CLAN E USURA: SCOPERTI I REGISTRI, VITTIME SOTTO PRESSIONE PER MENTIRE

Scoperta dai carabinieri un'agenda con i nomi degli usurati. Interessi fino al 40% mensile, indagini sulla rete criminale legata al clan dei Casalesi.

A Trentola-Ducenta, nel Casertano, emerge un inquietante retroscena di usura legato al clan dei Casalesi. Durante una perquisizione, i carabinieri della compagnia di Casal di Principe, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli, hanno rinvenuto agende contenenti nomi, cifre e numeri di telefono: veri e propri registri contabili dell’usura. L’inchiesta ha portato all’arresto di Raffaele Visconti e Raffaele Catalano, accusati di usura aggravata dal metodo mafioso per la loro vicinanza al boss Raffaele Della Volpe, figura di spicco del clan (non coinvolto direttamente in questa indagine).

 

Prestiti con interessi del 40%

Le vittime annotate nelle agende sono commercianti in difficoltà o persone bisognose, costrette a restituire prestiti con tassi mensili esorbitanti, fino al 40%. I due arrestati avrebbero approfittato della loro posizione di forza, alimentata dalla parentela di Catalano con il boss Della Volpe, per intimidire e soggiogare le vittime.

 

Le minacce dopo il ritrovamento

Dopo il ritrovamento delle agende, Visconti e Catalano avrebbero contattato le vittime per costringerle a dichiarare il falso agli inquirenti. Una delle persone coinvolte ha raccontato ai carabinieri un incontro avvenuto presso un distributore di carburante a Calvi Risorta, durante il quale i due indagati gli avrebbero intimato di affermare che il prestito era stato concesso “per amicizia”, senza alcuna pretesa di interessi. Una versione costruita ad arte per sviare le indagini e proteggere la rete criminale.

 

La paura delle vittime

La pressione esercitata dalle minacce e dalla “notoria” parentela con il clan ha generato un clima di paura e omertà tra le vittime. L’indagine prosegue per far luce sui dettagli dell’attività usuraria e sulla portata della rete legata al clan, un fenomeno che continua a colpire i più deboli, costretti a scegliere tra l’usura e il silenzio imposto dalla criminalità organizzata.