La Casertana coglie un’importantissima vittoria al “Pinto” sconfiggendo la diretta avversaria Picerno e rafforzando il quarto posto, utile ad evitare un turno dei playoff. Risultato alla fine giusto, ma che arriva solo grazie ad un rigore trasformato da Montalto al 78’. I due allenatori schierano un 4-2-3-1 speculare, modulo ormai familiare a Cangelosi e truppa. Prima vera occasione al 7’, quando il lucano Ciko non arriva su un ottimo suggerimento in area. Risponde, per i “falchetti”, un tiro da lontano di Anastasio poco dopo: alto. Le squadre si studiano, poi, al 15’, Venturi dice di no ad una conclusione ravvicinata di Murano. Sembra una partita a scacchi, con le due squadre ad alternarsi in attacco. Verso la mezz’ora comincia ad uscire la Casertana. Al 26’, infatti, Curcio lambisce la traversa con un tiro su suggerimento di Montalto. Al 32’ il portiere lucano Somma risponde ad Anastasio, emulato poco dopo da Guerra, che però manda direttamente fuori. Montalto ci prova al 41’ con un diagonale che va poco fuori. Al primo minuto di recupero, cross “al bacio” di Anastasio dalla sinistra e “zuccata” perfetta di Curcio per l’1-0 Casertana. Alla ripresa, il Picerno cambia atteggiamento, cresce e perviene ad un immeritato pari con un tiro preciso di Maiorino, gol forse viziato da un fallo. I “falchetti” hanno un brutto periodo nei frangenti successivi, anche se Venturi non corre rischi di grande levatura. Al 78’, poi, Tavernelli si invola sulla destra, arriva a tu per tu con Somma ed è messo giù dal portiere lucano: per l’arbitro è giustamente rigore con allegata espulsione del portiere. In porta va così Merelli, che non può far niente sulla trasformazione di Montalto: 2-1 Casertana. Il Picerno va in bambola ed è visibilmente in affanno, tanto che è facile per i “falchetti” condurre in porto la vittoria, nonostante gli inusuali (per la serie C) 7’ di recupero concessi. Si sta ponendo le basi per qualcosa di buono, ma per concretizzarlo servirà essere impeccabili tra un mese o più quando avranno luogo le fasi finali dei terribili playoff. Fino ad allora, ogni conclusione è ancora affrettata.