Siamo di nuovo in quel periodo dell’anno in cui ci accingiamo a commemorare Ognissanti e i nostri cari e nel mentre i bimbi festeggiano Halloween.
Ecco dunque fioccare nuovamente le solite stantie polemiche su questa festa importata dagli USA, sul fatto che non teniamo abbastanza alle nostre (infinite e di gran lunga migliori) tradizioni patriottiche e di nuovo qualcuno che vorrebbe, in segno di protesta, sfasciare a mazzate le zucche – simbolo di questa ricorrenza – come fatto qualche anno fa da Mario Giordano in tv.
Addirittura c’è chi riporta la nascita di Halloween adduncendola non alla tradizione USA ma addirittura alla quella napoletana, come riportato sul sito del Fatto Quotidiano: nulla di più falso! Una balla colossale: basterebbe leggere “La nascita del Purgatorio” del medievalista Jacques Le Goff per scoprire che Halloween e ciò che i cristiani chiamano Purgatorio sono strettamente connessi e nulla hanno a che fare con Napoli ma invece con ben altro.
Senza scendere troppo nei dettagli, per i quali si rimanda al menzionato libro, il Purgatorio si afferma come terzo luogo fisico/geografico dell’aldilà – con fatica e in un lasso di tempo molto ampio – specialmente per merito delle trasformazioni sociali ed economiche del Medioevo, laddove nella società feudale inizia ad affermarsi una nuova classe sociale, quella dei mercanti e degli artigiani. Di conseguenza non esiste più il dualismo ricco/povero, classe dei potenti/classe sottomessa.
E viene meno anche il dualismo buoni/cattivi: tra questi il Purgatorio funge da luogo in cui “deporre” le anime di chi si pone a metà strada tra i buoni (che vanno in Paradiso) e i cattivi (che vanno all’Inferno), il tutto facilitato dalla vendita delle indulgenze governata dalla Chiesa di Roma. Halloween, sostanzialmente, si intreccia a tutto ciò per motivi politico-ecclesiastici ed a causa di un voluto errore nel calendario liturgico.
Halloween, precisamente All Hallow’s Eve, ovvero Ognissanti è stato istituzionalizzato dalla Chiesa per inglobare e cristianizzare i miti pagani provenienti dal Nord Europa, quando, durante questi giorni dell’anno, i contadini accendevano fuochi e ricordavano gli spiriti vaganti. Dunque anziché combattere il paganesimo la Chiesa decide di sovrapporre la ricorrenza di Ognissanti (spostandola da Maggio) a quella pagana di Novembre ed aggiungendo il giorno seguente la ricorrenza dei defunti propri cari.
Infine l’errore liturgico voluto lo ritroviamo nel significato della morte e nel processo cronologico che guida un’anima verso l’aldilà: morte, accesso all’aldilà e infine santo. Al contrario il calendario inverte le ricorrenze ricordando prima i santi e poi i morti.