proprio per questo che bisogna cambiare il sistema».
«Un trasporto pubblico efficiente significa meno auto obbligate sulle strade, meno spese per le famiglie, meno traffico, meno emissioni e maggiore qualità della vita. Significa anche più occupazione stabile e qualificata».
«E allora il Governo e le Regioni devono decidere quale idea di Paese vogliono costruire. Noi pensiamo che le risorse pubbliche debbano produrre diritti, servizi e lavoro di qualità.»
«Il punto – conclude Lustro – non è soltanto quanto un cittadino risparmierà una volta all’anno sul bollo. Il punto è quanto una famiglia può risparmiare ogni mese e per tutta la vita se trova un autobus sotto casa, un treno efficiente, una rete ferroviaria moderna, servizi puntuali e sicuri e un sistema di mobilità che funzioni davvero.
Meno annunci e più investimenti. Meno misure spot e più politiche strutturali. Perché il vero sostegno a lavoratori e famiglie non è quello che si vede una volta l’anno: è quello che entra concretamente nelle loro vite ogni giorno».