Ceravamo lasciati il 18 marzo, con la ferale notizia, non so come altro definirla, che un Sindaco, Ugo Alfredo Conte, che aveva amministrato Mondragone al vertice della struttura politico-amministrativa per ben 9 anni, ma che aveva al suo attivo come carriera politica molti altri anni di amministratore come consigliere ed assessore al bilancio, carica che fu anche del padre , Preside Mario Liberato Conte, e che ora lo vede privato della libertà personale per un lungo periodo ed interdetto dalle cariche elettive non si sa fino a quando. Voglio ritornare sulla vicenda politica. Il Dott. Ugo Alfredo Conte era stato eletto come PARTITO Popolare ITALIANO, uno dei ‘pezzi’ in cui era esplosa ‘la Balena Bianca, la DC. Ma oltre a questa lista nelle elezioni comunali del 1999, era sostenuto anche da un altro pezzo della ex DC, il CCD, centro cristiano democratico, ‘creato’, per l’occasione, col sostegno dell’On. Lorenzo Avv. Montecuollo, dal Dottore Commercialista Saverio Zito, originario di Grazzanise, ma da tempo operante in quel di Mondragone. Poi dal PRI di Mario Stefanelli, dalla neonata RI, rinnovamento Italiano del Geom Pasquale Sorvillo, che riuscì ad eleggere un suo consigliere nella persona del Geom. Massimo Romano. Ed infine dalla lista Petrella , gli avvocati Francesco ed il figlio Claudio con l’Udeur. Coalizione centrista , in tutto e per tutto, nonché collazione di tutti i ‘pezzi’ che si erano originati dalla Balena Bianca, che , non era morta, ma si era arenata a seguito dell’inchiesta cosiddetta ‘MANI PULITE’, che, a onor del vero, non riguardò solo la DC ma tutti i partiti dell’Arco Costituzionale, comunisti compresi, solo che Primo Greganti, titolare del conto svizzero denominato ‘Gabbietta’, pare per conto dell’allora PCI, non parlò. Assunse su di sé tutte le accuse per reati finanziari, riciclaggio, esportazione clandestina di capitali e quant’altro, e tenne fuori quelli a beneficio dei quali lui amministrava il conto. Salvo il PCI ed i suoi dirigenti. Anche il MSI di Almirante, che poi era diventato di Gianfranco Fini, si salvò. Tutti gli altri, soprattutto i maggiori esponenti del pentapartito, a cominciare da Bettino Craxi, in galera o alla gogna. Certo è, che tutto sembrava andare liscio come l’olio, finché il Sindaco Conte non fu avvicinato da esponenti di spicco del panorama regionale e nazionale di FORZA ITALIA, la quale , dopo le inopinate dimissioni di Berlusconi da Presidente del Consiglio dei Ministri, dovute sia al famoso recapito dell’avviso di garanzia nei suoi confronti a Napoli mentre presiedeva una riunione di Stati amici proprio per varare misure efficaci e comuni per combattere la criminalità organizzata, e del tradimento di Bossi che ritirò l’appoggio al suo governo, aveva voglia di ritornare sui territori con propri esponenti che fossero già insediati come amministratori locali, aumentando la visibilità del partito a livello popolare diffuso, e preparando la ‘revenche’ per ritornare a capo del governo. E difatti sia il Sindaco Conte, sia i consiglieri eletti in lista con lui ed anche qualcuno dei partiti che lo sostenevano , presero la tessera di FI, e si creò, allora, una amministrazione comunale assai diversa da quella che era uscita dalle urne, a componente di maggioranza relativa proprio di FORZA ITALIA.
Ma gli effetti di questi cambi di casacca dovevano di lì a poco determinare altri equilibri nel sottogoverno degli enti di servizio locali, e questi nuovi equilibri persero per sempre la possibilità di una chiusura in attivo, per così dire, dell’esperienza politica che, al di là delle trasmigrazioni da un partito all’altro, aveva a capo politico, almeno localmente, il Sindaco Conte. Intanto pure la geografia interna di Forza Italia a Mondragone cambiò . Fu eletto come coordinatore il Geom Giuseppe Valente, Peppino per gli amici, già proveniente dalla defunta DC, che, pure a Mondragone aveva numerose anime e numerosi capi. Ma ancora più eclatante fu il cambiamento dei rapporti di forza tra partiti politici, all’interno del CONSORZIO CE4, che gestiva in un ambito subprovinciale , la raccolta dei rifiuti ed il loro smaltimento, nonché l’attribuzione, secondo una gara unica per tutti i comuni del bacino del Ce4, ad un’unica ditta appaltatrice, un affare di decine e decine di milioni di euro all’anno. Insomma dopo diversi rimescolamenti politico-amministrativi ed accordi anche di vertici partitici, a capo del Consorzio fu eletto come Presidente Peppino Valente. Uno dei primi risultati della sua gestione, a parte il clientelismo inevitabile e funzionale al consenso, fu disdettato dal Comune di Mondragone la Ditta COVIM, e fu indetta una nuova gara che fu appannaggio della Ditta ECO4 di Casale di Principe, capitanata dai fratelli Mario e Michele Orsi. Già questa situazione generò un accrescimento a dismisura delle indagini della magistratura sulle ‘vicende interne’ ai partiti che avevano portata a questa variazione, ed in particolare la DDA cercò di andare a fondo, ed, a seguito di delazioni di collaboratori di giustizia, nonché noti e pericolosi esponenti dei clan locali, venne fuori la possibile collusione dei vertici amministrativi dei Comuni interessati, del vertice di CE4, ed anche di importanti politici nazionali come COSENTINO di Forza Italia e Mario Landolfi, deputato ed anche Ministro del Popolo delle Libertà originatosi dalla confluenza di Forza Italia ed Alleanza Nazionale. Se facciamo astrazione dalla vicenda Cosentino, che, in verità fu poi prosciolto da molte accuse in Cassazione, e ci fermiamo un po’ a livello locale, il primo a prendere la strada del carcere fu il Presidente Peppino Valente. Bisogna dire che quando le indagini arrivarono alle strette, purtroppo uno dei due fratelli Orsi, Michele, fu in pieno centro, in un bar di Casal di Principe da un sicario. A seguito di questo gravissimo fatto di sangue , ci furono le delazioni dei pentiti, Che indicarono in Valente il referente per gli accordi loschi che riguardavano le tangenti da versare ai gruppi criminali locali per stare tranquilli circa la milionaria gestione dei rifiuti che, oltre ad assicurare ‘sottobanchi’ ai politici di riferimento, avevano una valenza clientelare enorme. A Mondragone storicamente essere attaccati al predellino del camion dei rifiuti o addirittura guidarlo, e persino essere nominato impiegato nella gestione contabile ed amministrativa, erano e forse sono, l’unico traguardo occupazionale che un disoccupato mondragonese può augurarsi per sé, e per la famiglia. A onor del vero il Valente ha sempre dichiarato di aver agito da solo , di aver architettato tutto da solo, di essere stato il solo esponente politico-amministrativo presente agli incontri coi malavitosi. Questi ultimi invece, indicarono anche il Sindaco Ugo Conte e si vociferò che fosse coinvolto anche l’On. Mario Landolfi , ex Ministro, Purtroppo, nel caso di Conte , fino alla Cassazione, le accuse di collusione e concorso esterno furono in qualche modo provate dai pubblici ministeri, e Conte si trova in prigione a scontare una pena severa, forse troppo severa, ma su queste cose io non ho competenza per esprimermi. L’on. ed ex ministro Landolfi è riuscito ad uscire indenne, almeno sul piano personale e giudiziario. Ma la sua brillante carriera politica, iniziata nel 1994 con l’elezione a deputato, la successiva nomina a Ministro delle Comunicazioni, si è interrotta anzitempo nel 2013, quando Berlusconi, facendo astrazione dalle sue beghe giudiziarie e cercando di mascherarne l’impatto elettorale, decise di non candidarlo più nelle liste del Popolo delle Libertà, che era uscito indenne dalla scissione di Fini, grazie anche a Mario Landolfi, che, pur riconoscendo che la sua eccellente parabola politica, fosse dovuta in buona sostanza all’ala protettrice di Gianfranco Fini, non aderì alla sua scissione. “ Fini ha sbagliato, perché ha indebolito il partito” disse l’On. Mario Landolfi. Salone dei Padri Francescani in Mondragone, in occasione dei ‘tradizionali auguri di buon anno, il 10 Gennaio 2011. Anche Fini è uscito finalmente a dimostrare la sua innocenza nella vicenda giudiziaria dell’appartamento di Montecarlo, nella disponibilità dell’MSI, acquistato poi dal cognato. Prenderanno un caffè insieme per le politiche europee? Chissà!