Autonomia del sistema portuale, la Campania fa sentire la sua voce

Dalla mobilitazione della FILT CGIL all'approvazione della mozione regionale

La difesa dell’autonomia del sistema portuale campano rispetto alla riforma della legge 84/94 prende forma attraverso un percorso che parte dal territorio e approda nelle istituzioni regionali.

Un percorso che vede tra i protagonisti la FILT CGIL Campania, promotrice di un confronto pubblico che ha contribuito a portare al centro del dibattito politico le preoccupazioni del mondo portuale campano.
Un passaggio significativo si è registrato il 12 giugno 2026 quando, su iniziativa della FILT CGIL Nazionale e della FILT CGIL Campania, si è svolto a Napoli un incontro che ha coinvolto Regione Campania, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Capitaneria di Porto, Comune di Napoli, imprese, armatori e organizzazioni sindacali. Un momento di confronto dal quale sono emerse forti perplessità rispetto all’impianto della riforma proposta dal Governo e ai rischi di un progressivo svuotamento del ruolo delle Regioni e delle Autorità Portuali.
Le osservazioni e le proposte emerse durante quell’iniziativa hanno successivamente trovato una sponda istituzionale nella mozione presentata in Consiglio regionale dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, sottoscritta insieme ai consiglieri Raffaele Aveta, Luca Fella Trapanese, Salvatore Flocco ed Elena Vignati.
La mozione, poi approvata dall’Assemblea regionale, impegna la Giunta campana ad assumere una posizione chiara nella Conferenza Stato-Regioni, a chiedere una revisione del disegno di legge governativo, a difendere l’autonomia dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e a tutelare le risorse, l’occupazione e la governance pubblica dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.
“Il voto del Consiglio regionale rappresenta un risultato importante perché riconosce la fondatezza delle preoccupazioni che da mesi il mondo del lavoro portuale sta ponendo all’attenzione delle istituzioni”, dichiara il segretario regionale della FILT CGIL Campania, Angelo Lustro. “La modernizzazione del sistema portuale è una necessità, ma non può tradursi in un accentramento delle decisioni e in un indebolimento del ruolo dei territori. La portualità campana è una risorsa strategica per l’economia del Mezzogiorno e ha bisogno di investimenti, partecipazione e confronto, non di scelte calate dall’alto. L’approvazione della mozione dimostra che le istanze avanzate dai lavoratori e dall’intero cluster portuale sono diventate patrimonio condiviso delle istituzioni regionali”.
L’approvazione della mozione segna dunque un passaggio politico rilevante: dalle proposte emerse nel confronto promosso dalla FILT CGIL Campania si è arrivati a un atto ufficiale del Consiglio regionale che impegna la Regione a difendere il ruolo della Campania nel governo delle proprie infrastrutture strategiche e a sostenere una riforma che metta al centro lavoro, sviluppo e autonomia territoriale.