Il periodico “Terra di lavoro” nel 1932 per celebrare il ricordo della “Marcia su Roma” così iniziava un entusiastico articolo: “Sera del 27 ottobre 1922. Piove a dirotto e il freddo umido, che penetra nelle ossa ha cacciato via dalla strada, anche il raro passante…”
Infatti, la sera del 27 ottobre a Caserta pioveva a dirotto, ma i giovani fascisti, nonostante le avversità del tempo, non restarono chiusi nelle proprie case, si erano dati appuntamento a Puccianiello, frazione del comune di Caserta, dove si era insediato il gruppo guidato dall’irreprensibile ed intransigente Aurelio Padovani.
A Puccianiello confluirono le varie legioni, quella ‘opicia’, quella ‘sannitica’, quella ‘irpina’. Ed i fascisti che già stavano a Puccianiello si mantenevano in stretto contatto con gli altri che negli stessi momenti stavano organizzando altri gruppi concentrantisi a Castel Morrone.
La colonna di Puccianiello fu tra le più importanti di quelle partecipanti alla “Marcia su Roma”. Nella borgata tifatina vi fu un notevole concentramento di fascisti, soprattutto di giovani, tutti desiderosi di dare una svolta alla politica nazionale, perché dal termine della cosiddetta ‘grande guerra’ tutta la popolazione, in particolare quella appartenente alle fasce sociali medio-basse, versava in disastrose condizioni socio-economiche, condizioni che, a detta di numerosi storici, hanno svolto proprio la funzione di levatrice del ‘movimento fascista’.
I fascisti da Puccianiello si trasferirono nel corso della notte alla stazione di Caserta, dove si ebbe un gravissimo episodio. Un giovane fascista, Marcello D’Ambrosa, della zona matesina, morì a causa dello scoppio di qualche bomba. Si è sempre detto e scritto che la morte del giovane fascista sia da ascrivere ai socialisti casertani, che avrebbero voluto opporsi all’ascesa del fascismo. In effetti, il giovane morì a causa dello scoppio delle bombe a mano che lui stesso portava nel suo tascapane.
Proprio a ricordo del notevole contributo alla “marcia” il fascismo appellò Puccianiello col nuovo nome di “Borgo 28 Ottobre”, nome che fu abolito all’indomani della seconda guerra mondiale, allorché l’amministrazione comunale di Caserta ripristinò l’antica storica denominazione. Gli abitanti di Puccianiello ricordano che la vecchia lapide in marmo, sostituita da una nuova, ma più piccola, oltre una ventina di anni fa, che riportava il nome “Circolo Unione”, circolo tuttora esistente a Puccianiello, aveva sul retro proprio il nome “Borgo 28 Ottobre”.