Dal 2027 via libera ai francesi sulle linee Alta velocità italiane.

Trenitalia ed Italo dovranno vedersela con i nuovi TGV francesi.

Entro il prossimo anno, il trasporto ferroviario Alta Velocità in Italia vedrà affacciarsi un nuovo competitor. Si tratta dei francesi di Sncf Voyages Italia, che hanno ottenuto la possibilità di concorrere al trasporto AV italiano. Da tempo i francesi avevano fatto richiesta, ma fino ad ora per una serie di cavilli non erano riusciti ad entrare nel trasporto italiano se non per la tratta Parigi – Milano.

 

Ora una sentenza dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, ha dato via libera al debutto di Sncf sui binari italiani e RFI sarà costretta come prima fase a concedere 13 tracce di andata e ritorno sulla nostra rete Alta Velocità. Il piano industriale dei francesi prevede di coprire con 15 elettrotreni, 9 andate e ritorno tra Torino e Napoli e 4 tra Torino e Venezia. I convogli che sfrecceranno sulle nostre reti avranno una capienza maggiorata rispetto ai corrispettivi di Italo e Trenitalia, saranno infatti, tutti a due piani, con l’intento di aumentare il numero di passeggeri per abbassare i costi di gestione e ridurre i prezzi dei biglietti. Ovviamente sarà una concorrenza Low Cost per accaparrarsi l’ultimo viaggiatore disponibile a viaggiare solo nel segno dello spostamento da A a B. La concorrenza secondo l’Antitrust potrebbe creare una beneficio in termini di riduzione dei prezzi di viaggio anche sulle attuali compagnie, staremo a vedere con quali vantaggi o rinunce dal punto di vista del comfort di viaggio.

Secondo l’autorità della concorrenza verrà adottata in via transitoria una disciplina a tutela del “nuovo entrante” e di quelli futuri, che acquisirebbero priorità nell’assegnazione di capacità disponibile o sottoutilizzata, così da favorire una crescita graduale e concreta dell’offerta verso i nuovi vettori. Intanto ai francesi verrà garantito di esercitare il trasporto AV per non meno di dieci anni. Questo al fine di garantire gli investimenti che il nuovo vettore farà in Italia. Sul lato economico, secondo uno studio realizzato dal centro di ricerca Green dell’Università Bocconi e citato dal Sole 24 Ore, la nuova compagnia di trasporto alta velocità, con un potenziale di viaggiatori intorno ai dieci milioni di unità annue potrebbe generare un investimento di oltre 480 milioni di euro l’anno, tra crescita del Pil, nuove entrate fiscali e risparmi per i viaggiatori. Inoltre si potrebbero generare oltre 4.000 nuovi posti di lavoro, sia come occupazione diretta che indiretta, ovviamente ben venga se questi 4.000 posti di lavoro non verranno sottratti alle due compagnie che stanno effettuando il servizio AV in questo momento.