L’evento – aperto dagli interventi introduttivi del presidente Cavaliere e di Chiara Roni (Segretario regionale SIFO per il Friuli Venezia Giulia) – ha visto la presenza e gli interventi non solo di esperti di farmacia ospedaliera, ma anche di Martina Pennisi (segretario della Società Italiana di Ematologia), di Lorenzo Gerratana (professore associato presso il Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine e dell’IRCCS CRO di Aviano, nonchè componente del Working Group AIOM Giovani) e Claudia Santini (AIFA), oltre che dell’esperto di medicina legale Rosario Barranco (INAIL Genova). Sullo sfondo dei lavori è rimasta la legge 648.96 che permette di erogare – appunto in forma di “uso speciale” – terapie farmacologiche a carico del SSN quando non vi è alternativa terapeutica valida, quando la commercializzazione di un farmaco è autorizzata in altri Stati ma non in Italia, farmaci non ancora autorizzati ma sottoposti a sperimentazione clinica o, infine, di medicinali da impiegare per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata.
Da ultimo: cosa si portano a casa, nella quotidianità professionale gli oltre cento partecipanti alla due giorni? Risponde Nicola Nigri (terzo coordinatore scientifico dell’evento): “Come farmacisti ospedalieri abbiamo uno slogan condiviso, che è cresci, condividi e impara. Ecco: sicuramente il confronto con i clinici ha permesso di capire qual è il loro punto di vista, ed anche loro hanno potuto capire qual è il nostro. Una parola chiave al centro di questo confronto è stata quella del tempo: il paziente ha bisogno nel tempo più breve possibile di una terapia a cui accedere. La cosa più rilevante che è emersa è stata la comprensione che noi come farmacisti ospedalieri ci poniamo come ponte tra il clinico, le direzioni ed il paziente. Il tutto per far si che il tempo – nel rispetto di tutte le considerazioni di sicurezza ed appropriatezza – sia sempre più contenuto”.