Questa notte, Hamas ha pesantemente attaccato Israele con ben 5000 razzi, provocando la morte di 20 persone ed almeno 300 feriti.
Immediata la risposta del premier israeliano Benyamin Netanyahu aggiungendo di aver dato l’ordine all’esercito di richiamare i riservisti e di “rispondere alla guerra con irruenza e un’ampiezza che il nemico non ha conosciuto finora”. “Il nemico – ha sottolineato – pagherà un prezzo che non ha mai dovuto pagare. Vinceremo”.
L’attacco palestinese si presenta in un momento particolare considerato che in questo periodo Arabia Saudita e Israele stavano lavorando ad un nuovo accordo di Abramo.
Accordo che porterebbe Riad a non appoggiare più militarmente e finanziariamente la causa palestinese.
Tel Aviv ha risposto all’attacco di stanotte con un attacco aereo su Gaza.
I paesi occidentali condannano all’unanimità Hamas continuando, sostanzialmente, in un atteggiamento da Giano Bifronte.
Difatti Stati Uniti, Germania e Italia forniscono – da sempre – armi altamente tecnologiche allo stato israeliano che a sua volta gode di un esercito composto da circa 180.000 militari del servizio di leva, ma può contare su 450.000 riservisti che non svolgono quotidianamente funzioni militari ma hanno un’occupazione civile.
Israele non a caso gode di uno degli eserciti più forniti e temuti al mondo.
Gli armeni vittime di una pulizia etnica per cui non spendiamo una parola lì difendiamo vendendo armi all’Azerbaijan in cambio di gas.
Senza dover menzionare gli stati africani, per non dover elencare gli innumerevoli episodi e storie di corruzione da parte dei paesi occidentali che ora si lamentano degli sbarchi da parte di centinaia di migliaia di persone sulle nostre coste.
Il solito doppio standard: la nostra credibilità è a zero.