Caserta: protesta degli imprenditori turistici per la chiusura della Reggia del 24 e 31 dicembre

La decisione reintra nella programmazione annuale ed è stata confermata dalla Sovrintendente Maffei

CASERTA – Si sta tempre più facendo avvertire il malumore da parte degli operatori turistici in seguito alla decisione già presa del Direttore ad interim della Reggia di Caserta, Antonio Lampis, e successivamente confermata dalla Maffei che vedrà chiusa, nelle giornate del 24 e 31 dicembre il monumento Vanvitelliano.

Ci risiamo – queste le parole di Francesco Marzano, che si può definire il portavoce del settore, in quanto risulta essere uno fra i più attivi imprenditori turistici presenti sul territorio – tali chiusure ci danneggiano e non poco.

Negli anni scorsi eravamo riusciti a far capire l’importanza di date come queste per la nostra programmazione, ma, evidentemente, è stata fatica sprecata: qui tutto ritorna al punto di partenza. Siamo all’anno zero: quello che sembrava acquisito viene rimesso in discussione. Così, navighiamo, come sempre, in mare aperto, senza certezze, né punti di riferimento“.

Abbiamo tante prenotazioni -prosegue – che saremo costretti a dirottare altrove. Ma tant’è. Per noi operatori ormai la reggia è più un problema che una risorsa, non essendo più un punto di riferimento per la programmazione dello sviluppo e del turismo: non conosciamo mai date, decisioni, iniziative, progetti, in tempo utile perciò non riusciamo ad organizzare il nostro lavoro e le nostre offerte“.

Insomma, sembra essere diventata una consuetudine ormai davvero difficile da sradicare: «Perché – aggiunge Marzano – manca una strategia di sviluppo condivisa, un interlocutore esperto che, al di là della buona volontà abbia una visione di insieme e di futuro.

Della stessa idea sembra essere anche Vincenzo Moriello, Presidente della sezione turismo di Confindustria Caserta.

«I nostri associati -dice- sono preoccupati: queste giornate festive sono importanti per il comparto e, perdere anche pochi giorni, costituisce un problema. Ovviamente comprendiamo la posizione, il punto di vista e la prudenza della dg Maffei, che è appena arrivata, ma ci saremmo forse aspettati, uno sforzo maggiore. Una cosa è certa, però, una simile situazione non sarà ammissibile l’anno prossimo e io, che sono un inguaribile ottimista, sono convinto che effettivamente le cose cambieranno».