Cicia lancia la sfida a Zinzi

di Francesco Pepe

AVERSA –  Era solo dormiente, si riposava, non ha mai mollato la presa, aveva riposto momentaneamente il proprio impegno politico, dedicandosi alla famiglia e al lavoro, oggi torna prepotentemente alla ribalta, attaccando Zinzi in maniera molto forte e molto diretta…come chi? La lulù…per gli amici.

Lucrezia Cicia, alla luce di certe posizioni che Zinzi jr. ha assunto in regione, e nei fatti di Aversa combinati con le posizioni di Zinzi sulle cave, una forma di ostilità e anche un tentativo di intimidazione politica verso di lei. Conosciamo, la ben nota vicenda delle proroghe concessorie per le cave, ( Antonio Luserta, è l’ex marito della Cicia) , da questa operazione di De Luca è uscito con le ossa rotte, perdendo più di un anno di possibilità di cavare nella fase della riconversione, in base ad un titolo ricevuto nella concessione firmata nel 2015.

La reazione della Lulù, prima dei non eletti alle elezioni regionali del 2015, alla quale non manca un certo caratterino, è stata, per certi versi, sorprendente.

Perché il lettore è portato a pensare che questa coppia un po’ contro natura formata da Zinzi e la Cicia fosse condannata a procedere insieme, a non farsi del male perché l’avvento del primo al Parlamento determinerebbe, certamente, l’approdo della seconda in consiglio regionale.

Ma forse la Cicia sa, come noi, che attaccato o non attaccato, per il giovane Zinzi, checché lui ne dica, l’elezione a Roma rappresenta un fatto irrinunciabile, una cosa a cui pensa notte e giorno. Per cui non è che se lo attacchi al muro, lui per farti dispetto non si candida più al Parlamento.

Zinzi si vuole candidare fortissimamente e a ogni costo; alla Cicia il posto di prima dei non eletti non glielo potrà togliere nessuno. Quindi, ostilità aperte. Terreno di scontro, il partito. Lucrezia Cicia ha dichiarato in questi giorni che la sua parola e le sue posizioni sono frutto, solo ed esclusivamente, del consenso da lei ricevuto alle elezioni e che lei ha messo a disposizione del partito di Forza Italia.

Rivendica dunque uno spazio politico proporzionale alla forza mostrata nell’urna, in un contesto elettorale in cui, inutile dire, Zinzi partiva con qualche vantaggio legato al fatto che il padre era presidente della provincia.

La battaglia sarà portata su tutti i fronti: provinciale, ma soprattutto regionale e nazionale. La Cicia fa questo ragionamento: una persona che, credendo in Forza Italia, partito con il quale si era presentata anche alle comunali di Caserta nel 2011 e nel quale avevano sempre militato i suoi familiari, anche loro candidati ed eletti al comune di Caserta e alla provincia, si è misurata alle elezioni regionali riportando 12 mila 500 voti di preferenza, ha il diritto, o meglio, ha la titolarità politica per chiedere un colloquio con Berlusconi, illustrandogli la situazione venutasi a creare a Caserta? Sarà questa l’istanza che formalmente, ufficialmente, alla luce del sole, la Cicia formulerà ai vertici nazionali del partito.

Difficilmente, le potranno dire di no. Se lo faranno, Forza Italia si assumerà la responsabilità di avere la prima dei non eletti in stand-by per il consiglio regionale in un partito diverso, in un partito del centrosinistra, probabilmente alleata di De Luca e soprattutto in grado di infliggere un danno di rappresentanza forte a Forza Italia in consiglio regionale che, a quel punto, diventerebbe Armando Cesaro e poco più.

Oddio, questo non porterà Zinzi a rivedere le sue posizioni e a ragionare in maniera diversa rispetto a come ha ragionato ad Aversa. Il problema sarà tutto di Forza Italia. Il partito assorbirà questa defezione o andrà ad imporre un confronto tra le varie componenti dello stesso in provincia di Caserta chiedendo una piena riammissione alla definizione dei processi politici di Lucrezia Cicia, sempre in relazione al consenso raccolto e portato al mulino di Forza Italia nel 2015?

Questo dovranno dirci i prossimi mesi, anzi le prossime settimane, visto che neanche la pausa agostana bloccherà la Cicia, la quale ha già detto che sulla questione Caserta e su tutte le nomine fatte dal coordinamento provinciale (Russo, Orlando De Cristofaro ecc.) è anche disposta a non far vacanze pur di ottenere un totale azzeramento degli assetti stabiliti qualche mese fa dall’accordo tra Zinzi e un Luigi Cesaro fortemente indebolito, sicuramente azzoppato, dai problemi giudiziari suoi e della sua famiglia.