DISSERVIZI POSTALI. PROTESTANO SINDACI E PARLAMENTARI, OLTRE LA CISAS.

Caserta. Poste.  Dopo 3 settimane di blocco delle attività postali presso la sede SDA, società delle Poste di Milano, i circa 500 lavoratori hanno ripreso le attività per cui dovrebbe migliorare la lavorazione dei prodotti postali, ormai in preda a grossi disservizi.

Intanto, continuano in provincia di Caserta le proteste dei Sindaci e Cittadini per i disservizi causati da Poste Italiane per la mancata o ritardata consegna della corrispondenza. I cittadini non ne possono più dei notevoli e continui disservizi postali e la loro rabbia aumenta sempre di più, come ha potuto notare la Confederazione Cisas. Sull’argomento sono da registrare continuamente, oltre gli interventi di parecchi sindaci, anche alcune petizioni con firme raccolte nei Comuni maggiormente danneggiati. L’argomento è stato anche trattato in Parlamento a seguito di interrogazioni presentate da alcuni parlamentari casertani.

Dopo le numerose ed inutili segnalazioni, gli utenti delle Poste si stanno orientando a contestare le Poste Italiane come ebbero a fare nei riguardi di Equitalia, considerato il grave comportamento degli Uffici Postali. Con la pubblicità anche in Tv a favore del servizio BancoPosta, le Poste Italiane ormai hanno abbandonato quasi completamente il Servizio Corrispondenza, molto importante per gli italiani, causa sempre la mancata consegna della corrispondenza, che danneggia ormai tutti, come osserva la Cisas. Attualmente, la Corrispondenza viene prelevata dalle cassette postali solo raramente, mentre quella da consegnare, viene ricevuta mediamente una volta al mese, denuncia la Cisas, dopo aver monitorato la situazione.   Lo stesso discorso vale per le Raccomandate. Spesso, pur essendo i cittadini in casa, il postino si limita a lasciare velocemente un avviso per il ritiro presso gli Uffici Postali, come segnalato più volte  allo Sportello del Cittadino – Cisas. Le richieste di pagamento delle bollette Telefoniche, Acqua, Gas, ed Elettricità arrivano quasi sempre dopo le scadenze per cui gli utenti incolpevoli devono pagare anche le multe e le sanzioni per il ritardato pagamento.

In passato, la causa del mancato recapito della posta veniva giustificata per indirizzi non chiari nonostante che la corrispondenza avesse nominativi ed indirizzi ben precisi. Tanti anni fa, osserva la Cisas, la corrispondenza – pur essendo notevole e scritta a penna ed in modo non preciso – veniva sempre recapitata da umili postini. Ora – pur essendo la corrispondenza ridotta al minimo, causa la posta elettronica, smartphone e fax –  gli attuali portalettere, per lo più laureati assunti a tempo determinato, continuano a consegnare la tanto sospirata corrispondenza con notevole ritardo.

La Segreteria della Cisas chiede un maggior impegno ed un maggior controllo affinché la corrispondenza possa essere effettivamente recapitata ai cittadini senza i rituali ritardi.