Conoscere i rischi per comprendere le conseguenze delle proprie scelte. Questo il filo conduttore dell’incontro “Sostanze stupefacenti e sicurezza stradale – Conoscenza, responsabilità, vite più sicure”, che si è svolto il 29 ottobre presso la Scuola di Commissariato dell’Esercito, promosso dall’ Associazione Nazionale Commissariato Militare (ANACOMI) in collaborazione con l’Istituto.
Un confronto che ha riunito istituzioni, magistratura, mondo accademico e professionisti della salute attorno a una questione che riguarda da vicino l’intera collettività, davanti a una platea composta da studenti delle scuole superiori, destinatari di un momento di informazione e sensibilizzazione sui rischi legati all’uso di sostanze stupefacenti e alcol.
Dagli effetti sulla salute alle conseguenze sul piano giuridico, il dibattito ha affrontato il fenomeno da prospettive diverse, unite dalla stessa esigenza: prevenire attraverso la conoscenza.
Ad aprire i lavori è stato il Brigadier Generale Sandro Corradi, Comandante della Scuola di Commissariato dell’Esercito.
Il confronto, moderato dall’Avvocato Antonio Della Porta, è entrato nel vivo mettendo in relazione competenze ed esperienze differenti, con l’obiettivo di restituire una lettura quanto più ampia di un fenomeno che non può essere circoscritto alla sola dimensione sanitaria o repressiva.
Sul versante giuridico, il Dott. Walter Brunetti, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, ha approfondito il rapporto tra sostanze stupefacenti, diritto sanzionatorio e sicurezza stradale.
La prospettiva sanitaria ha trovato spazio nei contributi del farmacologo Domenico Tartaglia e del tossicologo Giampaolo Palumbo, attraverso l’analisi degli effetti provocati da droghe e alcol e delle diverse tipologie di sostanze.
Particolare attenzione è stata riservata proprio alle nuove generazioni, uno degli ambiti nei quali l’azione preventiva assume un valore ancora più significativo. Il Dott. Giovanni Galano, Garante per l’infanzia e per l’adolescenza della Regione Campania, ha approfondito, infatti, il rapporto con le sostanze stupefacenti, richiamando il valore della consapevolezza e la necessità di fornire ai ragazzi strumenti utili a comprendere il peso e le possibili conseguenze delle proprie scelte.
È soprattutto quando l’assunzione di droghe o alcol incontra la strada che una decisione individuale può trasformarsi in un pericolo per gli altri.
Su questo aspetto si è concentrato il Vice Questore Ludovico Mitilini, Comandante della Polizia Stradale di Caserta, approfondendo il legame tra sicurezza stradale e prevenzione.
Il quadro si è ampliato con il Prof. Leone Melillo, dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, attraverso un approfondimento dedicato al TSO e alla salute mentale.
Prospettive diverse che hanno ricondotto il dibattito a una considerazione comune: prevenire non significa soltanto vietare o sanzionare, ma creare consapevolezza prima che il rischio si trasformi in conseguenza.
Un principio che assume un peso ancora maggiore quando sono coinvolti i giovani e quando comportamenti apparentemente individuali possono incidere sulla sicurezza e sulla vita degli altri.
Le conclusioni, affidate al Dott. Domenico Airoma, Procuratore Capo di Napoli Nord, hanno riportato l’attenzione sul rapporto tra sostanze stupefacenti, libertà e responsabilità. Concetti che hanno attraversato l’intero incontro e che pongono una questione essenziale: non può esserci scelta realmente consapevole senza la conoscenza delle sue conseguenze.
L’incontro alla Scuola di Commissariato dell’Esercito ha così restituito una lettura trasversale di un fenomeno complesso, nel quale salute, legalità, educazione e sicurezza inevitabilmente si incontrano.
La prevenzione diventa allora un investimento culturale, soprattutto verso le nuove generazioni: non limitarsi a raccontare il pericolo, ma offrire gli strumenti necessari per riconoscerlo e affrontarlo responsabilmente.
“La sicurezza si costruisce oggi, con scelte consapevoli” è il messaggio che ha accompagnato l’iniziativa. Una frase che ne racchiude anche il significato più profondo: la sicurezza non nasce soltanto dalle regole e dai controlli, ma dalla capacità di ciascuno di comprendere il valore delle proprie scelte.
Perché la responsabilità individuale, quando in gioco c’è la vita, diventa responsabilità collettiva.