Gratteri verso nomina a Capo della Procura della Repubblica di Napoli

Ieri mattina, la Commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura ha espresso nei confronti del magistrato calabrese Nicola Gratteri quattro voti sui sei disponibili per la nomina a Procuratore di Napoli.
La Procura di Napoli è vacante da più di un anno, da quando Giovanni Melillo è stato nominato procuratore nazionale antimafia battendo proprio Gratteri.
Candidati – insieme a Nicola Gratteri – anche Aldo Policastro, procuratore di Benevento, e Francesco Curcio, procuratore di Potenza che non hanno preso alcun voto.

La differenza – a questo punto- la faranno i dieci componenti laici che dovranno esprimersi sul procuratore calabrese.
Da quel che emerge per quest’ultimo non dovrebbero esserci problemi nel conseguimento della nomina.
Gratteri è universalmente conosciuto come un magistrato integerrimo da sempre molto attaccato alla sua terra – la Calabria – ma anche ai principi di legalità e civiltà che dovrebbero essere fondanti di ogni paese civile che si rispetti.
Impegnato nella lotta contro il sistema della ‘Ndrangheta e alle conseguente ramificazione di questa nel tessuto politico e sociale è molto stimato dalle forze dell’ordine.
Nonostante ciò – nel corso degli anni – è stato – suo malgrado – al centro di molte polemiche dovute proprio alle mancata nomina per posizioni di peso e strategiche all’interno della magistratura.
Ricordiamo due episodi su tutti, estremamente emblematici di come non sempre la sua persona e la sua professionalità siano state accettate all’unanimità: nel 2014 l’allora Premier Matteo Renzi era determinato a candidare proprio Gratteri come Ministro di Giustizia, Gratteri pose solo una condizione, quella di aver ‘carta bianca’ al Ministero. Renzi accettò. La notizia si diffuse, il Quirinale venne preso d’assalto da parte dei procuratori più importati del Paese, furono ore concitate e la nomina di Gratteri evaporò.
Il secondo caso emblematico risale – invece – a quando Gratteri aveva cercato di essere nominato procuratore di Reggio Calabria. Per quel posto, avevano fatto domanda anche Federico Cafiero De Raho, all’epoca procuratore aggiunto a Napoli, e Michele Prestipino, l’altro procuratore aggiunto di Reggio. Il veto venne messo dalle toghe di Magistratura democratica che non hanno mai avuto grande considerazione nei suoi confronti.

Le traversie di Nicola Gratteri sono state invero tante e in un paese complesso come il nostro – talvolta – equivalgono a delle medaglie al merito.
Ci auguriamo per questo di accogliere presto Nicola Gratteri come Capo della Procura della Repubblica di Napoli.