L’annuncio è arrivato alle 10.04, quando monsignor Vincenzo De Gregorio, abate della Cappella del Tesoro di San Gennaro, ha comunicato ai fedeli che il sangue del Santo era già liquefatto al momento dell’estrazione delle ampolle dalla cassaforte della Cappella del Tesoro.
L’annuncio è stato accolto dal tradizionale sventolio del fazzoletto bianco e da un lungo applauso dei fedeli presenti nel Duomo.
La solenne celebrazione è stata presieduta dal cardinale don Mimmo Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli, che ha guidato il rito insieme a monsignor De Gregorio. Presenti le principali autorità cittadine e regionali, tra cui il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, presidente della Deputazione della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, e il presidente della Regione Campania Roberto Fico. Alla cerimonia ha preso parte anche il prefetto di Napoli Michele Di Bari.
Tra le presenze istituzionali e militari anche gli allievi della Scuola Militare Nunziatella, insieme alle autorità civili, religiose e militari che, come ogni anno, hanno accompagnato uno dei momenti più sentiti della tradizione napoletana.
Presente anche il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo emerito di Napoli, che ha guidato l’Arcidiocesi partenopea dal 2006 al 2020, prima del passaggio del testimone a monsignor Battaglia.


La Real Casa e l’Ordine Costantiniano
Alla celebrazione ha preso parte anche S.A.R. la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, Gran Prefetto del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, accompagnata dalla sorella S.A.R. la Principessa Anna di Borbone delle Due Sicilie. Le due principesse sono figlie del principe Ferdinando di Borbone delle Due Sicilie e sorelle dell’attuale capo della Real Casa, S.A.R. il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro.
Ad accompagnare le Principesse, la Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, con la presenza della delegata, Donna Federica De Gregorio Cattaneo, e di alcuni Cavalieri e Dame dell’Ordine, tra cui la Dama Nunzia Sannino e il Cavaliere Luigi De Angelis.
Una presenza che rinnova il legame tra la tradizione religiosa della città, la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e una realtà cavalleresca da sempre impegnata anche in attività di carattere caritativo e sociale.
Una tradizione che attraversa i secoli
Il 19 settembre rappresenta la data più importante delle tre celebrazioni annuali legate al prodigio di San Gennaro e ricorda il martirio del Santo patrono. Il rito della liquefazione del sangue costituisce da secoli uno degli appuntamenti più profondamente radicati nella devozione popolare napoletana.
Anche questa mattina, ancora una volta, il Duomo si è trasformato nel cuore della città: migliaia di fedeli hanno atteso l’annuncio del prodigio, vissuto come un momento di fede, speranza e appartenenza alla storia di Napoli.
Alle 10.04, il tradizionale annuncio: San Gennaro ha rinnovato il suo segno.