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	<title>Cronaca Caserta - BelvedereNews</title>
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	<description>Cronaca e notizie da Caserta, Napoli e province</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 May 2026 13:52:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Cronaca Caserta - BelvedereNews</title>
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	<item>
		<title>Truffa con &#8220;spoofing&#8221;, i Carabinieri recuperano quasi 30.000 euro e li restituiscono alla vittima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Rita Canone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 13:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Truffe telefoniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1250" height="832" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image003-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image003-1.jpg 1250w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image003-1-600x399.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image003-1-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1250px) 100vw, 1250px" /></div>
<p>Una telefonata all’apparenza credibile, proveniente da un numero riconducibile al Comando Provinciale dei Carabinieri, e la voce rassicurante di un sedicente maresciallo. È iniziata così, lo scorso 31 gennaio, una truffa sofisticata che ha portato una professionista del posto a effettuare un bonifico di 29.450 euro verso un conto corrente indicato dall’interlocutore. A distanza di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1250" height="832" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image003-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image003-1.jpg 1250w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image003-1-600x399.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/image003-1-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1250px) 100vw, 1250px" /></div><p>Una telefonata all’apparenza credibile, proveniente da un numero riconducibile al Comando Provinciale dei Carabinieri, e la voce rassicurante di un sedicente maresciallo. È iniziata così, lo scorso 31 gennaio, una truffa sofisticata che ha portato una professionista del posto a effettuare un bonifico di 29.450 euro verso un conto corrente indicato dall’interlocutore.<u></u><u></u></p>
<p>A distanza di poco più di tre mesi, grazie a un’attenta e articolata attività investigativa, i Carabinieri della Stazione di Piedimonte Matese sono riusciti a risalire al titolare del conto destinatario del denaro, a recuperare l’intera somma e a restituirla alla vittima.<u></u><u></u></p>
<p>L’indagine, tuttora in corso e coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha preso le mosse dalla denuncia presentata dalla donna raggirata con la tecnica del cosiddetto “spoofing”, un sistema che consente ai truffatori di far apparire sul display del telefono numeri istituzionali o comunque affidabili. Un espediente che, unito a modalità persuasive e a una narrazione costruita ad arte, induce le vittime ad agire in condizioni di urgenza e senza sospetti.<u></u><u></u></p>
<p>I militari dell’Arma, attraverso accertamenti bancari e analisi dei flussi finanziari, hanno ricostruito il percorso del denaro, individuando il conto su cui era stato accreditato. Il titolare è stato deferito all’autorità giudiziaria per truffa aggravata, mentre sono in corso ulteriori approfondimenti per verificare eventuali responsabilità e possibili collegamenti con altri episodi analoghi già segnalati.<u></u><u></u></p>
<p>Determinante, in questa vicenda, è stata la tempestività della denuncia e la sinergia tra attività investigativa e coordinamento della magistratura, che hanno consentito di bloccare e recuperare le somme prima che venissero disperse.<u></u><u></u></p>
<p>L’episodio riporta l’attenzione sul fenomeno delle truffe telefoniche sempre più evolute, che sfruttano tecnologie avanzate e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. I Carabinieri rinnovano l’invito a mantenere alta la guardia: <strong>nessun appartenente alle forze dell’ordine richiede telefonicamente operazioni bancarie o trasferimenti di denaro. In caso di dubbi, è sempre opportuno interrompere la comunicazione e contattare direttamente i numeri ufficiali.</strong></p>
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		<item>
		<title>Assemblea gremita per dire no al CPR</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/assemblea-gremita-per-dire-no-al-cpr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 13:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1200" height="1600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa.jpeg 1200w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa-450x600.jpeg 450w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa-768x1024.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa-1152x1536.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
<p>Una mobilitazione corale e determinata quella che si è sprigionata ieri presso il Centro Comunitario &#8220;San Daniele Comboni&#8221;. Un’assemblea affollata ha riunito cittadini, migranti, associazioni locali e realtà provenienti da Caserta, Napoli, Potenza e Roma, tutti uniti da un unico obiettivo: impedire la costruzione del CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) a Castel Volturno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1200" height="1600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa.jpeg 1200w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa-450x600.jpeg 450w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa-768x1024.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Leda-Tonziello-_-Elsa-1152x1536.jpeg 1152w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div><p>Una mobilitazione corale e determinata quella che si è sprigionata ieri presso il Centro Comunitario &#8220;San Daniele Comboni&#8221;. Un’assemblea affollata ha riunito cittadini, migranti, associazioni locali e realtà provenienti da Caserta, Napoli, Potenza e Roma, tutti uniti da un unico obiettivo: impedire la costruzione del CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) a Castel Volturno e in tutta la Campania. </p>
<p>Il confronto ha visto la partecipazione attiva di sigle sindacali come FLAI- CGIL, attivisti di PD e AvS, e rappresentanti degli allevatori. La discussione ha ribadito la necessità di una rete unitaria che rifiuti il modello detentivo – definito dai presenti un vero e proprio &#8220;Lager di Stato&#8221; – per puntare a politiche di regolarizzazione, inclusione, accoglienza e risanamento del territorio.</p>
<p>Un punto centrale è stata la difesa dell&#8217;ambiente: sono state raccolte numerose adesioni al manifesto per l’istituzione di una Zona di Protezione Ambientale nell&#8217;area umida &#8220;La Piana&#8221; , promossa dall’associazione Elsa Ets e ASOIM, terreno demaniale attualmente individuato per la costruzione della struttura.</p>
<p>L’assemblea ha richiamato alla memoria il fallimentare tentativo del 2011 presso la ex Caserma Andolfato di Santa Maria Capua Vetere, conclusosi con proteste e azioni legali contro i vertici istituzionali. Oggi, la strategia si articola su più livelli: incontri e azioni comunicative per sensibilizzare la popolazione e i migranti; mobilitazione nazionale per ribaltare il modello di criminalizzazione dei migranti; appello alle istituzioni locali, con l&#8217;invito del Comune di Castel Volturno a prendere una posizione netta e a convocare con urgenza un Consiglio Comunale aperto.</p>
<p>Tutte le iniziative convergeranno nell’incontro pubblico convocato per il 30 maggio alle ore 10:00 presso il Centro Fernandes, promosso dal Vescovo Lagnese. L’obiettivo è ambizioso ma fermo: impedire che in Campania sorga un luogo di privazione della libertà per persone che non hanno commesso reati, ma che sono vittime di leggi che rendono precario il soggiorno e favoriscono l’invisibilità.</p>
<p>Leda Tonziello, Presidente dell’Associazione Elsa ETS, a margine dell&#8217;incontro ha dichiarato: &#8220;La costruzione del CPR non ha nulla a che fare con la sicurezza o il contrasto della criminalità; è, al contrario, un monumento all’inefficacia delle politiche migratorie attuali. Come Associazione Elsa ETS, ribadiamo che la vera sicurezza si costruisce solo attraverso il riscatto sociale, la fuoriuscita dallo sfruttamento e l&#8217;accesso ai diritti fondamentali. A questo si lega indissolubilmente la tutela della nostra terra: cementificare un&#8217;area di pregio come &#8216;La Piana&#8217; per costruire un luogo di detenzione è un doppio schiaffo al territorio. Difendere l&#8217;ambiente e la biodiversità di quest&#8217;area umida significa difendere la salute e il futuro della nostra comunità; non possiamo permettere che un patrimonio naturale collettivo venga sacrificato in nome dell&#8217;emarginazione e di logiche puramente repressive. Inoltre, la realizzazione di questa struttura comporterebbe un danno incalcolabile all&#8217;immagine di Castel Volturno: dopo anni di duro lavoro da parte delle associazioni per riscattare questi luoghie proporre una narrazione diversa, il rischio è quello di fare un salto nel passato, tornando a far parlare della nostra città solo attraverso stereotipi e lo stigma dei &#8216;suoi neri&#8217;, cancellando i percorsi di dignità faticosamente costruiti.&#8221;</p>
<p>Le reti solidali locali, che da anni lavorano a Castel Volturno, dimostrano nel concreto che l&#8217;alternativa è possibile.</p>
<p>La sicurezza nasce dall&#8217;integrazione e dalla lotta alla povertà, non dalla segregazione. Da Castel Volturno parte oggi la sfida per scrivere una storia di diritti e di dignità, fermando la logica della violenza istituzionale.</p>
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		<item>
		<title>Don Patriciello inaugura l’aiuola al piccolo Giuseppe, vittima della vendetta trasversale della mafia</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/don-patriciello-inaugura-laiuola-al-piccolo-giuseppe-vittima-della-vendetta-trasversale-della-mafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 13:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1920" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-scaled.jpg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-600x450.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-768x576.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-1536x1152.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-2048x1536.jpg 2048w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
<p>Articolo della Maestra senza penna Nella villa comunale di Marzano Appio nella mattinata dell’8 Maggio 2026 una candida manina ha scoperto il grappo rosso che celava la pietra con l’epigrafe dedicata a Giuseppe Di Matteo, vittima trasversale della mafia. Sono presenti gli alunni e le insegnanti della scuola secondaria di primo grado del luogo, persone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1920" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-scaled.jpg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-600x450.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-768x576.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-1536x1152.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-2048x1536.jpg 2048w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/1778253129145-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div><p>Articolo della Maestra senza penna<br />
Nella villa comunale di Marzano Appio nella mattinata dell’8 Maggio 2026 una candida manina ha scoperto il grappo rosso che celava la pietra con l’epigrafe dedicata a Giuseppe Di Matteo, vittima trasversale della mafia.<br />
Sono presenti gli alunni e le insegnanti della scuola secondaria di primo grado del luogo, persone comuni, autorità, amministratori comunali, carabinieri, polizia municipale e protezione civile del posto. Le parole sincere degli scolari, del sindaco di Marzano Appio, Andrea Terranova, del parroco don Vittorio Marra. Ma è don Murizio Patriciello a suscitare la commozione di tutti i presenti con il racconto circostanziato del rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo ed ex mafioso, la prigionia di 779 giorni, l’omicidio di Giuseppe prima del sedicesimo compleanno e il suo corpo disciolto nell’acido (guarda il video). Ma non termina qui l’intervento di don Maurizio, il suo proposito: “Caro Giuseppe se non avrai avuto una tomba, avrai mille luoghi che parleranno di te, e diecimila ragazzi che parleranno di te!” Il monito ai giovani: “Ragazzi se dimentichiamo la storia, la storia si ripete.” Le sue riflessioni che riguardano le problematiche attuali di tutto il Meridione e non solo: “Un Garibaldi in meno, non ci farebbe male, e un Giuseppe in più!” “Ma che sta succerenne int sta terra nostra?!” “Denunciamo il male per nostalgia del bene.” “La mafia va dove ci sono i soldi.”  </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Napoli, rissa tra immigrati a Porta Capuana: muore 32enne del Burkina.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/napoli-rissa-tra-immigrati-a-porta-capuana-muore-32enne-del-burkina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Peppe Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 22:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Burkina]]></category>
		<category><![CDATA[porta capuana]]></category>
		<category><![CDATA[Rissa]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1200" height="600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/polizia-stato.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/polizia-stato.jpg 1200w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/polizia-stato-600x300.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/polizia-stato-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
<p>Ancora sangue e violenza nella zona della ferrovia di Napoli. Un uomo di 32 anni, originario del Burkina Faso, è morto in serata a causa delle gravi ferite riportate durante una violenta rissa scoppiata nel pomeriggio di domenica nell’area di Porta Capuana. Il 32enne era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Vecchio Pellegrini in codice rosso. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1200" height="600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/polizia-stato.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/polizia-stato.jpg 1200w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/polizia-stato-600x300.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/polizia-stato-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div><p>Ancora sangue e violenza nella zona della ferrovia di Napoli. Un uomo di 32 anni, originario del Burkina Faso, è morto in serata a causa delle gravi ferite riportate durante una violenta rissa scoppiata nel pomeriggio di domenica nell’area di Porta Capuana. Il 32enne era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Vecchio Pellegrini in codice rosso. Le sue condizioni erano apparse fin da subito disperate e, nonostante i tentativi dei medici, l’uomo è deceduto poche ore dopo il ricovero. Secondo una prima ricostruzione, la lite sarebbe degenerata tra più cittadini extracomunitari, provocando momenti di forte tensione e panico nella zona. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato con numerose pattuglie per riportare la calma e contenere la rabbia dei presenti. Gli agenti hanno inoltre fermato il presunto aggressore, un cittadino tunisino di 58 anni, regolare sul territorio italiano, che nel frattempo si era barricata all’interno di un bar della zona per sfuggire alla furia dei presenti. Sono in corso le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e le responsabilità delle  persone coinvolte nella rissa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Forbici dimenticate nell’addome dopo un intervento: operata una donna a Napoli</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/forbici-dimenticate-nelladdome-dopo-un-intervento-operata-una-donna-a-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Peppe Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 22:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Addome]]></category>
		<category><![CDATA[Forbici]]></category>
		<category><![CDATA[intervento]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="600" height="400" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/depositphotos_15791369-stock-photo-surgical-instruments-in-operation-room.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div>
<p>Una donna di Napoli è stata sottoposta a un nuovo intervento chirurgico per rimuovere una pinza chirurgica dimenticata nell’addome durante un’addominoplastica eseguita sette mesi fa. La scoperta è arrivata dopo mesi di dolori e complicazioni che, secondo quanto denunciato dai familiari, sarebbero stati inizialmente attribuiti a normali conseguenze post-operatorie. Racconta la figlia: “La mamma non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="600" height="400" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/depositphotos_15791369-stock-photo-surgical-instruments-in-operation-room.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></div><p>Una donna di Napoli è stata sottoposta a un nuovo intervento chirurgico per rimuovere una pinza chirurgica dimenticata nell’addome durante un’addominoplastica eseguita sette mesi fa. La scoperta è arrivata dopo mesi di dolori e complicazioni che, secondo quanto denunciato dai familiari, sarebbero stati inizialmente attribuiti a normali conseguenze post-operatorie. Racconta la figlia: “La mamma non è mai stata bene dopo l’intervento dello scorso ottobre. Siamo tornati più volte dal medico, ma ci veniva detto che era tutto normale. Nessuno ci ha consigliato una Tac o un’ecografia”. I sintomi sarebbero stati trattati soltanto con antibiotici e controlli di routine. Con il peggiorare delle condizioni della donna, i familiari hanno deciso di rivolgersi autonomamente ad altri specialisti. Una Tac ha così rivelato la presenza delle forbici chirurgiche dimenticate nell’addome. Pare che il chirurgo che aveva eseguito la prima operazione avrebbe proposto di intervenire personalmente per la rimozione dello strumento, ma la famiglia per paura ha rifiutato e che l’intervento per estrarre la pinza è stato poi effettuato con successo in un’altra struttura sanitaria. “Dopo sette mesi è un miracolo che mamma ce l’abbia fatta”, ha dichiarato la figlia.</p>
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		<title>Hearth S.r.l. Società Benefit si racconta.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/hearth-s-r-l-societa-benefit-si-racconta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 15:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[BES ed ESG]]></category>
		<category><![CDATA[Hearth]]></category>
		<category><![CDATA[Incubatore6]]></category>
		<category><![CDATA[QR]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2078" height="1116" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-10-alle-16.52.30.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-10-alle-16.52.30.png 2078w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-10-alle-16.52.30-600x322.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-10-alle-16.52.30-768x412.png 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-10-alle-16.52.30-1536x825.png 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-10-alle-16.52.30-2048x1100.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 2078px) 100vw, 2078px" /></div>
<p>Per BelvedereNews abbiamo intervistato Massimiliano Imbimbo di Hearth. Nella discussione è emersa la grande capacità di rigenerazione sociale della SRL e l&#8217;impegno nel catalizzare i processi di innovazione. 1) Parlaci di Hearth. Hearth è una Società Benefit nata per risolvere un problema molto concreto: i territori hanno contenuti ovunque, ma raramente hanno un sistema. Foto, [&#8230;]</p>
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<p align="justify"><span style="color: #0b0b0b"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>1) Parlaci di Hearth.</b></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #2d2d2d"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Hearth è una Società Benefit nata per risolvere un problema molto concreto: i territori hanno contenuti ovunque, ma raramente hanno un sistema. Foto, video, racconti, eventi, prodotti tipici, attività locali e memorie di comunità esistono già, ma sono dispersi tra social, vecchi siti, materiali delle Pro Loco, chat, cartelle e iniziative isolate. <a href="https://www.facebook.com/Hearth.Culture">Hearth</a> prende questo patrimonio e lo trasforma in una base digitale viva: contenuti prodotti sul campo, organizzati in schede, guide, mappe, QR, portali e strumenti riutilizzabili da Comuni, operatori e partner. Non siamo una semplice agenzia di comunicazione: costruiamo infrastruttura leggera per rendere un territorio leggibile, raccontabile e attivabile.</i></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0b0b0b"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>2) Qual è la vostra mission?</b></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #2d2d2d"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>La nostra missione è dare ai territori una memoria digitale ordinata, aggiornata e utile. Vogliamo evitare che ogni progetto turistico, culturale o promozionale riparta sempre da zero. Un Comune non dovrebbe ricostruire ogni volta testi, foto, schede, itinerari e materiali per bandi o portali; dovrebbe avere una base stabile da cui partire. Hearth lavora per questo: mappare luoghi, persone, prodotti ed eventi; produrre contenuti autentici; organizzarli in una piattaforma; renderli utilizzabili nel tempo. Il risultato non è solo maggiore visibilità: è maggiore capacità di valorizzare.</i></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0b0b0b"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>3) È interessante l’operazione di “evangelizzazione” rispetto al cambio di rotta sui criteri ESG. Hearth prosegue la sua inversione di tendenza nell’instillare consapevolezza nell’operato quotidiano aziendale rispetto al contesto territoriale. È un’operazione che avviene con facilità oppure riscontrate molta resistenza al cambiamento?</b></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #2d2d2d"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>La resistenza c’è, ma spesso non nasce da mancanza di sensibilità. Nasce da abitudine. Per anni la valorizzazione territoriale è stata trattata come una somma di campagne: un evento, un post, una brochure, un video, un sito rifatto ogni tanto. Il cambio vero è far capire che il territorio non va solo comunicato, va strutturato. In ottica ESG questo è centrale: un’impresa, un operatore turistico o un ente non genera valore solo quando promuove sé stesso, ma quando contribuisce a rendere più leggibile il contesto in cui opera. Quando spieghiamo che ogni contenuto può diventare patrimonio condiviso — utile al Comune, agli operatori, ai cittadini, ai visitatori e ai progetti futuri — la resistenza si abbassa. Il punto non è chiedere più impegno: è mostrare che l’impegno può diventare un asset duraturo.</i></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0b0b0b"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>4) Oltre agli interventi in ambito privato siete chiamati anche a lavorare in contesti strategico-politici. Come vi ponete in questo ambito?</b></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #2d2d2d"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Con un approccio tecnico, non ideologico. Lavorare con Comuni, enti territoriali, GAL, operatori e amministrazioni significa prima di tutto ascoltare, ordinare e trasformare patrimoni spesso frammentati in strumenti utilizzabili. Noi non sostituiamo la visione politica di un territorio e non imponiamo una narrazione dall’esterno. Costruiamo una base: luoghi mappati, persone raccontate, prodotti resi visibili, eventi organizzati, QR attivabili, guide e materiali pronti. Poi questa base può sostenere politiche turistiche, culturali, commerciali e di sviluppo locale. In questo senso Hearth è un abilitatore: mette ordine dove oggi spesso c’è dispersione.</i></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0b0b0b"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>5) È davvero una missione importante quella di Hearth, che ricopre una posizione importante nei confronti di un futuro migliore?</b></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #2d2d2d"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Sì, se togliamo retorica alla parola “futuro”. Il futuro dei territori non si costruisce solo con grandi opere o campagne occasionali. Si costruisce anche con strumenti semplici, continui e ben mantenuti: una scheda aggiornata, un QR che porta a contenuti veri, una guida digitale che racconta non solo monumenti ma persone, mestieri, prodotti, stagioni. Nei borghi, nelle aree interne e anche nelle città d’arte, il rischio non è solo perdere visitatori: è perdere memoria organizzata. Hearth lavora su questo punto. Rendere un territorio leggibile significa renderlo più forte, più accessibile e più capace di generare economie locali.</i></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0b0b0b"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>7) Cosa dobbiamo aspettarci in futuro? Come lo immaginate come momento storico?</b></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #2d2d2d"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Siamo in un momento in cui i territori non possono più permettersi contenuti dispersi. La competizione turistica è cresciuta, i visitatori cercano esperienze autentiche, gli operatori hanno bisogno di visibilità qualificata e i Comuni devono avere materiali pronti per portali, bandi, accoglienza e promozione. Il futuro non sarà fatto solo da grandi destinazioni, ma da territori capaci di organizzare la propria identità in modo accessibile e aggiornabile. Immaginiamo una valorizzazione più continua, meno episodica: non il video bello che dura una settimana, ma una base digitale che resta, cresce e viene riutilizzata.</i></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0b0b0b"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>8) Strategicamente come affronterete le nuove scommesse progettuali?</b></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #2d2d2d"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Con un modello chiaro: attivazione iniziale e aggiornamento nel tempo. Prima costruiamo il nucleo digitale del territorio: mappatura, contenuti, schede, archivio, prima pubblicazione. Poi lo manteniamo vivo: nuove uscite, aggiornamenti, eventi, operatori, materiali e strumenti da riutilizzare. La nostra sfida strategica è scalare questo metodo su territori diversi — isole, borghi, aree interne, città d’arte — senza perdere autenticità. Per farlo lavoriamo su tre leve: una rete di fotografi ed esploratori locali, una piattaforma digitale che organizza i contenuti, e partnership con Comuni, enti e operatori turistici.</i></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0b0b0b"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>9) Fate parte del “vivaio” Incubatore6? Qual è il vostro rapporto professionale?</b></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #2d2d2d"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Il rapporto con <a href="https://www.facebook.com/SEIVentures">Incubatore6</a> è importante perché ci colloca dentro un ecosistema che lavora sullo sviluppo d’impresa e sul rilancio dei territori, in particolare delle aree interne. Per Hearth questo non è un dettaglio: significa confrontarsi con progettualità reali, bisogni pubblici, imprese locali, amministrazioni e percorsi di crescita. Incubatore6 rappresenta un contesto utile per trasformare l’idea in modello operativo, e il modello operativo in progetti concreti. La nostra ambizione è portare nei territori strumenti che restano: non solo comunicazione, ma capacità organizzata di valorizzare.</i></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0b0b0b"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>Grazie Hearth.</b></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #2d2d2d"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Grazie a voi.</span></span></span></p>
<div style="width: 752px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-349176-1" width="752" height="464" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/VIDEO-2026-05-08-15-44-00.mp4?_=1" /><a href="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/VIDEO-2026-05-08-15-44-00.mp4">https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/VIDEO-2026-05-08-15-44-00.mp4</a></video></div>
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		<title>Teatro Plauto di San Nicola la Strada, Biagio Izzo direttore artistico</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/teatro-plauto-di-san-nicola-la-strada-biagio-izzo-direttore-artistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mario De Nardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 13:21:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1428" height="1071" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1.jpg 1428w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1-600x450.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1-768x576.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 1428px) 100vw, 1428px" /></div>
<p>SAN NICOLA LA STRADA – Una nuova pagina si apre per il Teatro Plauto. Ad annunciarlo è stato il sindaco di San Nicola la Strada attraverso un post pubblicato sulla propria pagina Facebook, nel quale ha comunicato l’affidamento della gestione della struttura alla società “Ufficio K”, realtà con oltre vent’anni di esperienza nel settore della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1428" height="1071" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1.jpg 1428w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1-600x450.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1-768x576.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/692847167_1563598615768799_8028903419316866390_n-1-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 1428px) 100vw, 1428px" /></div><p>SAN NICOLA LA STRADA – Una nuova pagina si apre per il Teatro Plauto. Ad annunciarlo è stato il sindaco di San Nicola la Strada attraverso un post pubblicato sulla propria pagina Facebook, nel quale ha comunicato l’affidamento della gestione della struttura alla società “Ufficio K”, realtà con oltre vent’anni di esperienza nel settore della musica, dell’arte e dello spettacolo.</p>
<p>La decisione arriva al termine di un lungo percorso segnato da contenziosi, dallo stop imposto dalla pandemia e da due successive gare d’appalto. Un iter complesso che, finalmente, ha portato alla riapertura di prospettive importanti per uno dei punti culturali più significativi della città.</p>
<p>Durante la conferenza stampa di presentazione, è stato annunciato anche il nome del direttore artistico: sarà il noto attore e comico napoletano Biagio Izzo a guidare il progetto culturale del Teatro Plauto. L’artista ha illustrato le future attività e le collaborazioni che coinvolgeranno il tessuto associativo locale, con l’obiettivo di trasformare il teatro in un punto di riferimento per la cultura e lo spettacolo sul territorio.</p>
<p>“È una scommessa – ha dichiarato Biagio Izzo – ci ho messo la faccia e sono convinto che sarà un successo”.</p>
<p>Parole che trasmettono entusiasmo e fiducia per un progetto che punta a rilanciare la vita culturale di San Nicola la Strada, offrendo nuove opportunità artistiche e aggregative alla cittadinanza.</p>
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		<title>Vandali distruggono la panchina punto d&#8217;incontro del centro storico</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/vandali-distruggono-la-panchina-punto-dincontro-del-centro-storico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Grimaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 12:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1512" height="1512" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/7f5de2ed-c863-46db-9f26-57cb897e39b2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/7f5de2ed-c863-46db-9f26-57cb897e39b2.jpeg 1512w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/7f5de2ed-c863-46db-9f26-57cb897e39b2-600x600.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/7f5de2ed-c863-46db-9f26-57cb897e39b2-150x150.jpeg 150w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/7f5de2ed-c863-46db-9f26-57cb897e39b2-768x768.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1512px) 100vw, 1512px" /></div>
<p>Maddaloni (CE) &#8211; Un atto vandalico che non ha giustificazioni e che quasi sicuramente resterà impunito perché sarà difficile rintracciare  chi questa notta ha sfasciato la panchina davanti alla chiesa di santa Margherita. Una panchina fortemente voluta dalla comunità e dal quartiere, che nel tempo è diventata punto di incontro di parrocchiani e residenti. Un [&#8230;]</p>
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Stamattina l&#8217;amara sorpresa. La panchina non esiste più. È solo legna e metallo da discarica. Per un atto vandalico gratuito che ferisce e amareggia.</p>
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		<title>La Fondazione Cultura &#038; Innovazione protagonista a “ORIENTAlife – La Scuola Orienta per la Vita”</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/la-fondazione-cultura-innovazione-protagonista-a-orientalife-la-scuola-orienta-per-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 15:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="559" height="559" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/976313a6-df4f-488b-aa47-e626b2eb2382.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/976313a6-df4f-488b-aa47-e626b2eb2382.jpeg 559w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/976313a6-df4f-488b-aa47-e626b2eb2382-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 559px) 100vw, 559px" /></div>
<p>&#160; Conclusa con successo la partecipazione al grande evento dedicato all’orientamento scolastico e professionale NAPOLI – Si è conclusa con grande partecipazione ed entusiasmo l’esperienza della Fondazione Cultura &#38; Innovazione all’interno di “ORIENTAlife – La Scuola Orienta per la Vita”, la manifestazione promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania in collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia, [&#8230;]</p>
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<p>Conclusa con successo la partecipazione al grande evento dedicato all’orientamento scolastico e professionale<br />
NAPOLI – Si è conclusa con grande partecipazione ed entusiasmo l’esperienza della Fondazione Cultura &amp; Innovazione all’interno di “ORIENTAlife – La Scuola Orienta per la Vita”, la manifestazione promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania in collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia, Regione Campania, Confindustria Campania e INAIL Campania, ospitata dal 5 al 7 maggio 2026 presso Villa Doria d’Angri a Napoli.<br />
Nel corso delle tre giornate, la Fondazione Cultura &amp; Innovazione ha preso parte attivamente alle iniziative dedicate all’orientamento dei giovani, contribuendo al confronto tra scuola, università, imprese e territorio attraverso momenti di dialogo, approfondimento e networking.<br />
L’evento ha registrato numeri importanti, coinvolgendo circa 600 scuole secondarie di I e II grado della Campania, oltre 3.800 docenti e circa 195.000 studenti, confermandosi come uno dei principali appuntamenti regionali dedicati all’orientamento formativo e professionale.<br />
La partecipazione della Fondazione ha rappresentato un’importante occasione per promuovere i temi della cultura, dell’innovazione e delle competenze del futuro, con particolare attenzione alla crescita personale e professionale delle nuove generazioni. Durante la manifestazione, studenti e docenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con esperti, aziende, enti di formazione e professionisti del settore, approfondendo le nuove prospettive offerte dal mondo del lavoro, dell’innovazione tecnologica e delle professioni emergenti. Particolarmente significativa è stata la collaborazione con le realtà istituzionali e produttive presenti all’evento, che ha consentito di valorizzare il ruolo della scuola come luogo centrale per la crescita delle competenze, l’orientamento consapevole e l’inclusione. La positiva esperienza maturata nel corso di ORIENTAlife 2026 conferma l’importanza di fare rete tra istituzioni, scuole, università, imprese e fondazioni per accompagnare i ragazzi nella costruzione di un futuro professionale consapevole e competitivo.<br />
“Partecipare a ORIENTAlife significa investire concretamente nel futuro dei giovani e contribuire alla costruzione di un ecosistema educativo sempre più aperto al dialogo con il mondo delle professioni e dell’innovazione. La scuola, oggi più che mai, deve essere un luogo capace di accompagnare i ragazzi nella scoperta delle proprie attitudini e nella costruzione consapevole del proprio percorso umano e professionale”, dichiara il Presidente della Fondazione Cultura &amp; Innovazione, Riccardo Iuzzolino. “La Fondazione Cultura &amp; Innovazione rinnova il proprio impegno a sostegno di iniziative che favoriscano la formazione, l’occupabilità e la valorizzazione dei talenti, promuovendo percorsi in grado di avvicinare sempre più i giovani ai temi della cultura digitale, della sostenibilità e dell’innovazione sociale”, ha concluso Iuzzolino.</p>
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		<title>HANDLAB un laboratorio al servizio del Made in Italy</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/handlab-un-laboratorio-al-servizio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 09:53:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[MODA]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Belle Arti di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion Design]]></category>
		<category><![CDATA[HANDLAB]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Elefante.]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1438" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-scaled.jpg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-600x337.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-768x431.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-1536x863.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-2048x1151.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
<p>Per BelvedereNews abbiamo intervistato Jacopo Elefante.  1) Parlaci un po&#8217; di te Jacopo Elefante. Sono classe ’90 e credo di aver incontrato la creatività molto prima di riuscire a darle un nome. Sono cresciuto dentro l’arte: mio padre è un pittore e, fin da bambino, la pittura e il disegno sono stati parte del mio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="2560" height="1438" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-scaled.jpg 2560w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-600x337.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-768x431.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-1536x863.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/86855b2b-d530-43a5-9dad-e36c67d91f31-2048x1151.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Per BelvedereNews abbiamo intervistato Jacopo Elefante. </span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">1) Parlaci un po&#8217; di te Jacopo Elefante.</span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Sono classe ’90 e credo di aver incontrato la creatività molto prima di riuscire a darle un nome. Sono cresciuto dentro l’arte: mio padre è un pittore e, fin da bambino, la pittura e il disegno sono stati parte del mio quotidiano. Li ho scoperti a pochi anni, quasi come un linguaggio naturale, qualcosa che non aveva bisogno di spiegazioni. Prima ancora di capire cosa fosse il design, avevo già capito che esisteva un modo diverso di guardare le cose, di interpretarle e di trasformarle.</span></span></em></p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-349017 alignleft" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072-503x600.jpg" alt="" width="367" height="438" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072-503x600.jpg 503w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072-768x917.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072-1286x1536.jpg 1286w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/b55aa143-261f-4fa7-af15-fd1d2b00e072.jpg 1320w" sizes="auto, (max-width: 367px) 100vw, 367px" /></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif">Accanto a questo, ho sempre avuto anche un amore profondo per la matematica e per l’astronomia: mondi apparentemente lontani dalla creatività, ma che in realtà mi hanno insegnato a osservare, a cercare connessioni, a dare un ordine alle idee e a guardare tutto da una prospettiva più ampia. Credo che la matematica sia una disciplina che contiene una grande creatività, perché dietro le formule, i numeri e le strutture esiste sempre un modo di immaginare il mondo, di leggerlo e, in qualche modo, di reinventarlo. Il design, però, è sempre stato ciò che mi ha dato la spinta più forte. Da ragazzo sognavo di diventare designer, anche se credo di aver sempre cercato una strada tutta mia. Forse la sto cercando ancora oggi, ed è proprio per questo che continuo a sentirmi attratto da ciò che non conosco, da tutto quello che mi mette nella condizione di imparare, cambiare punto di vista e rimettermi in discussione. Il Graphic Design è stato il mio primo vero incontro con il lavoro, dopo il percorso di laurea all’Accademia di Belle Arti. Ho iniziato nelle aziende di abbigliamento, prima negli uffici stile e poi nei dipartimenti marketing. In seguito ho lavorato come grafico pubblicitario in diverse agenzie, fino ad arrivare, nel 2014, ad avviare la mia agenzia di comunicazione insieme ai miei soci. Avevo 24 anni e tanta voglia di costruire qualcosa che mi somigliasse. In tutto il mio percorso ho sempre cercato ciò che mi faceva stare bene. Ho sempre vissuto il lavoro anche come un gioco: qualcosa che richiede impegno, responsabilità e visione, ma che deve conservare una parte di entusiasmo, di leggerezza, di scoperta. Fino ad oggi posso dire di essermi divertito nel farlo, e credo sia una grande fortuna. Da poco ho intrapreso anche un nuovo percorso: insegno all’Accademia di Belle Arti di Napoli, nel corso di Fashion Design. È un’esperienza che sento molto preziosa, perché mi permette di restituire qualcosa del mio percorso, ma anche di continuare a imparare attraverso lo sguardo dei ragazzi, le loro domande, la loro energia e il loro modo diverso di immaginare il futuro.</span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">2) Come nasce il tuo rapporto con il design?</span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il mio rapporto con il design nasce, prima di tutto, dalla curiosità. Da bambino ero ossessionato dagli oggetti: volevo capire come fossero fatti, da dove nascessero, cosa ci fosse dietro la loro forma e soprattutto come funzionassero. Questa curiosità, a volte, diventava quasi incontrollabile. Aprivo i giocattoli, li smontavo, cercavo di entrare dentro le cose per capirle davvero. Una volta, mentre i miei genitori erano usciti e io ero a casa con mio fratello, arrivai perfino ad aprire la televisione. Al loro ritorno la trovarono smontata. A pensarci oggi sembra assurdo, ma per me era semplicemente il modo più diretto per rispondere a una domanda: “cosa c’è dentro?”. Crescendo, quella curiosità si è spostata dagli oggetti alle aziende. Da adolescente ho iniziato a interessarmi a come funzionassero i brand, a come nascessero i prodotti, a quali processi ci fossero dietro una scelta, una forma, un’esperienza. Questo percorso mi ha accompagnato fino alla tesi di laurea, che ho dedicato al concept store di Apple e a come quel modello avesse cambiato l’approccio alla vendita, trasformando il rapporto tra consumatore e prodotto. In quel momento ho capito una cosa che per me è ancora fondamentale: il design non riguarda solo l’estetica di un prodotto, ma il modo in cui quel prodotto funziona, comunica, viene vissuto. Il design può orientare le scelte, modificare il modo in cui ci avviciniamo a qualcosa, creare una relazione tra le persone e ciò che hanno davanti. Da lì la mia attenzione si è spostata sempre di più verso la comunicazione, la pubblicità e il graphic design. Ho iniziato a vedere il design non soltanto come forma, ma come linguaggio: uno strumento capace di costruire significato, generare desiderio e cambiare la percezione delle cose.</span></span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">3) Come nasce HANDLAB AGENCY?</span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Oggi, quando ripenso a tutto quello che c’è dietro <a href="https://www.facebook.com/handlabagency">HANDLAB</a>, la prima cosa che mi viene da dire è che non è stato facile. Ma è stato, ed è ancora, qualcosa di incredibile. HANDLAB nasce da un sogno condiviso, mio e di Cristiana, con l’aiuto di Francesco, i miei soci. A un certo punto abbiamo deciso di lasciarci tutto alle spalle e provare a costruire qualcosa chef osse davvero nostro: non solo un’agenzia, ma un modo di intendere il lavoro, la creatività e la comunicazione. Siamo partiti da una piccola scrivania. All’inizio ci occupavamo soprattutto di piccole campagne pubblicitarie per brand di abbigliamento, un settore che conoscevamo bene e che ci ha permesso di mettere insieme visione creativa, sensibilità estetica e concretezza. Poi, passo dopo passo, i servizi si sono ampliati: produzioni foto e video, web design, grafica pubblicitaria, strategie marketing, social media marketing, branding, content creation, campagne ADV, direzione creativa, consulenza strategica e progetti digitali più complessi. La cosa bella è che HANDLAB è cresciuta insieme a noi. Ogni progetto, ogni cliente, ogni errore e ogni intuizione hanno contribuito a darle una forma più precisa. Oggi facciamo parte di un gruppo più grande che lavora in tre ambiti principali della comunicazione: agenzia pubblicitaria, digital marketing e media. Anche il team è cresciuto molto: abbiamo una squadra interna di oltre 15 persone e, considerando freelance e collaboratori esterni, lavoriamo con una rete molto più ampia di professionisti. Seguiamo brand nazionali e internazionali, e questa è una delle cose che mi rende più orgoglioso. Penso, ad esempio, ad aziende con sede in Inghilterra che hanno scelto un’agenzia di Napoli per gestire la loro comunicazione in Europa. Per me questo ha un valore enorme, perché dimostra che la qualità, la visione e la capacità di costruire relazioni solide possono superare qualsiasi confine geografico. Oggi HANDLAB continua a evolversi. Il nostro obiettivo è crescere ancora, espanderci, ma senza perde re l’identità con cui siamo nati. Stiamo integrando sempre di più le nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale, sia nei processi strategici sia nella generazione di immagini, video e contenuti. Credo che il futuro della comunicazione sarà sempre più ibrido: fatto di creatività umana, visione, dati, tecnologia e capacità di interpretare il cambiamento. Per me HANDLAB resta questo: una piccola grande avventura nata da una scrivania, diventata nel tempo una squadra, un progetto, una casa creativa. E forse la parte più bella è sapere che abbiamo ancora tantissimo da costruire.</span></span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">4) In che modo l’intelligenza artificiale sta trasformando il tuo lavoro e, più in generale, il settore della comunicazione e della creatività?</span></span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">L’intelligenza artificiale sta avendo un impatto enorme sul nostro lavoro, e credo che siamo solo all’inizio di questo cambiamento. È qualcosa che, inevitabilmente, sta riscrivendo le regole del settore, ma non nel senso di sostituire la creatività: piuttosto nel modo in cui la esprimiamo e la sviluppiamo. Nel nostro lavoro l’abbiamo vissuta prima come una curiosità, poi come uno strumento, e oggi sempre di più come una vera e propria alleata. Ci permette di velocizzare processi che prima richiedevano molto tempo, di esplorare più direzioni creative in meno tempo, di testare, sbagliare e migliorare con una rapidità che fino a qualche anno fa era impensabile. Allo stesso tempo, però, credo che abbia reso ancora più centrale il ruolo umano. Perché se è vero che oggi tutti hanno accesso agli stessi strumenti, la differenza non la fa più solo “saper fare”, ma saper pensare. Avere visione, gusto, capacità di interpretare unbrand, di costruire una strategia, di dare un senso a quello che si crea. In HANDLAB stiamo integrando sempre di più queste tecnologie, sia nella parte strategica che in quella produttiva, soprattutto nella generazione di immagini e video. Abbiamo anche sviluppato un nostro tool proprietario che integra oltre 18 sistemi di intelligenza artificiale diversi, con l’obiettivo di rendere questi processi più strutturati, veloci e consapevoli. Allo stesso tempo, credo che oggi la formazione abbia un ruolo fondamentale. I giovani devono essere messi fin da subito nelle condizioni di conoscere questi strumenti, capire come usarli davvero e come integrarli alle proprie capacità. Il futuro che vivranno sarà sempre più orientato verso un mondo fatto di macchine: per questo è importante che l’uomo resti protagonista, imparando a conoscerle e dominarle, senza fars i dominare. Credo che il futuro della comunicazione sarà proprio questo equilibrio: tra creatività e tecnologia, tra intuizione e dato, tra velocità e profondità. E per chi fa questo lavoro, è una sfida enorme, ma anche un’opportunità incredibile.</span></span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">5) Che consiglio daresti a un ragazzo che oggi vuole entrare in questo settore?</span></strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br /></span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il primo consiglio che darei è di non avere fretta di arrivare, ma di avere molta fame di capire. Questo è un settore in cui le cose cambiano continuamente, quindi più che inseguire una posizione, ha senso costruire una mentalità aperta, curiosa, pronta a evolversi. Direi anche di non fermarsi alla superficie. Oggi è facile imparare a usare uno strumento, ma la vera differenza la fa la capacità di pensare: capire perché si fanno certe scelte, come funziona un brand, cosa c’è dietro una campagna, quale logica guida una strategia. Il “come” è importante, ma il “perché” lo è molto di più. Un altro aspetto fondamentale è sperimentare. Provare, sbagliare, rifare. Non aspettare il progetto perfetto o il cliente giusto per iniziare. Anche i progetti personali hanno un valore enorme, perché sono quelli in cui costruisci davvero il tuo linguaggio. Questo è un percorso fatto di tempo, relazioni, fiducia. Non succede tutto subito, ma se costruisci qualcosa di autentico, prima o poi trova il suo spazio. Una grande volontà viene prima di un grande talento. E forse la cosa più importante: scegli questo lavoro solo se ti diverte davvero. Perché è un lavoro che richiede tanto, ma se riesci a viverlo con passione, riesce anche a restituirti molto.</span></span></em></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif">6) Progetti per il futuro?</span></strong></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">In realtà non sono una persona che vive proiettata troppo nel futuro. Non ho mai avuto un approccio rigido al “progettare” ogni cosa. Mi piace vivere il lavoro e la vita per quello che mi danno, momento per momento, cercando di cogliere le opportunità e di costruire strada facendo. Allo stesso tempo, però, ho una grande curiosità verso quello che verrà. Mi affascina capire come cambieranno le dinamiche, come evolverà il nostro settore, quali saranno i nuovi linguaggi, i nuovi strumenti, i nuovi modi di comunicare. Più che avere un piano preciso, ho una forte voglia di vedere il futuro arrivare. Di esserci dentro, di capirlo, di interpretarlo. Non vedo l’ora.</span></span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif">Grazie Jacopo.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif">Grazie a Voi.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-349015 alignleft" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-600x335.jpg" alt="" width="616" height="344" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-600x335.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-768x429.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-1536x857.jpg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/f2d9f59f-19ac-4336-ba90-93e8cb70ee22-2048x1143.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/handlab-un-laboratorio-al-servizio-del-made-in-italy/">HANDLAB un laboratorio al servizio del Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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