Nell’ambito del processo relativo alla cosiddetta “Droga dei Cervinari”, una nuova svolta è emersa durante l’udienza presso la Seconda Sezione Penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Una parente acquisita di uno degli imputati ha testimoniato a favore della cognata, affermando che quest’ultima non avrebbe acquistato droga da Filippo Piscitelli, noto come ‘o Cervinaro’, bensì avrebbe chiesto prestiti di denaro.
Le dichiarazioni della testimone, Annunziata Floriano, hanno scagionato la cognata dagli addebiti di spaccio di sostanze stupefacenti. Floriano ha chiarito al sostituto procuratore della Dda, Luigi Landolfi, che la familiare era afflitta da problemi economici e si rivolgeva a Piscitelli per ottenere assistenza finanziaria, non per acquistare droga.
Il processo coinvolge otto imputati, tra cui Antonio Papa, Nicola Amato, Annunziata Floriano, Gennaro Morgillo, Anna Papa, Clemente Pelaggi, Umberto Zampella e Daniele Rivetti. Questi individui sono stati destinatari di provvedimenti cautelari nel aprile 2022, poiché accusati di associazione finalizzata al traffico di droga e detenzione ai fini di spaccio.
L’inchiesta, condotta dal nucleo investigativo dei Carabinieri del comando provinciale di Caserta tra ottobre 2018 e maggio 2020, ha rivelato legami tra il gruppo criminale e il clan Massaro, nonché la gestione monopolistica del traffico di droga nella Valle di Suessola e nelle province di Benevento e Napoli.
Il modus operandi del gruppo criminale prevedeva una distribuzione capillare della droga sul territorio, con piazze di spaccio gestite da affiliati incaricati di rifornirsi dai canali indicati dal vertice criminale. Inoltre, il gruppo non esitava a ricorrere a minacce armate, violenze fisiche e incendi per affermare la propria supremazia territoriale e gestire le criticità legate al recupero crediti.
Durante l’attività investigativa sono stati recuperati significativi quantitativi di droga, tra cui 200 grammi di hashish e 350 grammi di cocaina, oltre a una pistola Beretta calibro 7,65. Inoltre, numerosi assuntori di stupefacenti sono stati segnalati alle autorità competenti.
È emerso anche l’utilizzo di una rete telefonica dedicata, che consentiva comunicazioni tra gli indagati e i loro familiari detenuti nelle strutture carcerarie.
Il prossimo passo nel processo sarà l’esame degli imputati, previsto per il mese di aprile. Nel frattempo, il collegio difensivo, composto dagli avvocati Romolo Vignola, Carlo Perrotta, Stefano Melisi, Clemente Crisci, Igino Nuzzo, Alfonso Iovino e Michele Di Fraia, continua a svolgere il proprio ruolo nell’ambito del procedimento legale.