Don Patriciello inaugura l’aiuola al piccolo Giuseppe, vittima della vendetta trasversale della mafia

Articolo della Maestra senza penna
Nella villa comunale di Marzano Appio nella mattinata dell’8 Maggio 2026 una candida manina ha scoperto il grappo rosso che celava la pietra con l’epigrafe dedicata a Giuseppe Di Matteo, vittima trasversale della mafia.
Sono presenti gli alunni e le insegnanti della scuola secondaria di primo grado del luogo, persone comuni, autorità, amministratori comunali, carabinieri, polizia municipale e protezione civile del posto. Le parole sincere degli scolari, del sindaco di Marzano Appio, Andrea Terranova, del parroco don Vittorio Marra. Ma è don Murizio Patriciello a suscitare la commozione di tutti i presenti con il racconto circostanziato del rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo ed ex mafioso, la prigionia di 779 giorni, l’omicidio di Giuseppe prima del sedicesimo compleanno e il suo corpo disciolto nell’acido (guarda il video). Ma non termina qui l’intervento di don Maurizio, il suo proposito: “Caro Giuseppe se non avrai avuto una tomba, avrai mille luoghi che parleranno di te, e diecimila ragazzi che parleranno di te!” Il monito ai giovani: “Ragazzi se dimentichiamo la storia, la storia si ripete.” Le sue riflessioni che riguardano le problematiche attuali di tutto il Meridione e non solo: “Un Garibaldi in meno, non ci farebbe male, e un Giuseppe in più!” “Ma che sta succerenne int sta terra nostra?!” “Denunciamo il male per nostalgia del bene.” “La mafia va dove ci sono i soldi.”