Il Sud affonda sotto l’uragano Harry nel silenzio dell’informazione nazionale

Sicilia, Calabria e Sardegna devastate, ma per i grandi media sono quasi invisibili

Nelle ultime 48 ore il ciclone mediterraneo Harry ha colpito duramente il Sud Italia. Sicilia, Calabria e Sardegna sono state travolte da mareggiate eccezionali, piogge torrenziali e raffiche di vento oltre i 90–120 km/h. Non un episodio marginale, ma un’emergenza di dimensioni nazionali. Eppure, mentre le comunità facevano i conti con danni e paura, i principali media nazionali hanno dedicato al fenomeno pochi minuti o pochissime righe.


Sicilia: un’isola sotto assedio

  • Palermo – Mondello: spiaggia allagata, recinzioni abbattute al Foro Italico, oltre 200 interventi dei vigili del fuoco.
  • Arenella: un’auto finisce in mare.
  • Catania: stazione centrale invasa dall’acqua, treni cancellati, 51 interventi dei vigili del fuoco in 12 ore, un peschereccio affondato nel porto.
  • Santa Teresa di Riva: crollo del lungomare, un anziano precipita con l’auto.
  • Lentini: crollo di un muro per il vento.
  • Siracusa: esondazione dell’Anapo, evacuazioni nella zona Pantanelli, città parzialmente isolata.
  • Enna: blackout prolungati per cavi tranciati.
  • Agrigento (San Leone): stabilimenti balneari e ristoranti danneggiati.
  • Lampedusa e Linosa: mare nelle strade, abitazioni e attività colpite.
  • Mazara del Vallo: onde fino a 9 metri, lungomare Tonnarella devastato.

Trasporti

  • Treni cancellati a Catania.
  • Voli dirottati o in forte ritardo a Palermo per il vento.

Gestione dell’emergenza

  • Allerta rossa nella Sicilia nord-orientale.
  • Oltre 1.000 volontari impegnati, 330 centri operativi comunali, più di 2.000 richieste di aiuto in un solo giorno.
  • 380 comuni con scuole chiuse.

Calabria: costa e aree interne in ginocchio

Catanzaro

  • Catanzaro Lido è il simbolo del disastro: mare oltre il muro del lungomare, strade sommerse, auto trascinate, acqua nei piani bassi degli edifici.

  • Soverato: lungomare completamente allagato.

  • Pietragrande: onde violente contro le strutture costiere.

  • Sellia Marina, Borgia, Roccelletta di Borgia: allagamenti e smottamenti.

  • Botricello: mare a ridosso delle abitazioni.

  • Danni diffusi a reti fognarie, idriche ed elettriche.

  • Cedimenti stradali, tra cui un tratto della SP57 tra Borgia e Squillace.

Cosenza

  • Piogge intense e raffiche di vento hanno causato criticità diffuse, con alberi caduti e strade interrotte.

  • Collegamenti ferroviari in tilt.

  • Neve abbondante su Pollino e Sila, con difficoltà per la viabilità interna.

  • Chiusure temporanee di arterie come la SS 108 bis nell’area di San Giovanni in Fiore.

Reggio Calabria

  • Litorale ionico duramente colpito: danni al lungomare di Melito Porto Salvo.

  • Locri e Siderno alle prese con mareggiate che hanno compromesso la viabilità costiera.

  • Smottamenti e voragini in più punti della rete stradale provinciale.

Vibo Valentia

  • Piogge torrenziali e vento hanno causato allagamenti, caduta di alberi e numerosi interventi dei vigili del fuoco, soprattutto nelle aree collinari e costiere.

Crotone

  • Accumuli pluviometrici eccezionali, disagi alla viabilità e danni alle infrastrutture minori, con criticità soprattutto nelle zone interne.


Sardegna: danni gravi e disagi diffusi

La Sardegna è stata colpita in pieno dal passaggio del ciclone Harry, con fenomeni estremi che hanno messo in ginocchio l’isola: a Olbia le spiagge di Pittulongu, Bados e Lo Squalo appaiono irriconoscibili.

Danni e effetti

  • Piogge eccezionali: accumuli pluviometrici che hanno raggiunto picchi fino a oltre 500 mm in alcune località (oltre cinque volte la norma di gennaio), con conseguente rischio idrogeologico serio.
  • Ondata di interventi: oltre 360 operazioni dei Vigili del Fuoco richieste tra soccorsi a persone, drenaggi di seminterrati, supporto alla popolazione e verifiche sui corsi d’acqua.
  • Porti e centri storici colpiti: danni segnalati anche al sito archeologico di Nora e alle strutture costiere del sud Sardegna.
  • Chiusure e disagi alla viabilità: strade principali come la SS 195 sono state chiuse per danni e detriti, con gravi difficoltà alla circolazione tra Cagliari e Capoterra.
  • Allagamenti diffusi: aree come Poetto e zone costiere sono state inondate da mareggiate e corsi d’acqua straripati, con evacuazioni e interventi di soccorso.

Allerta e risposta

  • La Protezione Civile ha monitorato a lungo il rischio su fiumi come Flumendosa e Cedrino e mantenuto livelli di vigilanza molto elevati.
  • Le istituzioni regionali hanno già iniziato la conta dei danni e aperto un dialogo con il Governo per una possibile dichiarazione di stato di calamità naturale.

Il silenzio che fa rumore

Di fronte a danni così estesi, Rai e Mediaset hanno scelto di ridurre tutto a brevi cenni, servizi distratti, nessun approfondimento. Nessuna indignazione, nessuna narrazione all’altezza della gravità dei fatti.
Come se Sicilia, Calabria e Sardegna fossero periferia emotiva del Paese, territori sacrificabili anche sul piano dell’informazione.

E il silenzio dei grandi media pesa quanto l’acqua che ha sommerso strade, vite e anni di sacrifici.