FURIBONDA RISSA ALLA CAMERA

Coinvolto anche il deputato casertano Gimmi Cangiano

Coinvolgimento del deputato casertano

Gimmi Cangiano, parlamentare casertano appartenente a Fratelli d’Italia, è stato uno dei protagonisti della bagarre avvenuta alla Camera dei Deputati durante la discussione sul ddl Calderoli riguardante l’autonomia differenziata. Nelle immagini diffuse si vede chiaramente come Cangiano, presidente provinciale del partito di Giorgia Meloni, si sia scagliato contro il deputato del Movimento 5 Stelle Leonardo Donno per strappargli la bandiera dalle mani.

 

Gli eventi

Secondo quanto riportato da Fabio Salamida di Today, durante il dibattito, i deputati dell’opposizione hanno esposto il tricolore italiano come simbolo di unità nazionale per protestare contro il disegno di legge. Tutte le forze di opposizione hanno poi intonato l’inno di Mameli e “Bella Ciao”. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha denunciato che, mentre cantavano l’inno, alcuni deputati della Lega facevano il segno della X Mas, considerato un oltraggio alla Repubblica e alla bandiera. Successivamente, il leghista Domenico Furgiuele è stato espulso dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, per aver fatto il gesto della “X” con le braccia. Furgiuele ha giustificato il suo gesto dicendo che intendeva esprimere la sua disapprovazione per “Bella Ciao”.

 

 La rissa

La situazione è degenerata quando Leonardo Donno si è avvicinato ai banchi del governo con una bandiera italiana, gesto interpretato come provocazione. Ne è scaturita una rissa in cui Cangiano ha tentato di strappare la bandiera dalle mani di Donno. Marco Grimaldi di Avs ha denunciato che un deputato della Lega ha colpito Donno con due pugni alla testa, costringendo l’intervento dei sanitari che hanno portato via Donno in carrozzina per essere medicato.

 

Le reazioni

La maggioranza ha cercato di minimizzare l’accaduto. Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega, ha parlato di “dinamiche parlamentari”, mentre Federico Mollicone di FdI ha accusato Donno di aver compiuto un gesto irrispettoso e provocatorio verso il ministro Calderoli. Secondo Mollicone, non c’è stato alcun contatto fisico e Donno avrebbe esagerato cadendo a terra.

 

Dall’opposizione, invece, sono arrivate dure condanne. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha definito i fatti “gravissimi” e ha dichiarato che non è possibile continuare i lavori parlamentari in un clima di crescente violenza verbale e fisica. Schlein ha ricordato l’omicidio di Giacomo Matteotti, sottolineando l’importanza di difendere i diritti di opposizione contro le riforme che, a suo avviso, stanno stravolgendo l’Italia.

 

Anche Vittoria Baldino del Movimento 5 Stelle ha criticato l’aggressione subita da Donno, definendola “indegna” e chiedendo provvedimenti immediati. Stefano Graziano, deputato casertano del PD, ha accusato la maggioranza di squadrismo e ha sottolineato che mentre la destra divide il paese con l’autonomia differenziata, l’opposizione alza le bandiere tricolori in difesa dell’unità nazionale.

 

La tensione resta alta a Montecitorio, con la discussione sull’autonomia differenziata che continua a suscitare forti contrasti e accese proteste.