Capua. Gli artisti Adriana Caprio e Gabriele Luberto testimonial della campagna “Adotta una Madre”

Rilanciare la cultura attraverso le varie forme ed espressioni sociali ed  artistiche : questo l'argomento di cui si e' discusso ieri, domenica 3 febbraio 2019, presso il Museo Campano

di Gianclaudio De Zottis

Capua. Rilanciare la cultura attraverso le varie forme ed espressioni sociali ed  artistiche : questo l’argomento di cui si e’ discusso ieri, domenica 3 febbraio 2019, presso il Museo Campano.

Al convegno dibattito ,dal titolo “Adotta una Madre” in omaggio alle Matres Matutae, hanno partecipato Pasquale Iorio, Coordinatore de Le Piazze del Sapere, Mario Cesarano Direttore del Museo Campano, e gli Artisti Adriana Caprio, Soprano e Scrittrice, e Gabriele Luberto, Violinista e Violista.

Presenti, altresì, oltre al pubblico, anche i Giornalisti Raffaele Raimondo, Mattia Branco e Franco Fierro, che hanno dato come sempre il loro coinvolgente contributo al dibattito sulle Matres Matutae simbolo della civiltà e della solidarietà umana contro ogni forma di fanatismo e di violenza.

L’ evento e’ stato realizzato  dagli Amici del Museo Campano in collaborazione con la Direzione e il CdA del Museo Campano e con il patrocinio della Provincia di Caserta e fissato proprio per  domenica 3 Febbraio giorno in cui  oltre 480 tra musei, siti archeologici e monumenti in tutta Italia  hanno accolto  liberamente cittadini e turisti per una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio culturale nazionale.

Una matinee artistico- culturale al Museo Campano di Capua, dunque,  durante la quale Adriana Caprio e Gabriele Luberto  sono stati scelti come  testimonial della campagna ” Adotta una Madre” ed hanno spiegato  il percorso musicale che li ha portati alla realizzazione del cd ” Est Amor” di cui la Caprio ha scritto testi e musica , mentre Luberto ha curato gli arrangiamenti per viola e violino.

” Le Matres Matutae – hanno dichiarato i due giovani artisti casertani- rappresentano il mito della fertilita’ e l’arte , attraverso cui esse giungono come un dono dal passato millenario,  le rappresenta con statue evocative, tradizioni orali e racconti popolari. L’arte deve essere fertilita’ creativa fortemente, visceralmente legata al territorio, con la stessa intensita’ emotiva delle Matres,  donne in pellegrinaggio dall’alba al tramonto per chiedere la grazia di un figlio ai resti del santuario e alla dea della fertilità”.

” La nostra proposta- hanno continuato Adriana Caprio e Gabriele Luberto- e’ quella di  consentire una piu’ intensa partecipazione dei giovani  artisti alle attivita’ del Museo Campano : e’ necessario aprire veramente al pubblico questo splendido scrigno  facendo in modo che esso si trasformi in un laboratorio culturale , quartier generale dei giovani talenti di Terra di Lavoro”.

” Ringraziamo Pasquale Iorio- hanno concluso – per averci  voluto  testimonial della campagna ” Adotta una Madre”: per noi e’ un grande onore.  E’ il caso di ricordare che il Museo Campano di Capua custodisce la collezione di Matres Matutae, tra le più importanti a livello mondiale e oggetto di studi internazionali”.

Soddisfatto Pasquale Iorio instancabile  Coordinatore de Le Piazze del Sapere.” Bisogna ridare voce agli operatori dei beni culturali  – ha dichiarato –  affinche ‘ il loro lavoro e i loro studi riacquistino dignita’”.

” In questo momento – ha continuato Iorio- la cultura di Terra di Lavoro vive un momento di estrema fragilita’. Si pensi all’Archivio di Stato , che a tutt’oggi risulta chiuso  fino a nuova data, con la dispersione e frantumazione di pezzi fondamentali della nostra identità e memoria storica. E tutto questo sta avvenendo in un silenzio assordante e nell’indifferenza quasi totale da parte delle forze politiche e delle istituzioni locali”.

” Si pensi ancora- ha aggiunto- alla chiusura definitiva dell’Issr “San Pietro” a Caserta: scompare cosi’ l’unico luogo di alta formazione e di conoscenza della citta’ di Caserta al di fuori delle sedi universitarie. Cosi’ come e’ stato chiuso il Polo Culturale di Villa Vitrone. In questo buio totale, non possiamo permetterci di vivere un nuovo Medioevo”.

Rinvenute nella prima metà del 1800,  le Matres Matutae sono statue in tufo nelle quali si esprime la devozione indigena alla dea locale  dell’aurora e della fertilità. Provengono tutte dal grande santuario di Fondo Patturelli di Curti, insieme a numerose terrecotte architettoniche e votive, anch’esse confluite nel museo. Le statue  riproducono una donna seduta con uno o più bambini in fasce tra le braccia, in modo da ottenere una felice conclusione della gravidanza e la salute della prole. La Dea risale al matriarcato e se ne hanno tracce visibili fin dal 1500 avanti Cristo.

“Il moto di  rinascita  della nostra provincia – ha concluso Pasquale Iorio – deve ripartire dalla riscoperta delle nostre radici:  la cultura, attraverso le istituzioni e le associazioni, deve  riprendere un ruolo da protagonista e scacciare le attuali tenebre”.

Un evento, quello di ieri, per prepararsi alla rinascita di una nuova alba in Terra di Lavoro, intesa come liberazione dalle forze oscure che attualmente la ottenebrano