Maddaloni (CE) – In occasione del Giorno del Ricordo, ricorrenza solenne che dal 2005 la Repubblica dedica alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata, la sezione ANFI di Maddaloni ha organizzato una commemorazione per ricordare tutte le vittime ed in particolare quelle locali. La cerimonia, presentata dalla giornalista Lucia Grimaldi, socia benemerita si è tenuta nella centrale piazza don Salvatore d’Angelo, all’interno della villa comunale omonima, dinanzi alla stele commemorativa inaugurata due anni orsono, realizzata, su richiesta della sezione, dal fabbro Michele Affinito che la realizzò su disegno dell’artista Wladimiro Cardone.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo, il tenente colonnello Carmine Iuliano, vice comandante del Comando Provinciale di Caserta, il tenente Michelangelo Geremia, vice comandante della compagnia di Marcianise, il presidente regionale ANFI per la Campania Andrea Grasso, i soci della sezione ANFI di Maddaloni, il comandante della Polizia Municipale Domenico Renga, i rappresentanti di diverse sezioni locali e territoriali di ANFI, ANSI e ANC in uniforme e con i labari, l’I.C. “Maddaloni 2 – Valle” con la dirigente Rosa Suppa, una rappresentanza di alunni della scuola primaria e le docenti, gli studenti del Liceo “Don Gnocchi” e degli istituti superiori del “Villaggio dei Ragazzi”, i parroci don Emilio e don Antonio e tanti cittadini.
Una cerimonia partecipata, sentita e commovente, arricchita dalla benedizione di don Emilio, cappellano dell’Aeronautica Militare che insieme al parroco di Maddaloni don Antonio Traviso hanno contribuito a ricordare con rispetto e compostezza, anche attraverso al preghiera, una pagina dolorosa della storia nazionale.
Si è voluto rendere omaggio e memoria a tutte le persone innocenti che, in un contesto segnato dal crollo degli ordinamenti e dalla violenza del dopoguerra, furono colpite senza possibilità di difesa, talvolta senza processo o attraverso procedimenti sommari. Una menzione particolare è stata fatta alle vittime provenienti dalla nostra comunità, che sono state nominate e ricordate sia tramite l’apposizione di targhe commemorative sulla base della stele, sia dal primo cittadino nel suo intervento, del quale riportiamo uno stralcio: “La nostra comunità ha pagato un tributo di sangue doloroso e profondo: oltre ai finanzieri ricordati nella lapide del maresciallo Buono e dei fratelli Saccone – che all’epoca appartenevano alla nostra stessa comunità ho voluto ricordare tutti i nostri concittadini Benforte Francesco, Biondillo Giovanni, Cafarelli Ciro, Caruso Pietro, Mastroianni Antonio Mastroianni Francesco, Mazzetti Vincenzo, Gli ultimi due, secondo la tradizione locale, erano commercianti di stoffe: un’attività che ha sempre caratterizzato la storia economica di Maddaloni.
Questa giornata non deve mai diventare terreno di scontro politico. La memoria non può essere brandita come un’arma. La memoria deve unire, non dividere. Ai nostri giovani, stamattina presenti grazie a rappresentanze di alcune scuole cittadine, dobbiamo insegnare un ricordo libero dalle passioni del presente, capace di custodire la verità e di generare consapevolezza.
Il Novecento è stato il secolo delle tragedie. Pensavamo di aver lasciato quell’orrore alle spalle, e invece oggi, nel XXI secolo, la guerra torna a farsi sentire vicina. Anche se non ci tocca direttamente, ne percepiamo la minaccia. Per questo dobbiamo essere ancora più vigili e difendere i valori della pace, della democrazia, della tolleranza e della civile convivenza.
Oggi viviamo da ottant’anni in un Paese libero e democratico. Questo patrimonio non è scontato: va difeso, custodito, trasmesso. È un tesoro che appartiene al DNA dell’Italia e che dobbiamo consegnare intatto alle nuove generazioni.
Ringrazio tutte le Forze dell’Ordine e la Guardia di Finanza, che ogni giorno lavorano per proteggere questi valori. E ai più giovani dico: anche ciò che può sembrarvi una semplice cerimonia, una “liturgia” lontana, è in realtà un gesto che preserva la memoria, le radici e la consapevolezza della nostra libertà. La memoria è un dovere. La pace è una responsabilità. La democrazia un impegno quotidiano.”
Ricordare queste vittime e le tante vittime ha significato riaffermare il valore dello Stato di diritto, della dignità umana e della giustizia, principi che sono alla base della nostra democrazia e del nostro servizio alle istituzioni. Per l’Associazione Nazionale Finanzieri, custode di una tradizione di legalità, disciplina e responsabilità, il Giorno del Ricordo rappresenta un impegno morale: contribuire a una memoria condivisa, libera da strumentalizzazioni, capace di unire e non di dividere. Una memoria basata sulla verità e sull’impegno alla tutela dei diritti e alla custodia del ricordo, che riconosce il dolore delle vittime e delle loro famiglie, e che allo stesso tempo rafforza la cultura della pace, del dialogo e del rispetto reciproco. Ricordare significa infatti riconoscere il passato per rafforzare il presente e proteggere il futuro. Con questo spirito si è svolta la cerimonia: con sobrietà, con senso dello Stato e con la volontà di trasformare il ricordo in un atto di consapevolezza civica.
Per la foto in copertina si ringrazia Pasquale Pellegrino.