IL RICICLAGGIO DEI CASALESI: UN FIUME DI DENARO VERSO L’EST EUROPA

Dal rapporto della DIA emerge la preferenza per i paesi dell’Est per i reati tributari

Nel silenzio apparente delle operazioni finanziarie transnazionali, si muove un fiume oscuro: quello del riciclaggio internazionale orchestrato dal clan dei Casalesi. A rivelarlo è il nuovo Rapporto della Direzione Investigativa Antimafia, che fotografa un quadro inquietante: l’Est Europa, in particolare Polonia, Lituania e Lettonia, è diventato teatro preferenziale per i reati di matrice tributaria.

 

Secondo quanto emerso, il territorio polacco sarebbe stato utilizzato per operazioni di frode fiscale. In particolare, il 2 febbraio 2024 è stato scoperto che un gruppo di imprenditori campani, legati al clan, aveva effettuato bonifici per oltre 900mila euro tramite una società di smaltimento rifiuti intestata a prestanome. I fondi, una volta transitati su conti bancari anche di istituti polacchi, venivano poi abilmente riciclati.

 

Il fenomeno non si ferma alla Polonia. Il 27 febbraio 2024, un’indagine coordinata dalla DDA di Napoli ha svelato l’esistenza di una vasta organizzazione criminale attiva tra Italia, Lituania e Lettonia, capace di riciclare oltre 2 miliardi di euro in pochi anni. Il network vantava una clientela estesa, comprendente soggetti vicini ai Casalesi, alla ’ndrangheta e imprenditori recidivi nell’evasione fiscale.

 

Il sistema, spietatamente efficiente, si serviva di un istituto di moneta elettronica lituano e di una società lettone collegata, creando una sorta di “banca parallela” che operava in Italia. Il servizio includeva la fornitura di società fittizie intestate a prestanome, garantendo l’anonimato e la copertura dei flussi illeciti.

 

L’operazione ha portato a misure cautelari personali e al sequestro di beni milionari:

  •  15 immobili a Vilnius, tra cui 2 appartamenti di lusso nel centro storico, 2 alberghi, e un bar-ristorante.
  •  4 immobili a Riga, inclusi 2 appartamenti di pregio.

 

Il rapporto della DIA non lascia dubbi: il clan dei Casalesi ha affinato la propria capacità di infiltrarsi nei circuiti economici internazionali, sfruttando le maglie larghe della fiscalità estera e l’ombra dei prestanome per far sparire enormi quantità di denaro sporco.